ANTONY BEEVOR.

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.

Parte 3.

Titolo originale: The Battle for Spain.
Traduzione di: Enzo Peru.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte:
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30. Arriba Espaa!.
31. La battaglia dell'Ebro.
32. La Repubblica nella crisi europea.
33. La caduta della Catalogna.
34. Il crollo della Repubblica.
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PARTE SETTIMA. Vae victis!
35. La Nuova Spagna e il gulag franchista.
36. Gli esiliati e la Seconda guerra mondiale.
37. La guerra che non fin.
38. Cause perse.
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Fine Indice.
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30.
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Arriba Espaa!.
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Nulla distolse il generale Franco dal suo scopo finale della guerra: la distruzione totale dei suoi
nemici e la trasformazione della Spagna. Fin dall'inizio, collaboratori in questo grande progetto, erano
stati suo fratello Nicols, Kindeln, Orgaz e Milln Astray, poi, dal febbraio del 1937 il suo ambizioso
cognato, Ramn Serrano Suer.
Di fronte alla semplicit delle idee di Franco, oltre a quelle degli altri generali, Serrano Suer
vide la possibilit di una carriera nella gerarchia statale. Il governo nazionalista era abbastanza
efficiente per vincere la guerra, ma difficilmente sarebbe sembrato molto convincente al mondo civile,
una volta conclusi i combattimenti.1
Una volta che Franco aveva ottenuto il comando assoluto di tutte le forze armate e che era
diventato leader supremo del Movimento Nazionale, responsabile soltanto di fronte a Dio e alla
Storia, era giunto il momento di sostituire la Junta Tcnica dei primi giorni con un governo formale. Il
30 gennaio 1938 Franco costitu il suo primo governo ufficiale e promulg la Legge
dell'Amministrazione Centrale dello Stato: La presidenza [del Consiglio dei ministri] rimane legata al
capo dello Stato. I ministri costituiscono il governo della nazione. Essi faranno un giuramento di
fedelt al capo dello Stato e al Regime Nazionalista. E il capo dello Stato assumeva in aggiunta il
potere supremo di dettare norme giuridiche di carattere generale. Questo in effetti significava che il
capo dello Stato nazionalista godeva personalmente del potere assoluto: esecutivo, legislativo e
giudiziario.
Nella costituzione dei tre ministeri chiave, Difesa, Ordine Pubblico e Affari Esteri, tutti
controllati da generali, l'esercito sul campo era ancora chiaramente in funzione.2 Questi generali e i
loro dipartimenti erano semplicemente estensioni del comando del Generalissimo. I tre ministeri
controllati dai falangisti erano collegati al dicastero dell'Interno e all'influenza del controllo di Serrano
Suer, che gestiva il potere con mano di ferro; ottenne la supremazia sui governatori civili e port due
suoi sostenitori, Jos Antonio Gimnez Arnau e Dionisio Ridruejo, ad assumere la direzione della
stampa e della propaganda. Serrano Suer aveva anche voce nella nomina dei colleghi di governo,
proponendo di persona buona parte dei nomi. Riusc a persuadere Franco a nominare Amado, un ex
collega di Calvo Sotelo, come ministro delle Finanze, anche se il Caudillo non lo gradiva per le aspre
critiche mosse a suo fratello Nicols. E riusc anche a far nominare il monarchico Sinz Rodrguez, che
Franco sospettava massone.
Il giorno dopo la nomina del nuovo governo a Burgos, Franco ricevette il corpo diplomatico, fra
cui Robert Hodgson, il funzionario inglese accreditato presso il governo nazionalista. Hodgson sembra
fosse affascinato dal Caudillo.3 Il 12 febbraio, nel Monasterio de las Huelgas, i ministri giurarono
fedelt a Franco con la seguente formula: Giuro nel nome di Dio e dei suoi Santi Evangelisti di
compiere il mio dovere di ministro di Spagna nella pi stretta fedelt al capo dello Stato, il
Generalissimo delle nostre gloriose forze, e ai princpi costituzionali del regime nazionalista per servire
il destino della Patria. Non si faceva menzione n di Repubblica n di Monarchia, soltanto del
Generalissimo stesso, il quale avrebbe definito il regime nazionale come gli sembrava opportuno.
Durante il mese di marzo, Franco approv tutti i decreti che il cognato gli passava da firmare,
compresi quelli riguardanti l'abolizione di ogni libert di riunione o di associazione. I ministeri della
Giustizia e dell'Educazione si misero al lavoro per capovolgere tutta la legislazione repubblicana
riguardante la Chiesa o l'insegnamento. Le scuole furono restituite al controllo ecclesiastico, e il
crocefisso venne appeso in ogni aula. Il pi importante decreto fu il Fuero del Trabajo, o diritto del
lavoro, che era una combinazione della dottrina sociale della Chiesa, espressa nell'enciclica Rerum
Novarum, dei 26 punti della Falange e di alcune parti della Carta del lavoro dell'Italia fascista.
Soprattutto dichiarava la scomparsa della lotta di classe in Spagna, che doveva essere sostituita da
un'associazione verticale di padroni e lavoratori e sottolineava il desiderio del regime di esercitare un
completo controllo dirigista sull'economia.
Nei mesi seguenti la macchina legislativa non ebbe riposo. Furono emessi decreti riguardanti
tutti gli aspetti pi diversi della vita della nazione, dall'abolizione delle festivit pubbliche repubblicane
e la loro sostituzione al disegno della nuova valuta e dei francobolli (di solito con l'effigie di El Cid o
dei monarchi cattolici Ferdinando e Isabella, o dei simboli del nuovo Stato). Il 5 aprile venne abolito lo
statuto della Catalogna, e il 22 aprile fu promulgata la legge sulla stampa, che poneva tutte le
pubblicazioni al servizio di Franco. Lo scopo era punire qualsiasi forma di scrittura che in modo
diretto o indiretto tenda a sminuire il prestigio della nazione o del regime, mini il lavoro del governo
del nuovo Stato o diffonda idee perniciose fra i deboli di intelletto. La legge, per quanto introdotta
come disposizione di guerra, secondo Serrano Suer, rimase in vigore fino al 1966. Il 21 maggio il
castigliano [lo spagnolo] fu dichiarato l'unica lingua ufficiale e venne proibito parlare in pubblico
basco o catalano. Il 7 luglio la condanna a morte divent, sia pure in ritardo, ufficiale. Nel frattempo
Pedro Sinz Rodrguez cominci a modificare l'istruzione elementare, con corsi di educazione religiosa
e patriottica. Tutte le influenze straniere furono eliminate, anche nello sport. Vennero permesse soltanto
tutte le forme di sport riconoscibilmente spagnole, come la pelota.
In maggio il governo portoghese riconobbe formalmente quello di Franco e il Vaticano nomin
il cardinale Cicognani nunzio apostolico. Franco annull anche tutti i decreti repubblicani di espulsione
dei gesuiti e restitu loro propriet e privilegi. Il capo dell'ordine, Vladimir Ledo?ovskij, ringrazi il
Caudillo, annunciando che, al momento della sua morte, i 30.000 gesuiti del mondo avrebbero
celebrato tre messe per l'anima del Generalissimo,4 uno scambio molto vantaggioso per la Compagnia
di Ges. Franco, tuttavia, intendeva assicurarsi che la Chiesa di Spagna rappresentasse soltanto un'altra
lobby, assieme ai carlisti, ai falangisti e ai suoi generali,5 e insistette per avere il diritto di confermare o
respingere le nomine dei vescovi, antica prerogativa della monarchia.
Altro problema che preoccup Franco durante la primavera del 1938 fu il trattamento dei
prigionieri di guerra. In seguito al crollo del fronte settentrionale e dell'offensiva in Aragona, ne aveva
72.000, che portarono il totale complessivo a oltre 160.000, secondo l'Inspeccin de Campos de
Concentracin de Prisoneros, che dipendeva direttamente dal comando di Franco.6 Per la fine della
guerra, il totale sarebbe arrivato a 367.000. I prigionieri erano rinchiusi in carceri normali, in campi,
castelli, conventi, monasteri, cinema e navi prigione. Il problema era come identificare gli
irrecuperabili, che di solito venivano giustiziati, e coloro che erano stati traviati e potevano essere
rieducati alla causa nazionalista.
Dato che il colpo di Stato del 1936 era riuscito nelle principali regioni di produzione agricola, la
Spagna nazionalista, a differenza della zona repubblicana, non soffr mai di carenze alimentari,
nemmeno nel 1938, quando l'economia and in crisi. Anche la produzione industriale miglior, e non
soltanto per la conquista del nord.7 Questo avvenne perch i proprietari delle fabbriche e i direttori non
erano fuggiti. Un procedimento analogo avvenne nei territori conquistati. Inoltre, i nazionalisti
seguirono una politica commerciale ed economica molto efficace, come lo sviluppo del commercio
andaluso di Queipo de Llano. Le autorit nazionaliste mantennero un controllo ferreo e centralizzato
sulla produzione agricola e industriale oltre che sul commercio internazionale. Anche la politica
monetaria venne strettamente controllata: alla fine della guerra, la peseta nazionalista aveva perduto
soltanto il 27,7 per cento del suo valore.8
I generi alimentari non erano scarsi, per chi poteva pagare. Nelle citt di provincia della zona
nazionalista, come Burgos, Pamplona, La Corua, Siviglia o Bilbao, la gente ben vestita andava a
passeggio per le strade, prima di prendere l'aperitivo o andare a cena. Bar e ristoranti erano sempre
pieni, come le chiese e le arene.9
I principali fornitori di Franco (a differenza di quelli della Repubblica) non insistevano per il
pagamento anticipato e non tenevano prezzi elevati. I nazionalisti non avevano a disposizione valuta
forte per pagare, per cui Franco impegn con successo la ricchezza mineraria del Paese. I suoi creditori
pi voraci, ma anche i fornitori di aiuti pi efficaci, erano i tedeschi. Hermann Gring, il capo del Piano
Quadriennale nazista oltre che della Luftwaffe, era il personaggio principale. Abbiamo gi citato
l'origine dell'organizzazione commerciale tedesca HISMA/ROWAK, che giunse ben presto a
controllare un virtuale monopolio delle importazioni ed esportazioni della Spagna nazionalista.
Tuttavia Gring, preoccupato dalle dimensioni del debito nazionalista e deciso ad assicurarsi il
controllo della produzione mineraria spagnola su base pi permanente, costitu una filiale speciale
dell'HISMA, chiamata Progetto Montana, che avrebbe dovuto occuparsi dello sfruttamento e
dell'esportazione in Germania di ferro, mercurio, pirite, tungsteno e antimonio da 73 miniere spagnole.
Il 10 gennaio 1938 von Stohrer, ambasciatore tedesco a Salamanca, indisse una riunione per
discutere le operazioni dell'HISMA/ROWAK nel 1937, che raggiunse un totale di 2.584.000 tonnellate
spedite in Germania.10 Quindici giorni dopo il ministro degli Esteri conte Jordana dichiar ai
rappresentanti tedeschi che il Progetto Montana non poteva proseguire perch la legislazione esistente
(in effetti repubblicana), insisteva per uno studio preliminare miniera per miniera e non poteva essere
applicato subito a 73 di esse. Inoltre, sempre per le stesse leggi, il capitale straniero investito nelle
miniere spagnole non poteva superare il 20 per cento; Jordana chiese quindi di avere pazienza fino alla
promulgazione di una nuova legge. Ma i nazionalisti furono sottoposti a forti pressioni anche da parte
britannica, la quale, come principale importatore di ferro e pirite dalla Spagna, intendeva proteggere i
propri interessi. Prima del luglio 1936 cinque societ britanniche, compresa la Rio Tinto, importavano
il 65 per cento della pirite necessaria in Inghilterra per l'industria degli armamenti.
L'orgoglio nazionale di Franco reag alle pretese tedesche, ed egli chiese un aumento degli aiuti
militari, e intanto gioc sul tempo. Alla fine i tedeschi, irritati, minacciarono di troncare ogni appoggio
e nel luglio del 1938 Franco dovette firmare la nuova legge mineraria. I tedeschi tuttavia rinforzarono
subito la Legione Condor, proprio in tempo per la battaglia dell'Ebro.
Le cose andarono molto meglio con gli alleati italiani. La megalomania di Mussolini port a
gesti di prodiga munificenza che ridussero alla disperazione il suo ministro delle Finanze: non esercit
mai pressioni per i pagamenti e non tent di sfruttare le ricchezze minerarie della Spagna. Gli aiuti agli
insorti nazionalisti furono un disastro per l'economia italiana. Il costo dell'avventura di Mussolini in
territorio iberico sal a 8.500 milioni di lire (l'equivalente di tre miliardi di euro).
Nel 1938, oltre a dedicare le proprie energie a ricostruire la struttura politica ed economica della
Spagna, Franco dovette concentrarsi per porre fine alla guerra. Dopo la devastante avanzata dei
nazionalisti in Aragona fino al mare, i suoi alleati si aspettavano la caduta di Barcellona, ma Franco vi
rinunci. Il generale Vign e gli altri comandanti nazionalisti non riuscivano a comprendere perch il
Generalissimo dovesse rinunciare a conquistare quel successo, con le truppe quasi alle porte della
capitale catalana. E non ci riuscirono nemmeno i suoi avversari repubblicani. Il generale Rojo stesso
ammise che Barcellona avrebbe potuto essere presa con meno forze e in meno tempo di quando
avvenne poi, nel gennaio del 1939.11
La ragione dell'atteggiamento di Franco  davvero strana. Dall'autunno del 1936 era convinto
che i francesi facessero un gioco ambizioso. Aveva sospettato che ufficiali francesi fossero
segretamente in servizio nelle forze repubblicane e che la Francia avesse un piano per annettersi la
Catalogna. Nel settembre del 1936 aveva dichiarato a un rappresentante tedesco che il vero governo in
Catalogna  quello francese.12 E continu a credere, in modo del tutto errato, che i francesi si
sarebbero annessa la Catalogna, per impedire alla Spagna nazionalista di diventare troppo potente,
come dichiar a Richthofen nel novembre del 1937.13 Va detto che perfino i tedeschi si preoccuparono
per breve tempo, nel marzo del 1938, che i francesi spostassero truppe nel sud-ovest della nazione e
che la squadra francese del Mediterraneo avesse ricevuto l'ordine di essere pronta all'azione.14 Ma i
timori di Franco continuarono a lungo anche dopo che i suoi alleati avevano smentito del tutto questa
minaccia. Ancora il 17 gennaio 1939, mentre le truppe nazionaliste avanzavano su Barcellona,
Richthofen dovette tornare ad assicurare a Franco che i francesi non sarebbero intervenuti.15
Chamberlain aveva avvertito Parigi che se i nazisti avessero reagito furiosamente a un
intervento francese in Catalogna, la Gran Bretagna non sarebbe scesa in campo in suo aiuto. E Franco
venne informato che lo stato maggiore francese era contrario a un coinvolgimento in Spagna, in parte
perch ben pochi generali francesi nutrivano simpatie per la Repubblica, e anche perch temeva di
scatenare un conflitto che avrebbe portato a una guerra su due fronti.
Mussolini, come al solito, stava ondeggiando fra l'entusiasmo e il pessimismo. Stava
stancandosi della guerra in Spagna. Aveva cominciato a posare gli occhi sull'Albania, sul lato opposto
dell'Adriatico ed era esasperato per la mancanza di gratitudine di Franco. Per di pi, Ciano era
profondamente irritato per l'atteggiamento nazionalista. Ho parlato a Nicols Franco del nostro aiuto
per il 1938, annot nel suo diario alla fine di marzo. Vogliono materiale per un miliardo di lire, con
pagamento in natura e molto problematico. Dobbiamo mantenere la calma. Stiamo dando il nostro
sangue in Spagna... che cosa vogliono di pi?16
Le relazioni fra i contingenti nazionali non erano facilitate dagli errori: i bombardieri italiani
sbagliavano bersaglio e Messerschmitt della Legione Condor attaccarono caccia nazionalisti Fiat CR.32
scambiandoli per Chato, anch'essi biplani. Le truppe italiane nelle retrovie stavano diventando molto
impopolari. Perfino gli ufficiali si trovarono coinvolti in risse con gli spagnoli, dopo reciproci insulti.
Inoltre un numero crescente di legionari disertava verso il nemico, e i loro comandanti si arricchivano
con il mercato nero. Sembra, dalle notizie che ci pervengono, annot Ciano, che gli italiani stiano
dando una cattiva impressione, riempiendo i cabaret e i postriboli nelle retrovie, mentre gli spagnoli si
battono duramente... I soldati del fascismo non devono, in alcun momento n per alcuna ragione, dare
un esempio di indifferenza alla lotta.17
Nel frattempo, il ministro della Guerra tedesco ordin al generale Volkmann di spingere Franco
a effettuare l'offensiva verso Barcellona. Ma Franco si ostinava a non lasciarsi smuovere dalla sua
decisione. Alcuni sospettano che volesse una guerra pi prolungata, in modo da macinare ogni
opposizione, un po' alla volta, nei territori conquistati. Stando a Dionisio Ridruejo, una guerra breve
avrebbe comportato inevitabili trattative e concessioni per finirla. Una guerra lunga significava la
vittoria totale. Franco scelse la via pi crudele, che, dal suo punto di vista, era anche la pi efficace.18
Invece di schierare l'armata di manovra in una rapida offensiva contro la capitale catalana,
Franco decise di allargare il corridoio al mare e di lanciare le sue truppe in direzione sud-ovest verso
Valencia. Questa strategia perse tutta la spinta che i nazionalisti avevano guadagnato durante la
campagna d'Aragona e diede alle forze repubblicane battute, che si erano ritirate in Catalogna,
l'occasione di riorganizzarsi con i rifornimenti appena consegnati attraverso la frontiera francese da
poco riaperta. Inoltre le grandi piogge del marzo e dell'aprile ridussero di molto l'attivit dell'aviazione
franchista. Ma, pi importante di tutto, le truppe di Franco furono mandate contro forze repubblicane
fresche, schierate in buone posizioni difensive.
Il 25 aprile, otto giorni dopo l'arrivo al mare dei carlisti, cominci l'offensiva verso Valencia
del corpo d'armata castigliano guidato da Varela, di quello galiziano di Aranda e della formazione di
Garca-Valio. Per prima cosa essi occuparono Aliaga, per costituire un saliente per un'avanzata nelle
sierras di El Pobo e La Garrocha. La prima spallata richiese quattro giorni, poi il maltempo port a una
sosta nelle operazioni. Il 4 maggio l'offensiva riprese. Il corpo di Castiglia attacc lungo due direttrici:
da nord a sud verso Alcal de la Selva e da Teruel verso Corbaln. Nel frattempo il corpo galiziano
avanzava verso sud lungo la strada costiera in direzione di Benicassim e Castelln de la Plana.
Garca-Valio attacc da Morella verso Mosqueruela. Il piano era costituire una linea da Teruel a
Viver, Segorbe e Sagunto, ma l'avanzata nazionalista fu contrastata con decisione, data la larghezza del
fronte e perch i repubblicani avevano costituito una forte linea di difesa  la linea XYZ  ancorata
sulla sinistra alla Sierra de Javalambre e che si estendeva attraverso la Sierra de Toro fino alle alture di
Almenara, vicino alla costa. I nazionalisti sferrarono attacchi su attacchi, ma non riuscirono a sfondare
il fronte nemmeno con 1.000 cannoni da campagna e le incursioni aeree. La linea di difesa ben
preparata dava alle truppe repubblicane sicurezza sui fianchi.
La tragica esperienza dei bombardamenti d'artiglieria e aerei aveva finalmente insegnato ai
repubblicani che per resistere occorrevano solide trincee e bunker. Avevano anche imparato a
pianificare meglio i settori di tiro, per impedire l'infiltrazione delle loro posizioni dagli angoli morti. Le
loro batterie d'artiglieria predisposero piani di tiro per battere le zone pi probabili di ammassamento
per gli attacchi nemici. L'avanzata nazionalista procedeva lentamente lungo la costa, occupando
Castelln il 13 giugno e Villareal il giorno successivo, ma la resistenza repubblicana nella Sierra de
Espadn imped ai nazionalisti di raggiungere l'obiettivo prefissato: la linea Segorbe-Sagunto.
I comandanti nazionalisti erano molto preoccupati per questa forte resistenza e per le perdite,
soprattutto dopo una vittoria tanto schiacciante come nella campagna d'Aragona.19 Kindeln tent di
persuadere Franco della difficolt di avanzare ancora in questo settore e gli chiese di rinunciare
all'operazione, viste le pesanti perdite, ma il Generalissimo ordin di proseguire gli attacchi. I
nazionalisti non avevano aeroporti vicino alle zone da bombardare e la Legione Condor, ritirata fino
all'entrata in vigore della legge mineraria, non effettu le consuete azioni d'appoggio. Tuttavia Franco
aveva appena ricevuto nuovi aiuti dall'Italia, sotto forma di altri 6.000 soldati e nuovi aerei: 25 S.81, 12
S.79 e 7 BR.20.20 All'inizio di luglio Franco ordin di rinforzare il fronte con il CTV del generale
Berti, e costitu il nuovo corpo del Tria con quattro divisioni comandate da Solchaga. L'ordine era di
conquistare Valencia il 25 luglio, festa di San Giacomo Apostolo, patrono di Spagna. Contro i 5 corpi
d'armata nazionalisti, su 14 divisioni in tutto (circa 125.000 uomini) i repubblicani ne avevano 6,21 ma
il numero era quasi uguale, perch le unit dell'esercito popolare erano di solito a organici ridotti.
Il 13 luglio cominci la quarta e ultima fase della battaglia, con un attacco lungo la strada
Teruel-Sagunto, da parte del CTV e dei corpi d'armata di Tria e di Castiglia. Nello stesso tempo le
truppe del corpo galiziano e quelle di Garca-Valio tentarono di avanzare lungo la costa. Tale
concentrazione di forze ostacol i nazionalisti in questa assurda manovra;22 per dieci giorni tentarono
invano di sfondare sotto il caldo sole del levante, con ondate di fanteria e incursioni di bombardieri.
Con grande sorpresa, i nazionalisti scoprirono che queste divisioni di reclute repubblicane erano
in grado di infliggere forti perdite agli attaccanti senza subirne, come erano solite fare le truppe di
Modesto. Come conseguenza, quest'operazione puramente difensiva si dimostr una vittoria della
Repubblica molto pi grande di quella di Guadalajara. Con 20.000 perdite inflitte ai nazionalisti contro
soltanto 5.000 repubblicane, lo slogan Resistere  vincere ebbe finalmente un senso. La tragedia,
tuttavia, fu che anche in questa fase finale della guerra i dirigenti repubblicani non impararono la
lezione e continuarono ad attribuire pi importanza ai motivi politici e propagandistici anzich a quelli
dell'efficienza militare. La battaglia dell'Ebro, che sarebbe cominciata subito dopo, super anche
quella di Brunete nel tentativo di ottenere un successo spettacolare, ma avrebbe portato alla distruzione
finale dell'esercito repubblicano.
I feroci combattimenti a nord di Valencia non furono l'unica azione. Dopo molti mesi di
inattivit, il generale Queipo de Llano pose fine alla relativa calma nel settore occidentale. Il 20 luglio
sferr un'offensiva da Madrigalejo per eliminare il saliente repubblicano che puntava verso il confine
portoghese sulle due sponde del fiume Guadiana. Le cinque divisioni di Queipo e una brigata di
cavalleria sfondarono con facilit le deboli linee repubblicane, tenute da truppe male armate e non
addestrate. Il 23 luglio i nazionalisti conquistarono Castuera e Don Benito, e Villanueva la Serena il
giorno seguente, eliminando cos il saliente repubblicano in Estremadura. Ma l'operazione di Queipo
de Llano venne sospesa il 25 luglio perch l'esercito repubblicano in Catalogna aveva sferrato una
grande offensiva sull'Ebro. Il comando di Franco aveva bisogno di ogni battaglione che poteva
racimolare.
Solo una settimana prima, il 18 luglio, secondo anniversario del colpo di Stato, il governo di
Burgos aveva deciso di elevare alla dignit di Capitano-generale dell'esercito e della flotta il capo
dello Stato e Generalissimo delle forze armate e capo nazionale della Falange Espaola Tradicionalista
y de las JONS, l'eccellentissimo seor Don Francisco Franco Bahamonde. Per i militari, questa
nomina aveva un grande significato: capitano-generale era il grado riservato ai sovrani spagnoli. Franco
era sulla via che lo avrebbe portato non al trono, ma al ruolo di reggente onnipotente.
In quel giorno di sfilate nelle strade di Burgos, decorate di drappeggi e di colossali ritratti di
Franco, c'era un misto di elementi fascisti e medievali.23 Il nuovo nominato pronunci un discorso in
cui fece riferimento alla rivoluzione di ottobre del 1934, rese omaggio all'assente, Jos Antonio
Primo de Rivera, denunci la cospirazione della Russia atea contro la Spagna cattolica, elenc i crimini
dei rossi e annunci la vittoria finale della sua crociata militare:24
Questo impone a ogni spagnolo il dovere di coltivare le rimembranze. La dura lezione non deve
andare perduta e la benevolenza della generosit cristiana, che non ha limiti per chi  stato traviato, e
per chi, pentito,  tornato da noi in buona fede, dev'essere tuttavia controllata dalla prudenza, allo
scopo di prevenire le infiltrazioni di nemici recalcitranti della Patria, la cui salute, come quella del
corpo, dev'essere posta in quarantena da quelli che arrivano dal campo della pestilenza... Nel loro
nome [quello dei morti nazionalisti] e in quello della sacra Spagna, io getto oggi questo seme nel
profondo solco scavato dal nostro glorioso esercito. Spagnoli tutti: Arriba Espaa! Viva Espaa!25
...
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...
31.
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La battaglia dell'Ebro.
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Dopo il crollo in Aragona durante la primavera, il governo repubblicano si era dedicato a
ricostituire un esercito con i reparti respinti nell'isolata zona orientale. Laggi c'erano il fiume Segre a
ovest e l'Ebro a sud, che costituivano efficaci linee difensive dietro le quali era possibile riorganizzarsi.
C'erano anche le 18.000 tonnellate di materiale bellico giunte dalla Francia fra il marzo e la met di
giugno. C'era anche pi tempo per riorganizzarsi di quanto si sarebbe potuto ragionevolmente sperare,
grazie all'inutile offensiva di Franco in direzione di Valencia.
Durante la tarda primavera e l'inizio dell'estate la leva venne estesa alle classi dal 1925 al 1929
e dal 1940 al 1941. Furono cos costituite dodici nuove divisioni. Le reclute variavano dai sedicenni
(che i veterani chiamavano la quinta del biberon, la leva dei bambocci) ai padri di mezza et; a
questi si aggiungevano prigionieri di guerra nazionalisti e molti specialisti tecnici, arruolati ormai
perch la perdita delle centrali idroelettriche dei Pirenei aveva ridotto in modo drammatico la
produzione catalana. Tuttavia, poich non c'erano abbastanza fucili per tutti, i decreti di
militarizzazione dell'esercito sembra abbiano voluto dare pi un'impressione di risoluta resistenza che
provvedere alle necessit militari. Il nuovo materiale bellico serv soprattutto all'aviazione, ai reparti
speciali e alle compagnie mitraglieri. Le armi individuali non fecero niente di pi che sostituire quelle
perse dalle divisioni a Teruel o in Aragona.
Dopo il fallimento delle sue aperture di pace, Negrn, appoggiato dai comunisti, pens che
occorreva risvegliare l'attenzione internazionale con un grande gesto eroico: se avesse avuto successo,
la Repubblica avrebbe potuto trattare da una posizione pi forte. Questo ragionamento, tuttavia,
conteneva molti difetti di base, poich l'Europa era molto pi preoccupata per quanto stava succedendo
a est, soprattutto per le mire di Hitler sulla Cecoslovacchia. Non vi era alcuna speranza che Franco
cambiasse idea sul suo rifiuto a qualunque compromesso,1 n che Chamberlain scendesse in aiuto a
fianco della Repubblica.
La giustificazione militare del progetto repubblicato consisteva in un vano piano di riconquista
del corridoio nazionalista al mare e di tornare a collegare le due zone repubblicane. Ma era troppo
ottimistico e dimostrava che i comunisti si rifiutavano ancora di imparare dai propri disastrosi errori. Il
quadro era perfettamente prevedibile. Anche se gli attaccanti repubblicani avessero conseguito la
sorpresa, le armate nazionaliste, con i loro autocarri americani, si sarebbero rapidamente rischierate per
bloccare l'offensiva. E una volta ancora, la superiorit aerea e in artiglieria dei nazionalisti avrebbe
avuto la meglio in campo aperto. Inoltre, questo attacco oltre un grosso fiume, con tutti i problemi di
rifornimento che comportava, costituiva un rischio molto pi pericoloso delle offensive di Brunete e di
Teruel. Le perdite di aerei e di equipaggiamento sarebbero state ben pi catastrofiche di quelle
precedenti, perch c'erano poche probabilit di veder arrivare nuovi rifornimenti, ora che il confine
francese era tornato a chiudersi. Negrn rifiutava inoltre di capire che un'altra battaglia con molte
perdite avrebbe danneggiato in modo irreparabile il morale della Repubblica. Nel complesso era un
rischioso gioco d'azzardo contro probabilit decisamente avverse e incompatibile con la speranza di
Negrn che la Repubblica avrebbe potuto ancora resistere fino al momento in cui fosse scoppiata una
guerra in Europa.
Per quest'offensiva venne costituita un'armata dell'Ebro. Come a Brunete, era dominata dai
comunisti e aveva ricevuto quasi tutti i mezzi corazzati, l'artiglieria e gli aerei. Comandante era
Modesto, con il V corpo di Lster e il XV del ventiseienne fisico comunista Manuel Tagea. Il suo
fianco destro era protetto dal XII corpo, che difendeva la parte inferiore del fiume Segre da Lrida alla
confluenza con l'Ebro di fronte a Mequinenza.2
L'ansa dell'Ebro tra Fayn e Cherta era il settore scelto per l'attacco principale con il XV corpo
sulla destra e il V corpo a sinistra. Furono aggiunte due operazioni di appoggio: la 42 divisione che
attravers a nord, tra Fayn e Mequinenza allo scopo di impedire un contrattacco sul fianco destro, e la
XIV brigata internazionale francese che attravers il fiume pi a valle, ad Amposta. Il contingente
d'assalto era formato da circa 80.000 uomini.3 La carenza maggiore, dovuta alle perdite in Aragona era
nell'artiglieria: l'intera armata non aveva pi di 150 cannoni, alcuni dei quali risalivano al secolo
precedente. Per di pi le munizioni dei pezzi contraerei da 76 mm erano difettose, anche se i soldati
non ne vennero informati per motivi di morale.4
Le forze nazionaliste schierate contro di loro sulla sponda destra dell'Ebro erano costituite dalla
50 divisione del colonnello Luis Campos Guereta, che aveva il comando a Gandesa, dalla 13
divisione di Barrn in riserva e dalla 105 che copriva il fronte da Cherta al mare.5 Queste unit,
inquadrate nel corpo d'armata marocchino di Yage, contavano su 40.000 uomini. Negli ultimi giorni
prima dell'attacco, il colonnello Campos aveva passato a Yage rapporti informativi secondo i quali
erano stati osservati movimenti di truppe e preparativi sulla riva opposta dell'Ebro. Queste
informazioni furono confermate dalla ricognizione aerea, ma l'alto comando nazionalista non prese sul
serio la minaccia: sembrava impensabile che l'esercito repubblicano, tanto mal ridotto in Aragona,
sarebbe stato in grado di effettuare una qualsiasi offensiva, soprattutto attraverso un largo fiume.
Il 24 giugno il colonnello Franco Salgado-Aranjo, aiutante del Generalissimo, era stato
informato che i repubblicani stavano allestendo zattere e ponti di barche per attraversare il fiume e che
la maggior parte delle brigate internazionali era concentrata a Falset.6 Questa notizia venne confermata
dagli interrogatori di disertori e di prigionieri, ma Franco si limit a suggerire a Yage di restare
all'erta.7
L'attraversamento dell'Ebro venne preparato nei minimi particolari per un'intera settimana, e i
repubblicani si addestrarono nei burroni, su corsi d'acqua minori e sulla costa: il genio pontieri aveva
fornito elementi costruiti a Barcellona o comprati in Francia. Nel frattempo reparti esploranti degli
specialisti dei commando del XIV corpo attraversarono di notte il fiume, e presero contatto con i
contadini per ottenere informazioni sulle posizioni nazionaliste. Uno di questi esploratori era Ruben
Ruiz, figlio della Pasionaria, caduto poi nel 1942, come maggiore dell'Armata Rossa, durante il
ripiegamento su Stalingrado.
Nelle primissime ore del 25 luglio i commando attraversarono in silenzio e pugnalarono le
sentinelle sulla sponda franchista, poi assicurarono funi di guida per le imbarcazioni d'assalto. Sei
divisioni repubblicane cominciarono ad attraversare l'Ebro, con l'avanguardia su imbarcazioni pilotate
da contadini locali che conoscevano il fiume; poi pass anche il grosso, servendosi di dodici diversi
ponti di barche allestiti dal genio. Sopra Fayn, la CCXXVI brigata della 42 divisione tagli la strada
di Mequinenza, e il resto del XV corpo attravers a Ribarroja e Flix costituendo una testa di ponte
lungo la linea da Asc a La Fatarella. Contemporaneamente il V corpo attraversava presso Miravet,
conquistando Corbera d'Ebre, lungo la direttrice d'avanzata verso Gandesa, e anche vicino a
Benissanet, per attaccare Mora d'Ebre e prendere contatto con l'ala del XV corpo.
Molto pi a valle, quasi al mare, la XIV brigata internazionale tent l'attraversamento, ma
soltanto pochi uomini giunsero vivi sull'altra sponda: i fucilieri del Rif della 105 divisione inflissero
loro gravi perdite. La XIV brigata perse 12.000 uomini in un giorno, uccisi o annegati. Pierre Landrieu
del battaglione Henri Barbusse registr che non era possibile superare il fiume per andare ad aiutare i
compagni intrappolati sulla sponda opposta, che invocavano invano aiuto.8
Al centro, i repubblicani avanzarono ampiamente e catturarono circa 4.000 uomini della 50a
divisione. Il giorno successivo si avvicinarono a Vilalba dels Arcs e a Gandesa, dopo aver occupato
Puig de l'liga, fra le sierras di Pandols e di Cavalls, la chiave della Terra Alta, come era chiamata
questa arida zona montana. Comprendeva anche quota 481, che divent nota come la collina della
morte, o anche, come la chiamarono le brigate internazionali, il foruncolo.9 In poco pi di
ventiquattr'ore le forze di Modesto avevano occupato 800 chilometri quadrati. Ma Yage, che non
aveva dimenticato gli errori di Modesto a Brunete e a Belchite, ordin alla 13 divisione di Barrn di
andare a difendere Gandesa. Fu una marcia forzata di 50 chilometri sotto il sole di luglio, che caus la
morte di numerosi soldati per il caldo e la fatica.10 Tuttavia, nelle prime ore del 26 luglio, la 13
divisione era schierata a difesa della citt. Il generale Volkmann, nuovo comandante della Legione
Condor, che aveva fatto visita a Yage, not quanto questi fosse calmo: Yage era di certo il migliore
comandante nazionalista sul campo.
Franco seppe dell'offensiva poche ore dopo il suo inizio, il 25 luglio, anniversario della fine
della battaglia di Brunete e festivit di San Giacomo, il giorno in cui sperava di conquistare Valencia.
La sua reazione fu tipica: respinse l'idea di cedere terreno ai repubblicani, indipendentemente da
quanto costasse riconquistarlo. Le operazioni sul fronte del levante furono subito sospese e otto
divisioni fecero dietro front per marciare contro la testa di ponte repubblicana. La Legione Condor,
l'Aviazione Legionaria italiana e la brigata aerea Hispana furono subito incaricate delle operazioni sul
fronte dell'Ebro. Nel primo pomeriggio, aerei nazionalisti sorvolarono la Terra Alta e attaccarono i
punti di attraversamento del fiume. I ponti di barche erano l'obiettivo principale. Complessivamente
entrarono in azione 40 S.79, 20 S.81, 9 BR.20, 30 He-111, 8 Do-17, 30 Ju-52 e 6 Ju-87 Stuka, oltre a
un centinaio di caccia. L'aviazione repubblicana non si fece vedere.11
Franco, dopo essere stato rassicurato da un ingegnere che non sarebbero derivati danni
all'industria a Barcellona,12 ordin l'apertura delle dighe di Tremp e di Camasara nei Pirenei. L'ondata
di piena che ne deriv fece salire di 2 metri il livello del fiume e spazz via i ponti di barche sui quali le
truppe di Modesto contavano per fare affluire rinforzi e rifornimenti. I genieri repubblicani riuscirono a
ripararli in due giorni, ma la scelta di tempo era stata disastrosa. Soltanto un piccolo numero di carri e
cannoni aveva superato il fiume: insufficiente per sconfiggere le truppe di Barrn a Gandesa.
Per tutta la battaglia, il continuo bombardamento dei ponti port al limite l'impegno dei genieri
repubblicani, che riparavano di notte i danni subiti di giorno: un vero lavoro di Sisifo. L'arma pi utile
per i nazionalisti contro gli stretti ponti di barche era il bombardiere in picchiata Stuka, ma la Legione
Condor non ne impiegava mai pi di una coppia alla volta, sotto forte scorta di caccia, poich la
Luftwaffe era molto preoccupata di perderne qualcuno su territorio nemico, e di vedere i rottami spediti
in Unione Sovietica. Nemmeno gli ufficiali nazionalisti potevano avvicinarsi a questi aerei da
bombardamento in picchiata. Gli Ju-87 erano stati impiegati per la prima volta durante l'offensiva in
Aragona, ma allora c'era poco pericolo di un recupero di un aereo caduto, dato che i repubblicani
ripiegarono con rapidit.
All'alba del 27 luglio l'aviazione repubblicana non era ancora presente, tuttavia Modesto ordin
ai suoi T-26 di attaccare Gandesa. Il generale Rojo era molto preoccupato per l'inspiegabile assenza di
appoggio aereo e il 29 luglio scrisse all'amico colonnello Manuel Matallana dell'armata del centro: Il
fronte dell'Ebro  quasi paralizzato... una volta ancora osserviamo questo fenomeno: che in tutte le
nostre offensive sembra che la gente si sia sgonfiata.13
La cosa non doveva sorprendere. Il piano era sbagliato fin dall'inizio, e una volta consumato il
vantaggio iniziale della sorpresa, i comandanti comunisti non sapevano come gestire la situazione e
tornavano alla consueta pratica di sacrificare vite senza scopo, perch non potevano ammettere che
l'operazione fosse fallita. Nella sola prima settimana, le loro truppe avevano subito enormi perdite,
decimate dai bombardamenti e dai mitragliamenti, ma anche da epidemie di dissenteria e di tifo.14
C'era poi il problema dell'esaurimento morale e di quello fisico, soprattutto nelle brigate internazionali.
Dimitrov rifer a Voroilov e a Stalin che i soldati delle B.I. sono molto stanchi per i continui
combattimenti, hanno perso la loro efficienza militare e le divisioni spagnole li hanno superati
nettamente quanto a valore in combattimento e disciplina.15
Il 30 luglio Modesto riorganizz i reparti nel settore centrale e assunse il comando diretto delle
operazioni. Concentr le forze corazzate e l'artiglieria che era riuscito ad ammassare oltre l'Ebro
attorno a Gandesa. Ma i carri costituivano un eccellente bersaglio per i cannoni contraerei da 88 mm
della Legione Condor, che avevano ricevuto l'ordine di sparare contro i mezzi corazzati quando non
c'erano aerei in giro. Nel frattempo il gruppo da bombardamento di He-111 si dedic ai ponti, con oltre
40 missioni in quel giorno. Da 4.000 metri di quota distrussero una passerella e due ponti, uno dei quali
venne riparato e nuovamente distrutto in un'incursione aerea notturna. E la squadriglia di Ju-87 attacc
i ponti di Asco e Vinebre, con otto bombe da 500 kg, mettendone a segno con grande precisione una su
quest'ultimo.16 Tuttavia gli Stuka ebbero meno fortuna il giorno dopo, quando tentarono di distruggere
lo sbocco di una galleria 4 chilometri a est di Mora la Nueva.
Modesto ordin il bombardamento ininterrotto di Gandesa con le sue tredici batterie e lanci
all'attacco la fanteria, che raggiunse il cimitero e si avvicin all'edificio del sindacato agricoltori, molto
ben difeso, ma non riusc a prendere contatto con la fanteria di Barrn. Nel frattempo la 3 divisione
attacc Vilalba dels Arcs. Ma durante le ore diurne gli aerei nazionalisti e alleati continuarono a battere
gli ammassamenti di truppe e le linee di rifornimento, sempre senza alcuna opposizione aerea
avversaria. Velivoli repubblicani comparvero soltanto il 31 luglio, e attaccarono Gandesa.
Poi sul fronte dell'Ebro si svolsero le pi grandi battaglie aeree dell'intera guerra. Soltanto il 31
luglio furono effettuate non meno di 300 missioni, con caccia impegnati in duelli e all'attacco dei
bombardieri per impedire che sganciassero i loro ordigni sui compagni a terra. La zona era satura del
fetore dei cadaveri, ha scritto Edwin Rolfe, un americano delle brigate internazionali. I bombardieri
nemici sono tornati sulle nostre posizioni nella valle uccidendo i feriti durante lo sgombero e i
portaferiti, e hanno attaccato anche i pozzi... Le pallottole ci fischiavano sopra la testa, con le traccianti
rosse che sembravano volare lente nell'aria...  stata la giornata pi lunga della mia vita.17
L'esperienza era terrificante per chi si trovava sul terreno, ma le ultime quattro settimane furono
un disastro anche per l'aviazione della Repubblica, che peraltro non si fece vedere sul fronte dell'Ebro.
La Condor e i nazionalisti annunciarono che nel solo mese di luglio avevano abbattuto 76 aerei nemici,
pi 9 probabili. Ma la battaglia dell'Ebro forn ai nazionalisti e ai loro alleati una nuova occasione per
distruggere una volta per tutte l'aviazione repubblicana.18
Rojo, Modesto e Tagea calcolarono che tutto quanto era accaduto fino a quel momento
costituiva una vittoria tattica: non avevano dubbi sull'effetto della battaglia su un pubblico
internazionale oltre che su quello della zona repubblicana. Ma in realt l'unico successo riportato era
stato quello di fare uscire il toro nell'arena, con poche probabilit di sopravvivenza. Anche se avessero
conquistato Gandesa, non avrebbero potuto proseguire l'avanzata, a causa del rapido concentramento di
truppe nazionaliste nella zona. In questa prima settimana avevano esaurito tutti i loro vantaggi: la
sorpresa, la rapidit e l'audacia.19 Una volta di pi, una grande offensiva repubblicana si esaur senza
raggiungere l'obiettivo per mancanza d'iniziativa aggravata dalle perdite di tempo per eliminare i punti
di resistenza, invece di proseguire verso l'obiettivo principale. La rapida reazione di Yage all'attacco
aveva dato tempo ai nazionalisti di far affluire otto divisioni di rinforzo, e la situazione dei repubblicani
era ancora peggiore di quella di Brunete. Ora avevano il fiume alle spalle e ci costituiva un problema
ancor pi grave per i rifornimenti e i rinforzi. Inoltre l'acqua potabile scarseggiava.
Il 1 agosto Modesto ordin all'armata dell'Ebro di passare sulla difensiva. Aveva perso 12.000
uomini per la conquista di un tratto desolato e arido di terreno senza alcun valore strategico. La
temperatura saliva. Il 4 agosto la Legione Condor registr 37 C all'ombra e 57 C al sole, e nemmeno
la notte portava sollievo.20 Per i repubblicani, la difesa era una scelta difficile. Era impossibile scavare
trincee su quella superficie di terreno duro e roccioso della Terra Alta. Ci si poteva proteggere soltanto
con parapetti e muretti di sassi, ma le granate in arrivo erano molto pi micidiali che nelle campagne,
perch ogni esplosione proiettava schegge di pietra oltre a quelle di metallo.
Continuare a battersi in circostanze del genere non aveva alcuna giustificazione militare,
soprattutto vista la vulnerabilit delle forze repubblicane e considerata l'impossibilit di raggiungere lo
scopo originario dell'offensiva. Ma invece di fare ripiegare in buon ordine le sue truppe migliori allo
scopo di continuare a combattere altrove, il comando repubblicano insistette a mandare altri uomini
oltre l'Ebro. E questo soltanto perch Negrn credeva che gli occhi dell'Europa fossero fissi su di loro e
non poteva ammettere una sconfitta. Una volta di pi, considerazioni politiche e di propaganda
portarono a un'altra sconfitta. L'unica consolazione, forse, fu che Franco aveva l'ossessione di
distruggere le forze che avevano occupato il territorio nazionalista. L'armata dell'Ebro non sub la
logica contromanovra nazionalista: un attacco oltre il Segre alle spalle della sua ala destra.21
Impegnati in una battaglia alla cieca come pecore,22 i nazionalisti furono costretti a sferrare
sei controffensive contro le posizioni repubblicane. La prima, lanciata il 6 agosto, puntava contro la
testa di ponte di Fayn, difesa dalla 42 divisione. Nel corso di due giorni la Legione Condor effettu
40 missioni su questo obiettivo e sganci 50 tonnellate di bombe. Le perdite dei rossi sono molto
elevate, riferisce il suo diario di guerra.23 Quest'azione dur fino al 10 agosto, quando i nazionalisti
costrinsero i repubblicani a ritirarsi oltre il fiume. L'attacco successivo, iniziato l'11 agosto, fu contro
l'11 divisione nella Sierra de Pndols. Fu una decisione sbagliata, tenendo presente che i repubblicani
occupavano posizioni pi alte e potevano infliggere gravi perdite alle truppe che salivano all'attacco.
Per tutta la settimana seguente la Legione Condor concentr le proprie forze, compresi gli Stuka,
contro i ponti, sempre per tagliare i rifornimenti. Forse i nazionalisti contavano sulla stanchezza degli
uomini di Lster, disidratati dal caldo e quasi alla fame a causa dell'interruzione dei rifornimenti; fra
l'altro, la scarsit di acqua costrinse a urinare nei manicotti di raffreddamento delle loro mitragliatrici
Maxim.
Durante il giorno le bombe, le granate e le pallottole non davano mai tregua e i repubblicani non
avevano altra scelta che aspettare la sera. I cadaveri non potevano essere sepolti e in quel deserto senza
alberi non c'era un angolo d'ombra.24 Le truppe lo sopportarono, cos dice la versione della
propaganda, perch erano disciplinati combattenti antifascisti. Gli scettici invece pensavano alla fredda
isteria di comandanti come Modesto e Lster, capaci di fucilare chiunque avesse ceduto un pollice di
terreno. La loro coraggiosa resistenza, tuttavia, poteva essere un'espressione muta dell'odio verso il
nemico.
Il 13 agosto, durante l'assalto nazionalista alla Sierra de Pndols, nei cieli sopra la Terra Alta si
svilupp una battaglia mortale tra le forze aeree repubblicane e i caccia nazionalisti: tre gruppi di
Messerschmitt e uno sciame di Fiat attacc i Chato e i Supermosca, versione migliorata come
armamento e motori del monoplano sovietico I-16. Frattanto, gli He-111 della Condor e gli Ju-52 della
brigata aerea Hispana continuavano a bombardare i ponti, quando non fungevano da artiglieria
volante per battere le posizioni nemiche.
Le battaglie aeree furono un duello impari con i repubblicani impegnati contro almeno il doppio
di nemici. Mentre i Mosca e i Chato in formazione a V si battevano contro i Fiat con la vecchia tattica,
i gruppi di Messerschmitt sperimentavano un metodo nuovo: volavano a coppie, sistema adottato in
seguito da entrambe le parti durante la battaglia d'Inghilterra. Il maggiore pericolo, in questi caotici
combattimenti aerei, era una collisione o di venire colpiti da fuoco amico, come accadde al grande asso
dell'aviazione nazionalista, Garca Morato, abbattuto, per la prima volta nella guerra, da uno dei suoi
stessi piloti.
Il 18 agosto i nazionalisti tornarono ad aprire le dighe sul Segre. L'onda di piena, che fece salire
il livello del fiume di 3,5 metri, spazz via i ponti di Flix, Mora d'Ebre e Ginestar. Il giorno dopo,
cominci il tanto atteso contrattacco nazionalista contro la principale testa di ponte sull'Ebro, con 6
divisioni e 1 brigata di cavalleria. Gli 88 mm della Legione Condor appoggiarono le truppe di terra,
mentre gli Stuka scesero in picchiata contro le batterie d'artiglieria repubblicana. Il gruppo da
bombardamento degli He-111 torn ad attaccare i ponti. Il maggiore successo l'ebbe il gruppo dei
Messerschmitt, che abbatterono quattro Mosca (o Rata, come li chiamavano i nazionalisti) senza subire
perdite. Uno dei piloti era il tenente Wernher Mlders, che fu in seguito uno dei grandi assi della
Luftwaffe durante la Seconda guerra mondiale: con 14 vittorie aeree in Spagna, il massimo successo da
parte nazionalista, divent il primo pilota da caccia della Luftwaffe a ottenere 100 vittorie.25
Yage lanci le sue truppe contro le postazioni repubblicane attorno a Vilalba dels Arcs e
conquist le alture di Gaeta. Stavolta gli aerei nazionalisti lanciarono manifestini chiedendo ai
repubblicani di arrendersi, poi tornarono con bombe di grosso calibro. Per cinque giorni di feroci
combattimenti le divisioni di Yage furono lanciate contro posizioni ben difese da truppe esperte che
sapevano affrontare le ondate di fanteria: la tattica nazionalista non fu spesso migliore di quella dei
comandanti repubblicani.
Il 26 agosto Modesto fu promosso colonnello, primo ufficiale della milizia a raggiungere un
grado cos elevato, ma l'armata dell'Ebro non pot fare altro che tenere duro. Arrivarono in visita
giornalisti simpatizzanti che avevano gi visto altre battaglie: Hemingway, Matthews e Capa, ma anche
Joseph North del New York Daily Worker, Daniel Roosevelt del Brooklyn Daily Eagle, Louis Fischer di
The Nation e il poeta tedesco Ernst Toller.26
Dal Coll del Moro, dove si trovava il comando di Yage, Franco studiava con il binocolo il
campo di battaglia: sulla destra la Sierra de Pndols, al centro Galesa e le sierras di Cavalls e Lavall de
la Torre; Corbera a sinistra e oltre il corso del fiume nell'ultimo tratto verso il mare. Tutto entro 35
chilometri, disse euforico il Generalissimo al suo aiutante Luis Mara de Lojendio. Ho messo in
trappola il meglio dell'esercito rosso.27 Ma in Italia Mussolini non vedeva la situazione allo stesso
modo. Oggi, 29 agosto, comment con Ciano, ti predico la sconfitta di Franco. Quell'uomo non sa
come si fa la guerra, oppure non vuole farla.28
Il 31 agosto i nazionalisti sferrarono la loro terza controffensiva, che puntava tra il Puig de
l'liga e la strada da Alcaiz a Tarragona. Volevano prendere a ogni costo la Sierra de Cavalls e
avanzare verso Corbera d'Ebre. Le loro truppe di prima linea erano state rinforzate con il corpo
d'armata di Garca-Valio ed erano composte da 8 divisioni, con 300 cannoni, 500 aerei e 100 carri
armati. Di fronte avevano la 35 divisione fra Corbera e Gandesa, l'11 divisione attorno a Cavalls e la
43 al Puig de l'liga. (Secondo Tagea, la linea telefonica del corpo d'armata fu riparata 83 volte in
una mattinata, interrotta da scoppi di granate.) I repubblicani si appesero al collo pezzi di legno da
mordere durante i bombardamenti; gli esaurimenti nervosi e i traumi da stress sembra siano stati molto
pi frequenti fra i repubblicani che non fra i nazionalisti, ma questo non  una sorpresa, data l'intensit
dei bombardamenti aerei.
Il 3 settembre, esattamente un anno prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, i
nazionalisti sferrarono il loro quarto attacco, stavolta contro gli uomini di Lster nella sierra. Dopo
avere martellato senza tregua le linee repubblicane con l'artiglieria, i nazionalisti avanzarono da
Gandesa verso la Venta de Camposines e il giorno dopo occuparono Corbera. Avevano impiegato in
questo settore 300 pezzi da campagna oltre agli 88 mm tedeschi controcarro a tiro diretto su obiettivi
terrestri.29
Nel corso dell'attacco le forze di Yage riuscirono a sfondare le linee repubblicane nel punto di
congiunzione fra i settori del V e del XV corpo d'armata, e Modesto non pot fare altro che impegnare
l'unica sua riserva, la 35 divisione, per chiudere la breccia. Gli ordini del colonnello in questo
frangente sottolineano la follia della decisione repubblicana di resistere: Non bisogna perdere alcuna
posizione. Se il nemico ne conquista una, bisogna contrattaccare rapidamente e continuare a
combattere, ma sempre facendo in modo che rimanga in mani repubblicane. Non un metro di terreno al
nemico!.30
Due settimane dopo, fra il 19 e il 26 settembre, i nazionalisti riuscirono, combattendo da una
roccia all'altra, a occupare il crinale della Sierra de Cavalls, presidiata dagli esausti soldati dell'armata
di Modesto. Rojo era disperato perch Menndez, comandante dell'armata del levante, e Miaja non
avevano mosso un dito per attaccare sul loro lato del corridoio allo scopo di ridurre la pressione
sull'armata dell'Ebro. Il 2 ottobre, dopo la conquista delle alture di Lavall i nazionalisti raggiunsero la
Venta de Camposines e un paio di settimane dopo conquistarono con un attacco notturno quota 666, la
chiave della Sierra de Pndols. Ripulirono al completo la posizione difensiva di Cavalls, lasciando
scoperte le formazioni repubblicane, ed effettuarono una manovra a tenaglia, con un attacco di Yage
verso Faterella e di Garca-Valio verso Asc e Flix.
I repubblicani, dopo perdite enormi, si ritrovarono soltanto con un'esigua striscia di territorio
sulla sponda destra dell'Ebro. Alle 4,30 del mattino del 16 novembre, approfittando di una densa
foschia sul fiume, gli ultimi superstiti della XIII brigata internazionale della 35 divisione tornarono a
riattraversare l'Ebro sul ponte di ferro di Flix. Un quarto d'ora dopo, Tagea diede l'ordine di farlo
saltare. Un'esplosione secca, una vampa, uno scroscio di frammenti di ferro che ricadevano nell'acqua
annunciarono la fine della battaglia dell'Ebro, centotredici giorni dopo il suo inizio.31 Il generale Rojo
approv la decisione di Tagea di ritirarsi. L'errore era stato non averlo fatto cento giorni prima.
L'armata dell'Ebro di Modesto aveva virtualmente cessato di esistere. I suoi resti tornarono nelle stesse
posizioni che occupavano il 24 luglio.
La Terra Alta era stata un duro campo di battaglia per un conflitto spietato, una controparte
estiva dell'orrore dell'inverno di Teruel. I nazionalisti avevano perduto 60.000 uomini, i repubblicani
75.000, dei quali circa 30.000 morirono, molti senza sepoltura, nelle sierras che le truppe di Modesto
erano state costrette ad abbandonare. A parte le terribili perdite in vite umane, quasi tutte le armi
necessarie a difendere la Catalogna erano andate perdute in quella mossa troppo azzardata.
Gli ufficiali non comunisti furono i critici pi accesi della campagna dell'Ebro e del modo in
cui era stata condotta. Il generale Gamir Ulbarri sostenne che la Catalogna era caduta sull'Ebro. Altri,
come il colonnello Perea, comandante dell'armata dell'est, che era furibondo con Rojo, ebbero dure
parole per la mancanza di logica militare di tutta l'operazione. Per contro gli agenti del Comintern
tentarono di far ricadere la colpa su Rojo e lo stato maggiore. Togliatti inform Mosca che l'armata
dell'Ebro non aveva avuto alcun appoggio dal fronte centrale a causa del sabotaggio e del
comportamento malevolo del generale Miaja e degli altri comandanti del centro.32
Seguendo la linea distorta della sua solita paranoia stalinista, Stepnov attacc lo stato maggiore
e Rojo per avere prolungato l'operazione calcolando che estenuando l'armata dell'Ebro l'avrebbero
indebolita diminuendone l'efficienza.33 Il fatto che l'intera strategia fosse stata concordata fra Negrn
e i comunisti e che l'armata fosse stata comandata da un comunista che si rifiutava di ripiegare fu
naturalmente ignorato. Come pure il fatto che l'intero piano era stato male concepito. Attaccare un
settore tanto vicino al grosso dell'armata di manovra nazionalista voleva dire che i franchisti potevano
contrattaccare rapidamente, e scegliere di battersi con un vasto fiume alle spalle del fronte quando il
nemico aveva una schiacciante superiorit aerea per distruggere le linee di rifornimento era da idioti;
rifiutarsi di tornare indietro dopo una settimana, quando era chiaro che non sarebbe pi stato possibile
conseguire gli obiettivi prefissati, avrebbe comportato l'inutile sacrificio di un'armata insostituibile.
Era al di l della stupidit militare: era un'illusione propagandistica.
...
.
...
32.
.
La Repubblica nella crisi europea.
.
Durante il massacro sul fronte dell'Ebro, nelle zone di retrovia bollettini di propaganda troppo
ottimistici avevano fatto nascere speranze esagerate. Perfino il normalmente pessimistico Azaa era
stato incoraggiato dalle prime notizie. Ma ben pochi a Barcellona si rendevano conto che l'offensiva in
realt era fallita il 1 agosto.
Negrn, frattanto, stata tentando di imporre un carattere ancora pi autoritario al suo governo. Il
5 agosto indisse un Consiglio dei ministri e chiese la conferma di 58 condanne a morte; present uno
schema di decreto legge per la militarizzazione delle industrie belliche catalane agli ordini del
sottosegretario agli Armamenti; present un altro decreto mirante a istituire un tribunale speciale per
processare chi era accusato di contrabbando e di esportazione di capitali, e ne avanz un altro per
militarizzare i tribunali d'emergenza. Per queste misure provocarono forti proteste da cinque ministri,
compresi Manuel de Irujo e Jaime Ayguad (fratello dell'Artemio Ayguad coinvolto nei fatti del
maggio 1937). Irujo attacc decisamente le attivit del SIM e la tendenza alla dittatura, mentre
Ayguad protest che il decreto violava lo statuto autonomo della Catalogna; Negrn tuttavia ottenne
l'assenso del consiglio nonostante queste proteste. La censura tent di far passare sotto silenzio la
questione e nemmeno Azaa venne informato della conferma delle condanne a morte. Ma quando
trapel la notizia della discussione, i comunisti si affrettarono ad attaccare il basco Irujo e il catalano
Ayguad, come coinvolti in una congiura separatista.
L'11 agosto i due ministri si dimisero. Le condanne a morte furono eseguite e due giorni dopo
Azaa, molto scosso, annot nel suo diario: Tarradellas mi ha detto che ieri hanno fucilato 58 persone.
Irujo mi ha trasmesso i particolari.  orribile. Sono indignato per tutta la faccenda. Otto giorni dopo il
mio discorso sulla piet e il perdono, questi uccidono 58 persone; senza dirmi niente n sentire la mia
opinione. Ho potuto saperlo soltanto dalla stampa, a cose fatte.1 Negrn, senza scomporsi, part quella
notte per andare a visitare il fronte dell'Ebro.
Tutti cominciarono a discutere di questa crisi del governo. La Vanguardia (forse dietro
suggerimento dello stesso Negrn) ammon in un articolo che un colpo di Stato avrebbe potuto
rimuoverlo e insediare un governo disfattista per aprire trattative di pace con i nazionalisti. Alle truppe
delle formazioni comuniste venne chiesto di inviare telegrammi di appoggio al capo del governo. Il 16
agosto, in un incontro con Azaa, che il presidente defin indimenticabile, Negrn, con una minaccia
ben poco velata, sostenne che i capi delle forze armate stavano al suo fianco. Certo i comunisti lo
erano; due giorni prima, Frente Rojo aveva proclamato: Di fronte a tutte queste manovre, gli operai, i
soldati, l'intero popolo sono saldi a fianco del governo e del suo leader, Negrn.
 difficile che sia stata soltanto una coincidenza il fatto che il giorno dell'incontro fra Negrn e
Azaa il XVIII corpo d'armata, comandato dal comunista Jos del Barrio, avesse organizzato una
parata militare per le strade di Barcellona con i carri che sfilavano e gli aerei che volavano a bassa
quota sopra di essa. Questo sfacciato sfoggio di forza era particolarmente provocatorio in un momento
in cui i repubblicani stavano battendosi per la vita al di l dell'Ebro. Gli ex alleati di Negrn, i liberali e
i socialdemocratici, erano furibondi. Prieto condann il Primo ministro perch imponeva la propria
volont sulla composizione del governo con una dimostrazione di forza militare per le strade di
Barcellona. Queste proteste giunsero troppo tardi. Comunque, il gesto di Negrn fu oscurato da eventi
pi gravi. L'inutile sacrificio sull'Ebro venne in pratica ignorato in Europa che alla fine dell'estate del
1938 arriv sull'orlo della guerra per la Cecoslovacchia.
La mossa successiva di Negrn fu una curiosa forma di politica del rischio calcolato. Si rec alla
residenza del presidente catalano per un incontro; oltre a Companys, c'erano anche Tarradellas, Sbert,
Bosch Gimpera e Pi-Sunyer. Negrn annunci di essere sfinito e di avere voglia di dimettersi e sugger
che Companys prendesse il suo posto. Negrn, uomo dal vorace appetito per le donne e il cibo, sembra
abbia dichiarato a Companys (che lo rifer ad Azaa), di essere un animale e di avere bisogno di mani
libere per i suoi desideri. Ogni dieci giorni, una nuova donna.2
Companys, pur avendo attaccato duramente Negrn, rispose che avrebbe dovuto continuare a
guidare il governo della Repubblica, pur mantenendo un dialogo con la Generalitat, per dirimere le
divergenze. In realt non vi erano alternative possibili per Negrn. La sua stretta alleanza con i
comunisti restava l'unico mezzo per impedire alla macchina militare, allora coinvolta nella pi
disperata battaglia dell'intera guerra, di restare del tutto paralizzata. Eppure c'erano scarse possibilit di
accordo sull'autonomia catalana. Negrn era centralista quasi quanto Franco. Io non sto combattendo
Franco, aveva dichiarato in luglio, perch risorga uno stupido e infantile separatismo. Io sto
combattendo la guerra per la Spagna e in nome della Spagna... C' una sola nazione, la Spagna!3
Negrn decise di formare un nuovo governo, ma ridusse i cambiamenti nel suo Gabinetto
sostituendo Ayguad e Irujo con Jos Moix del PSUC comunista catalano e Toms Bilbao della Accin
Nacionalista Vasca. Poi part per Zurigo, ufficialmente per partecipare a un congresso medico
internazionale, ma anche per tenere colloqui segreti sia con qualche tedesco filofranco, secondo
Azaa,4 sia con l'ambasciatore tedesco in Francia, conte Welczeck, secondo Hugh Thomas,5 oppure,
come  stato spesso detto, con il duca d'Alba, per cercare una conclusione negoziata del conflitto.
Comunque fosse, Negrn stava tentando di trovare il modo di porre fine alla guerra mentre continuava
ad attaccare i suoi avversari come disfattisti. In ogni caso, i suoi sforzi sia per la pace sia per la guerra
stavano per essere messi in ombra da gravi avvenimenti pi a est. L'enorme sacrificio sull'Ebro
sarebbe stato virtualmente ignorato da un'Europa che temeva una guerra imminente per la
Cecoslovacchia.
Il trattato anglo-italiano dell'aprile 1938, che comportava la tacita accettazione dell'intervento
italiano in Spagna, aveva costituito un grave colpo per le speranze della Repubblica di ottenere
l'appoggio internazionale. L'accordo di Monaco del settembre fu molto pi grave. Quest'acme di
appeasement non solo significava che la politica britannica verso la Spagna non sarebbe cambiata, ma
portava anche alla decisione di Stalin che gli interessi principali dell'Unione Sovietica stavano in un
riavvicinamento con Hitler. L'appoggio di Mosca alla Repubblica stava cominciando a costituire un
imbarazzo. L'accordo di Monaco segnava un rinvio della guerra in Europa, sulla quale Negrn aveva
contato per spingere la Gran Bretagna e la Francia ad aiutare la Repubblica. In realt, era avventato per
lui ritenere che anche il loro intervento sarebbe stato prezioso. Il governo britannico avrebbe avuto
pochi motivi per aiutare una Repubblica fortemente indebolita, in un momento in cui tutti gli
armamenti disponibili sarebbero stati necessari alle sue stesse forze; per di pi, un'attiva partecipazione
avrebbe esposto Gibilterra alla truppe di Franco, prima di avviare un programma per migliorare le
difese della Rocca.
Per contro, l'altro potenziale alleato della Repubblica, la Francia, stava cominciando a essere
irritata per il dominio esercitato dal governo britannico sulla sua politica estera. I francesi erano stati
costretti continuamente da un compromesso all'altro in quella che essi avevano pensato essere la causa
dell'unit democratica. Eppure Chamberlain era sotto molti aspetti pi vicino a Franco, a Mussolini e a
Hitler, nella sua convinzione che la Francia fosse decadente in campo politico e morale. Il timore del
tradizionale nemico tedesco, combinato con il risentimento contro l'atteggiamento antifrancese
prevalente nel governo britannico, rendeva anche gli ufficiali conservatori dell'esercito disposti a
credere che avrebbero dovuto intervenire in Catalogna a fianco della Repubblica. Ma lo stato maggiore
francese si era fermamente opposto a qualsiasi mossa che avrebbe portato a una guerra su due fronti, e
fu molto sollevato quando, durante la crisi cecoslovacca, Franco (dietro consiglio britannico) si
pronunci su una neutralit spagnola in caso di guerra in Europa, e garant anche che le truppe
dell'Asse non si sarebbero avvicinate al confine dei Pirenei. Ciano era disgustato da questo
arruffianamento con Parigi, ma i regimi tedesco e italiano furono perlomeno rassicurati che la Francia,
come la Gran Bretagna, non avrebbe ostacolato il loro intervento in Spagna. Eppure Franco, come gi
menzionato, continuava a temerlo in modo ossessivo.
In realt l'attivit del Comitato per il non intervento non aveva mai dato motivo di allarme; le
sedute continuavano come prima, nonostante il patto anglo-italiano di aprile. Tutto il sistema di
negoziati del Comitato, rifer il rappresentante tedesco, ha qualcosa di irreale in s, dato che tutti i
partecipanti vedono le carte degli avversari... La politica del non intervento  talmente instabile ed 
una creazione cos artificiale che tutti temono di vederla crollare dopo un chiaro no e di doverne in
seguito scontare la responsabilit.6 Il piano per il ritiro dei volontari, che gli inglesi avevano proposto
come formula per ritardare il riconoscimento dei diritti di belligeranza, era stato compromesso dal patto
anglo-italiano. Lord Halifax aveva considerato che anche un parziale ritiro di truppe sarebbe stato
sufficiente a soddisfare lo spirito del patto di non intervento.
Franco non sapeva come reagire al piano britannico modificato per il ritiro delle forze straniere
dalla Spagna, una volta che il Comitato l'aveva accettato a Londra il 5 luglio. Aveva chiesto consiglio
ai suoi alleati e questi gli avevano suggerito di accettarlo in linea di principio, ma di ritardarne
l'attuazione pratica. Il 26 luglio il governo di Negrn aveva accettato le proposte di ritiro pur essendo
molto turbato dalla prospettiva di un riconoscimento dei diritti di belligeranza ai nazionalisti: avrebbe
significato che perfino le navi battenti bandiera britannica potevano essere sottoposte a ispezione
consentendo cos una completa efficacia al blocco navale. Il 16 agosto, Franco rispose al rappresentante
britannico Robert Hodgson: pretese i diritti di belligeranza prima che fosse raggiunto il limite minimo
del ritiro di 10.000 uomini dalle due parti. Il suo atteggiamento fu quasi certamente incoraggiato dal
fatto che gli inglesi avevano premuto sui francesi perch chiudessero il loro confine al materiale bellico
repubblicano.
Su questo sfondo, il 21 settembre Negrn intervenne alla Societ delle Nazioni per annunciare il
ritiro incondizionato delle brigate internazionali. Quel suo gesto ebbe poco effetto drammatico, sul
quale aveva contato per richiamare simpatie alla Repubblica. Le preoccupazioni per la crisi
cecoslovacca, che stava raggiungendo il massimo livello, avevano ridotto la Spagna a un episodio
collaterale che a Ginevra si preferiva dimenticare, dato che era un imbarazzante ricordo degli aspetti
peggiori della diplomazia internazionale. Ciano rimase perplesso per il gesto di Negrn. Perch stanno
facendo questo? si chiese nel suo diario. Credono di essere tanto forti? Oppure  una dimostrazione
di carattere platonico? Per quanto ci riguarda credo che questo tolga al nostro parziale sgombero un po'
del suo sapore. Ma ha il vantaggio che non sembra che l'iniziativa sia nostra: questo avrebbe di certo
portato a spiacevoli commenti sulla stanchezza dell'Italia, sul tradimento di Franco ecc.7
D'altro canto Mussolini, pur infuriandosi a volte per il sereno ottimismo di Franco e per la
sua fiacca condotta della guerra, offr altre divisioni fresche. A questo punto in Spagna c'erano circa
40.000 italiani. Alla fine venne concordato di trattenere i migliori reparti, e concentrarli in un'unica
divisione con effettivi in soprannumero e di rimpatriare il resto. Per compensare questo ritiro,
Mussolini promise altri aerei e altra artiglieria, che erano proprio ci che voleva Franco. Il governo
italiano fu anche in grado di indicare quanta fanteria ritirava e di insistere per l'entrata in vigore del
patto con Londra. Chamberlain chiese una breve dilazione, in modo che la Camera dei Comuni non
pensasse, per dirla con Ciano, che era stato Mussolini a stabilire la data. Questo era necessario
perch gli attacchi contro le navi battenti bandiera britannica erano continuati sporadicamente. Le
prime truppe italiane sbarcarono a Napoli il 20 ottobre, ricevute con un benvenuto orchestrato. Lord
Perth chiese che il suo addetto militare fosse autorizzato ad assistere all'avvenimento, e Ciano
comment: Nessuna obiezione in linea di principio da parte nostra, purch questa faccenda sia utile a
Chamberlain per il dibattito in Parlamento.8
Ciano aveva tutte le ragioni di sentirsi autorizzato a tenere quel tono di superiorit, dopo
Monaco. La prospettiva di una guerra europea (che aveva spaventato Mussolini e Ciano, nonostante
tutte le loro roboanti dichiarazioni) era pi lontana. Il Duce proclam che con la conquista di Praga
avevamo gi in pratica conquistato Barcellona. Quest'osservazione sottolinea il modo in cui Londra
aveva sacrificato la Repubblica spagnola nel tentativo di evitare la guerra, proprio come continu a
sacrificare anche i cechi. La politica sovietica verso la Repubblica mut da un cauto appoggio a un
attivo disimpegno. Il tradimento della Cecoslovacchia convinse Stalin che non avrebbe potuto contare
su Gran Bretagna e Francia come alleati contro Hitler, e che doveva rimediare alla propria vulnerabilit
con un'alleanza con la Germania. Ma sarebbe fuorviante collegare strettamente la sorte della
Repubblica con quella della Cecoslovacchia. La distruzione finale delle speranze di sopravvivenza
della Repubblica era cominciata con i combattimenti sull'Ebro, almeno un mese prima degli accordi di
Monaco.
Chamberlain, tuttavia, era convinto che questi fossero stati un trionfo diplomatico: era talmente
compiaciuto del suo sforzo che, poco prima che Mussolini e Ciano lasciassero Monaco, propose la
possibilit di una Conferenza a Quattro per risolvere il problema spagnolo.9 Era evidente che riteneva
possibile fare ragionare i repubblicani spagnoli come era avvenuto con i cecoslovacchi, persuadendoli a
sacrificarsi alla causa di quella che credeva essere la stabilit europea. Negli ultimi anni Trenta gli
statisti erano particolarmente tentati di sopravvalutare le proprie capacit diplomatiche: un'importante
soluzione diplomatica in tempi di tensione offre l'abbagliante prospettiva di diventare un astro della
politica. Come Anthony Eden comment a proposito di Chamberlain, questa  una forma di
adulazione che un Primo ministro deve aspettarsi di subire:  gratificante indulgervi, e difficile
resistervi. Questa osservazione era valida anche per Negrn, il quale, forse per il suo innegabile talento
in molti altri campi, sopravvalut troppo quanto poteva ottenere con la reputazione personale e il potere
della persuasione.  difficile altrimenti comprendere come abbia potuto giocare quella mossa tanto
azzardata dell'offensiva sull'Ebro per favorire le sue avventure diplomatiche.
In realt, la dichiarazione di Negrn del 21 settembre alla Societ delle Nazioni non costitu un
grosso sacrificio per la Repubblica, dato che il numero degli stranieri che militavano nell'esercito
popolare era gi molto ridotto. La Commissione militare internazionale di osservazione del ritiro dei
combattenti non spagnoli nella Spagna governativa comment: Si potrebbe dire che la decisione del
governo Negrn di ritirare e allontanare i volontari internazionali e fare in modo che questo avvenisse
sotto la supervisione della Societ delle Nazioni sia stata un modo di fare di necessit virt.10 Fu
un'astuta mossa propagandistica, perch sia la Repubblica sia i nazionalisti ne avevano molto esagerato
il peso. Nel settembre del 1938, nelle brigate internazionali erano presenti soltanto 7.102 stranieri; gli
organici erano stati completati con spagnoli.
I racconti sulla caccia comunista agli eretici e sul trattamento dei volontari che erano disposti ad
andarsene, circolati nel secondo semestre del 1937, ebbero un grave effetto sui reclutamenti, tanto che
quel rivoletto di nuovi arrivi non bast nemmeno a ripianare le perdite subite a Teruel e in Aragona.
(Secondo statistiche dell'esercito sovietico sino alla fine della campagna d'Aragona il numero di caduti
fra non spagnoli nelle brigate internazionali era pari soltanto al 15 per cento. Una percentuale del 40
per cento  quella pi frequentemente citata). La Commissione militare internazionale che controll il
loro ritiro rimase in seguito sorpresa nel notare quanto fossero anziani i volontari stranieri. Il colonnello
svedese Ribbing, che si occup soprattutto dei suoi compatrioti, comment: Quanto agli svedesi, che
ho controllato a Sant Quirze de Besora, ho notato un notevole numero di quarantenni e oltre.11
Sul fronte dell'Ebro, il piano di Negrn di ritirare gli stranieri non venne reso noto agli
americani, ai canadesi e ai britannici della XV brigata internazionale, perch il giorno dopo dovevano
attaccare quota 401 e la notizia avrebbe potuto nuocere al loro morale. Durante l'ultima settimana di
settembre i sopravvissuti furono trasferiti a Barcellona per l'addio ufficiale, anche se a pi di met di
essi fu conferita la nazionalit spagnola e furono incorporati nell'esercito popolare. Si tratt di solito
degli elementi che la polizia segreta attendeva nella loro nazione d'origine: tedeschi, italiani, ungheresi
e altri provenienti da altre dittature in Europa e America Latina.12
Andr Marty, tuttavia, riscrisse l'ultimo editoriale del giornale delle brigate internazionali,
Volunteer for Liberty, dicendo ai combattenti antifascisti di rientrare nelle nazioni d'origine per
guidare la lotta contro il fascismo locale. Era un modo per dire che soltanto pochi quadri anziani scelti
avrebbero trovato rifugio in Unione Sovietica. Marty era anche terrorizzato che in futuro le prove delle
sue esecuzioni sommarie potessero costituire una minaccia per lui e il personale del comando di
Albacete riusc a scamparla, nonostante la sua mania di sopprimere la verit.13
Il 28 ottobre, sette settimane dopo il loro ritiro dal fronte, le brigate internazionali si radunarono
per una drammatica parata d'addio lungo la Diagonal a Barcellona, sfilando davanti ad Azaa, a
Negrn, a Companys, al generale Rojo e a molti altri leader repubblicani. C'erano 300.000 persone
ammassate lungo il percorso e squadriglie erano in volo per proteggerle da incursioni nazionaliste. La
Pasionaria, nel suo discorso, dichiar: Compagni delle brigate internazionali! Ragioni politiche,
ragioni di Stato, il bene della stessa causa per la quale avete con sconfinata generosit offerto il vostro
sangue, vi rimandano indietro, alcuni alle vostre patrie, altri all'esilio forzato. Potete andarvene con
orgoglio. Voi siete la Storia, voi siete una leggenda. Voi siete l'eroico esempio della solidariet e
dell'universalit della democrazia. Noi non vi dimenticheremo, e quando l'olivo della pace torner a
buttare fronde, mescolate all'alloro della vittoria della Spagna repubblicana, ritornate!.14
Fu un'occasione commovente. Nemmeno l'espressione priva di passione di un colossale ritratto
del leader sovietico che stava segretamente pensando a un'alleanza con Hitler pot ridurre l'emozione
dell'internazionalismo, che fece scorrere le lacrime dei brigatisti e della folla. Si lasciavano dietro
9.934 morti, 7.686 dispersi, e avevano avuto 37.541 feriti.15
La Commissione internazionale che presiedette al ritiro dei volontari stranieri rimase molto
scossa in seguito, quando scopr circa 400 brigatisti nelle prigioni di Barcellona e dintorni, comprese
Montjuch e la Carlos Marx. Il colonnello Ribbing rifer: Quanto ai volontari internazionali, a volte
erano stati condannati per semplici mancanze, a volte per chiaro comportamento gravemente
indisciplinato; per la maggior parte si sono dichiarati del tutto innocenti. Bench il governo Negrn
avesse acconsentito al rimpatrio dei detenuti, la commissione ne scopr circa 400 in carcere a met
gennaio del 1939, proprio quando i nazionalisti stavano avanzando su Barcellona. Questo
probabilmente fu dovuto pi a incompetenza o inerzia burocratica in una situazione caotica che a un
tentativo deliberato di lasciarli alla merc del nemico.16
L'inizio della partenza dei comunisti stranieri nella seconda met del 1938 all'apparenza non
cambi la politica del partito. Tuttavia i comunisti spagnoli devono essersi sentiti sollevati perch gli
esportatori della paranoia dei processi farsa stavano rimpatriando. I dirigenti comunisti spagnoli
dichiararono in seguito di avere obiettato in parecchie occasioni agli ordini di Mosca, non
necessariamente perch non garbavano loro i metodi sovietici, ma perch li consideravano prematuri,
come dichiar La Pasionaria. Tuttavia i documenti sovietici forniscono scarse prove di questa
conclamata opposizione. Pi singolarmente, non vi  nulla che dimostri, nei documenti del Comintern,
che Dimitrov abbia mai avvertito i consiglieri sovietici in Spagna che la loro urgenza di dominare
completamente il governo era contraria alla politica di Stalin mirante a rassicurare le democrazie
borghesi.
Al suo rientro da Zurigo, Negrn convoc le Cortes al monastero di Sant Cugat del Valls sopra
Barcellona per il 30 settembre e il 1 ottobre. Il capo del governo pronunci un discorso di elogio dei
soldati caduti sull'Ebro, senza ammettere, naturalmente, che il piano era stato un disastro. Poi esamin
la crisi di governo, i rapporti fra quello centrale e la Generalitat e torn a ribadire lo slogan resistere
equivale a vincere. Non accenn ai suoi tentativi segreti di trovare una soluzione negoziata, ma si
disse pronto a un accordo con i nazionalisti sulla base dei suoi Tredici punti, anche se essi non
potevano certo essere accettati da Franco.
Molti deputati non nascosero le proprie preoccupazioni sui progetti del Primo ministro. Questi
aveva fatto anche velati riferimenti che Prieto e Zugazagoitia interpretarono come una minaccia di
dimissioni. Dopo un aggiornamento durante il quale Negrn riun i suoi ministri e parl di una nuova
crisi di governo che poteva essere definitiva, riconvoc le Cortes e il dibattito riprese in termini
violenti. Di fronte a questo suo atteggiamento duro l'opposizione cedette, e la Camera gli concesse un
voto di fiducia, anche se, come scrisse in seguito Zugazagoitia, fu senza entusiasmo e per necessit.
Negrn e il parlamento riconobbero di essere nemici.17
L'11 ottobre, davanti al Tribunale per lo Spionaggio e l'Alto Tradimento, cominci il processo
contro i leader del POUM,18 a oltre quindici mesi dall'assassinio di Andreu Nin. La maggior parte dei
comunisti spagnoli si rese conto che, anche se il processo avviato doveva proseguire, era poco saggio
essere implacabili. L'atto d'accusa era basato su documenti rozzamente contraffatti che collegavano il
POUM a un'organizzazione spionistica nazionalista a Perpignano. I comunisti predisposero anche una
seconda linea aggiungendo i fatti del maggio 1937 all'accusa di alto tradimento. Sostennero che il
POUM aveva sottoscritto un patto di non aggressione con il nemico in modo che la sua 29 divisione
potesse partecipare ai combattimenti di Barcellona. Il processo si concluse con un verdetto di
compromesso. La reputazione della Repubblica non poteva venire trascinata nel fango in un momento
come quello con un processo farsa, per cui le accuse pi oltraggiose furono respinte; ma il ruolo avuto
dal POUM nei fatti di Barcellona venne usato per incarcerare i suoi dirigenti.
Nei territori repubblicani l'inizio dell'inverno fu disastroso. Le scorte alimentari si erano
ulteriormente ridotte, la produzione industriale era scesa a un decimo di quella del 1936 a causa della
carenza di materie prime e alla mancanza di energia elettrica a Barcellona. C'era poco combustibile per
il riscaldamento, e sigarette e sapone erano in genere introvabili da molti mesi. Il disfattismo
imperversava e perfino quelli che, con la forza della disperazione, si erano convinti che la lotta si
sarebbe conclusa con la vittoria, non potevano evitare di affrontare la realt. Si resero conto che la
prossima battaglia sarebbe stata l'ultima e affrontarono questa prospettiva con amara rassegnazione.
A Barcellona la popolazione era quasi alla fame. La razione quotidiana, quando era ottenibile,
era scesa a 100 grammi di lenticchie, e l'inverno era alle porte. La gente debilitata sveniva per le strade
devastate dai bombardamenti e le malattie, come lo scorbuto, erano in aumento. Le trasmissioni di
propaganda non avevano pi nessun effetto e la gente continuava a tirare avanti perch non c'erano
alternative. Gli operai indeboliti dalla fame proseguivano il lavoro nelle fabbriche, senza elettricit n
materie prime, per la stessa ragione per la quale l'esercito continuava a combattere: era meno penoso
che pensare alle conseguenze del fermarsi.
Tra la fine di novembre e i primi di dicembre il governo Negrn eman nuovi decreti di
mobilitazione, praticamente inutili perch non c'erano armi da distribuire. Molti coscritti tornarono a
casa, anche se era noto che i disertori venivano fucilati. Soltanto una piccola parte fu catturata, poich
l'amministrazione non riusciva a risolvere i problemi di questo nuovo arruolamento.
Perfino l'esercito, il cui morale era pi alto rispetto alle retrovie, sembrava sconfitto prima
ancora dell'inizio della battaglia di Catalogna, anche se ci non imped che stupisse ancora una volta il
nemico con azioni di coraggiosa resistenza. Oltre ai 75.000 uomini perduti sull'Ebro, le forze
repubblicane in Catalogna avevano poco equipaggiamento. L'armata dell'Ebro e quella dell'est, con
effettivi valutati a oltre 250.000 uomini, erano rimaste con meno di 100 cannoni da campagna, 106
aerei (dei quali soltanto la met era utilizzabile, a causa della scarsit dei pezzi di ricambio) e solo
40.000 fucili per far fronte all'assalto nazionalista.
I consiglieri sovietici, frattanto, sembrava prendessero le cose alla leggera; forse pensavano che
con l'imminente sconfitta della Repubblica non sarebbero rimasti ancora molto in Spagna e dovevano
di conseguenza godersi quella vacanza meglio che potevano. La situazione  la solita, per me,
scrisse a casa un interprete, cio va tutto benissimo. Sono diventato un giocatore inveterato (a
domino), e alla sera facciamo gli scemi. Ascoltiamo dischi con il grammofono... Il mio appetito 
chiaramente anomalo (troppo grande)... Facciamo la siesta dopo pranzo, per un paio d'ore, e sar per
questo che ho messo su peso... Sto leggendo molto, qui.19
Negrn, tuttavia, stava pensando al futuro, ma non discusse niente con i suoi ministri. Come
Ger fece presente a Dimitrov, i ministri si lamentano di non poter parlare con Negrn e non possono
risolvere i problemi senza di lui.20 In realt sembra che Negrn si sia incontrato soltanto con i
principali comunisti e funzionari sovietici. In un colloquio del 17 novembre con Mar?enko, l'incaricato
d'affari sovietico, Negrn sollev la questione dei nostri lavoratori vicini in Spagna, un eufemismo
per l'NKVD. Disse che un legame fra il compagno Kotov e i suoi lavoratori con il ministero degli
Interni e il SIM era stato improduttivo e propose che il compagno Kotov mantenesse un contatto
indiretto con lui, Negrn, perch sta costituendo un apparato speciale legato a lui. Il fatto che Negrn,
sempre molto delicato nei confronti della nostra gente, abbia ritenuto necessaria un'osservazione del
genere, indica una grande pressione su di lui da parte del partito socialista, degli anarchici e soprattutto
degli agenti della Seconda Internazionale a proposito dell'interferenza della nostra gente nel lavoro
della polizia e del controspionaggio.21
In un altro incontro del 10 dicembre, Negrn espose la sua visione tutt'altro che democratica,
che era perfettamente in linea con la politica comunista. Aveva discusso con Jos Daz e Uribe il
concetto di un fronte nazionale unito, che gli sembrava essere un tipo di nuovo partito distinto.
Quest'idea gli era venuta dopo aver perso fiducia nella possibilit di unificare i partiti socialista e
comunista... Il massimo che ci si possa aspettare  che il partito socialista venga assorbito da quello
comunista alla fine della guerra. Negrn si rese conto che dipendere dal PC  sfavorevole, da un
punto di vista internazionale. I partiti repubblicani esistenti non hanno futuro. Il Fronte Popolare non ha
una disciplina comune ed  lacerato da lotte intestine fra i partiti. Quello che occorre, allora, 
un'organizzazione che unifichi tutto ci che  meglio per partiti e organizzazioni e che rappresenti un
appoggio fondamentale al governo... Non si pu tornare al vecchio parlamentarismo; sarebbe
impossibile consentire libert di gioco fra partiti come esisteva una volta, perch in questo caso la
destra potrebbe tornare ad assumere il potere con la forza. Questo significa che  necessaria o
un'organizzazione politica unificata oppure una dittatura militare. Non vede altra soluzione.22 Il piano
di Fronte Nazionale di Negrn era pi o meno una controparte di sinistra di quanto aveva ottenuto
Franco con il suo Movimiento Nacional.
...
.
...
33.
.
La caduta della Catalogna.
.
Ai primi di dicembre, due settimane dopo che gli ultimi reparti repubblicani avevano passato
nuovamente l'Ebro, l'armata di manovra nazionalista si rischier lungo i due confini fluviali della zona
est della Repubblica. Lo stato maggiore dei governativi, prevedendo quel movimento, prepar la difesa
della Catalogna e attacchi a ovest e a sud per stornare l'attenzione del nemico.1
Negrn doveva anche badare al morale nelle retrovie. Pochi partiti appoggiavano la sua politica
di resistenza all'estremo; l'alleanza repubblicana era scissa fra i suoi sostenitori, soprattutto i
comunisti,2 e le altre fazioni dirette da Prieto, Largo Caballero e Besteiro. Quest'ultimo in particolare
disapprovava l'atteggiamento di Negrn; il 16 novembre aveva lasciato Madrid per Barcellona per
incontrarsi con il presidente della Repubblica e gli aveva parlato dalla sua convinzione che Negrn
fosse legato a filo doppio ai comunisti. Al comitato esecutivo del partito socialista, aveva detto al capo
del governo: Ti considero un agente comunista.3
Durante un pranzo con il nuovo rappresentante britannico, R. C. Shrine Stevenson, Negrn
riusc a convincerlo che il suo atteggiamento nei confronti del PC era una pura questione di necessit.
Stevenson rifer pi tardi a Lord Halifax che secondo Negrn il comunismo era un'ideologia sbagliata
per gli spagnoli; il governo repubblicano aveva lavorato con i comunisti soltanto perch essi erano la
forza meglio organizzata dei primi giorni e perch l'Unione Sovietica era l'unica nazione che aveva
offerto un appoggio concreto; i comunisti erano stati i pi entusiasti e decisi nell'appoggio al governo e
per questo esso aveva bisogno di loro, ma se la Repubblica avesse potuto ottenere da Francia e Gran
Bretagna quanto le occorreva, allora avrebbe potuto schiacciare il PCE entro una settimana.4 Ma queste
opinioni di Negrn sono difficilmente riconciliabili con l'invito da lui stesso fatto il 10 dicembre ai
comunisti di costituire un Fronte Nazionale Unito in modo da porre fine alla politica dei partiti.
Ai primi di gennaio Negrn tent ancora una volta di persuadere i francesi ad aiutare in extremis
la Repubblica. Il 7 gennaio si rec in segreto a Parigi, dove incontr gli ambasciatori britannico e
americano e anche il ministro degli Esteri Georges Bonnet. Disse loro che per resistere aveva bisogno
di 2.000 mitragliatrici e di 100.000 fucili.5 Le autorit francesi non solo non risposero a questa
disperata e ingenua richiesta: Bonnet collabor con il rappresentante di Franco nella capitale francese,
Quiones de Len, nel blocco parziale dell'ultima fornitura di armi sovietiche giunta a Bordeaux il 15
gennaio.6
Di fronte al colossale concentramento di forze nazionaliste sul fiume Segre, lo stato maggiore
repubblicano attu gli attacchi diversivi concordati il 6 dicembre. L'8 dicembre forze repubblicane si
spinsero avanti sul fronte Crdoba-Pearroya verso Siviglia, mentre un'altra azione doveva essere
effettuata sul lato settentrionale del fronte dell'Estremadura. Era stato anche previsto lo stesso giorno
un attacco anfibio contro la costa andalusa vicino a Motril con effettivi di una brigata rinforzata, ma
venne sospeso proprio mentre le truppe stavano per muoversi. L'offensiva in Estremadura non inizi
per altre quattro settimane, e a quell'epoca i nazionalisti avevano gi cominciato l'attacco contro la
Catalogna.
L'offensiva nazionalista a est doveva scattare il 10 dicembre, ma piogge torrenziali l'avevano
costretta a un rinvio. Franco non voleva correre alcun rischio e insistette perch le condizioni di volo
fossero tali da consentire alla sua artiglieria volante di operare. I nazionalisti avevano messo in
campo 340.000 uomini, circa 300 carri armati e pi di 500 aerei oltre a 1.400 cannoni. La loro unica
preoccupazione era il pericolo di una resistenza disperata a Barcellona. Gli italiani erano ancora una
volta indecisi. Le cose sembra vadano bene, e la campagna in Catalogna potrebbe avere un carattere
decisivo, annot Ciano nel suo diario il 6 dicembre. Io sono un po' scettico. Questa frase  stata
usata troppe volte per essere credibile.7
Nel frattempo statisti stranieri come Roosevelt, il quale ammetteva che l'embargo sulle armi era
stato un grave errore,8 Churchill ed Eden, che si erano tenuti in precedenza distaccati, disapprovando
la Repubblica, ora si rendevano conto di che cosa significasse la sua fine. Le poche democrazie rimaste
sul continente comprendevano Francia, Svizzera, i Paesi Bassi e la Scandinavia; e nemmeno i
pessimisti potevano immaginare che per buona parte di esse restavano soltanto diciotto mesi. Tentativi
di mediazione in Spagna vennero fatti da molti governi stranieri, ma Franco respinse tutte le proposte.
L'atteggiamento di Londra lo lasci abbastanza sicuro di poter continuare a insistere per i diritti di
belligeranza prima del ritiro dei volontari; della fanteria italiana poteva fare a meno, ma la Legione
Condor era la garanzia della sua vittoria.
A meno di un intervento francese, il risultato finale della campagna non poteva essere messo in
dubbio. Ciano avvert Londra il 5 gennaio (subito dopo l'invio di altri aerei da caccia e artiglieria in
Spagna) che se i francesi si muoveranno sar la fine del non intervento. Noi invieremo divisioni
regolari, vale a dire faremo guerra alla Francia sul territorio spagnolo.9 Questo suo atteggiamento si
dimostr inutile, perch Lord Halifax disse subito a Parigi, una volta di pi, che se le potenze dell'Asse
fossero state provocate in Spagna, la Gran Bretagna non sarebbe intervenuta in aiuto alla Francia.
Anche la preoccupazione di Franco che la Catalogna potesse proclamarsi indipendente e chiedesse la
protezione della Francia era priva di fondamento: Negrn era centralista quasi quanto lui. Non ci fu mai
alcuna seria possibilit di un intervento di truppe di Parigi, nonostante i borbottii di quei francesi che si
sentivano umiliati per il tradimento nei confronti della Cecoslovacchia.
Le forze aeree nazionaliste avevano tratto beneficio del ritardo di oltre un mese, per
riorganizzarsi in vista della campagna di Catalogna. Quasi 400 nuovi piloti spagnoli appena sfornati
dalle scuole d'addestramento furono destinati ai gruppi da caccia che avevano in dotazione i Fiat
CR.32. Nello stesso tempo la Legione Condor cominci ad affidare i Me-109B ai piloti spagnoli pi
esperti, dato che i suoi gruppi sarebbero stati riequipaggiati con i 109E. Un altro gruppo spagnolo fu
equipaggiato con gli He-112, battuti dai Messerschmitt nelle prove di comparazione della Luftwaffe.
Anche gli italiani si affrettarono a inviare alcuni esemplari dei loro caccia pi recenti, i monoplani Fiat
G.50, per un collaudo sul campo nelle fasi finali, ma parteciparono a poche missioni.10
Per affrontare queste forze i sette gruppi da caccia repubblicani avevano ora molti meno Mosca
che Chato, perch i Mosca venivano dall'Unione Sovietica, e soltanto i Chato erano costruiti a
Sabadell, e i 45 apparecchi prodotti negli ultimi tre mesi del 1938 non bastarono a compensare le
perdite sull'Ebro. Le forze di terra repubblicane risentivano di una grave carenza di pezzi di ricambio
in quasi tutti i settori, e armi e veicoli venivano spietatamente cannibalizzati in modo da consentire
una semplice presenza operativa.
Alla vigilia della battaglia di Catalogna, l'armata dell'est repubblicana schierava 220.000
uomini, dei quali soltanto 140.000 erano inquadrati in brigate miste organizzate.11 Molti erano privi di
fucili. Dei 250 pezzi da campagna met era inservibile e pochi dei 40 carri corazzati erano in grado di
combattere.
I nazionalisti schierarono lungo il Segre il nuovo corpo d'armata di Urgel, comandato da
Muoz Grandes, quello di Maestrazgo, comandato da Garca-Valio, e quello d'Aragona, comandato
da Moscard. Presso la confluenza del Segre con l'Ebro c'erano gli italiani del Cuerpo Legionario, la
nuova denominazione del CTV, comandato dal generale Gambara, e il corpo d'armata di Navarra di
Solchaga, mentre quello marocchino di Yage era ammassato lungo l'Ebro. La precedenza data al
Segre dimostrava che lo stato maggiore nazionalista aveva finalmente imparato che quella era la
migliore linea di partenza. Non  difficile vedere la mano del generale Vign in questo miglioramento.
Nonostante l'appello del Vaticano per una tregua di Natale, l'offensiva nazionalista scatt il 23
dicembre. Era una giornata chiara e fredda, con spruzzi di nevischio, in contrasto con le piogge e il
vento delle due settimane precedenti. Il corpo di Navarra e gli italiani attaccarono dalle loro teste di
ponte verso Montblanc e Valls, con l'appoggio della Legione Condor. Avevano di fronte la 56
divisione del XII corpo d'armata. Per quanto questi carabineros fossero i meglio armati dell'esercito
popolare, ripiegarono subito. La breccia nella linea comport il collasso di quel settore e consent ai
requets e agli italiani di penetrare per 16 chilometri verso Granadella, nelle retrovie del fronte
dell'Ebro. Il giorno dopo entrarono a Mayals, anche se il 25 dicembre la loro avanzata venne bloccata
da reparti del V e del XV corpo.
Nella mattina del 23 dicembre i nazionalisti sferrarono anche un altro importante attacco sul
fianco sinistro, a sud di Tremp, puntando verso Artesa de Segre e Cervea. I corpi di Maestrazgo e di
Urgel, appoggiati da un massiccio bombardamento d'artiglieria, si scontrarono con la 26 divisione,
l'ex colonna Durruti, che, secondo Rojo, effettu una magnifica resistenza, cedendo poco terreno.
Uno sfondamento sul fianco occidentale sarebbe stato catastrofico. Dopo cinque giorni di violenti
combattimenti, il generale Vign fu costretto a modificare il punto principale di attacco verso il settore
di Balaguer, circa 30 chilometri pi a valle. Spost laggi il corpo d'Aragona e ordin a quello di
Maestrazgo di proseguire lungo la riva sud dell'ansa del Segre con il massimo appoggio dell'artiglieria,
tutti i carri armati disponibili e tre reparti controcarro della Legione Condor.12
La reale minaccia alla Catalogna restava la puntata vicino all'angolo dei due fronti, dove italiani
e carlisti stavano battendosi contro un corpo ricostituito sotto Lster. Questa formazione, in particolare
l'11 divisione, il giorno di Natale riusc a rallentare i nazionalisti presso Granadella. Questa unit e le
altre formazioni a difesa dell'Ebro erano state molto fortunate che le truppe di Yage fossero state
trattenute da una piena scesa dai Pirenei. Ma anche nell'aria la guerra stava andando male per la
Repubblica. Quasi un intero gruppo di biplani monomotore Polikarpov R-Z Nataa da ricognizione e
attacco al suolo era stato distrutto in una battaglia la vigilia di Natale e circa 40 caccia andarono perduti
nei primi dieci giorni della campagna. Restavano soltanto pochi superstiti di gruppi dispersi e
semiannientati.
Il giorno cruciale fu il 3 gennaio 1939. I carlisti di Solchaga si spinsero fino alla strada Borges
Blanques-Montblanc, circa 50 chilometri alle spalle del fronte dell'Ebro. E quel giorno l'offensiva dal
settore di Balaguer occup anche la citt chiave di Artesa. I marocchini di Yage attraversarono l'Ebro
e costituirono una testa di ponte di fronte ad Asco, al centro del saliente occupato dall'esercito popolare
nell'autunno.
Nel corso dei due giorni successivi i due corpi d'armata di Urgel e di Maestrazgo allargarono il
loro saliente al centro del fronte del Segre, mentre quello d'Aragona avanz da Lrida per proteggere il
fianco degli italiani nell'attacco contro Borges Blanques, che cadde il 5 gennaio. Gli italiani si
batterono molto meglio rispetto ad altre precedenti occasioni. Richthofen, tuttavia, manteneva il suo
pessimismo. 5 gennaio, presa Artesa, annot nel suo diario. Forte resistenza. Oggi  cominciata
l'offensiva a ovest. Speriamo che Franco mantenga la calma.13
Quella mattina, in Estremadura il XXII corpo d'armata repubblicano sferr il suo attacco di
sorpresa e sfond la linea del fronte nazionalista nel settore di Hinojosa del Duque, aprendo una breccia
di 8 chilometri. Il giorno seguente sfond anche la seconda linea, occupando Fuenteovejuna, ma il
grosso delle forze nazionaliste, circa 80.000 uomini con 100 cannoni, blocc l'offensiva alla collina de
los Santos, impedendo che arrivasse a Pearroya.
In Catalogna, le truppe di Solchaga presero Vinaixa il 6 gennaio, ma Richthofen non ne fu
impressionato, e trasmise un ultimatum al generale Vign: Se domani non viene attaccata Agramunt,
la Legione Condor non fornir pi alcun appoggio.14 Il giorno seguente annot: 7 gennaio. Il corpo
di Garca Valio fallisce di nuovo. I rossi sono stati scacciati per tre volte dalle loro posizioni dalla
Flak e dagli attacchi aerei [tedeschi]. Invece dei possibili 15 chilometri ne vengono presi soltanto 2. Di
tutto il corpo, comprendente 36 battaglioni, soltanto due sono all'attacco. Richthofen lo consider
malafede e sospese le operazioni, perch riteneva che i nazionalisti lasciassero tutto il lavoro alla
Legione Condor. Il giorno dopo, durante un rapporto, disse a Franco, a Dvila e a Vign ci che
pensava in merito alla carenza di comando ad Artesa: Buone truppe e generali scalcinati che sono
soltanto comandanti di battaglione, conseguenza naturale di come le cose si sviluppano qui. Gli
spagnoli si lamentano di poter destituire comandanti, ma di non averne di migliori.
Il 9 gennaio il corpo d'Aragona e i legionari di Gambara si incontrarono a Mollerusa. Il V e il
XV corpo repubblicano non riuscirono a trattenere i requets carlisti e gli italiani, e la parte
settentrionale del fronte dell'Ebro cedette in disordine sotto questa minaccia alle spalle. Fu una
conclusione amara per quelli che avevano combattuto sull'Ebro tanto duramente per tanto poco.
Il giorno prima, 8 gennaio, i nazionalisti avevano cominciato la seconda fase della loro
offensiva con il bombardamento di Montsant. Il 12 gennaio conquistarono Montblanc. Il 13 i
repubblicani subirono un'altra sconfitta. I nostri caccia distruggono dieci caccia rossi sul campo di
Vendrell, annot Richthofen.15 Il 14 gennaio i nazionalisti presero Valls. I carlisti di Solchaga
puntarono a sud verso Tarragona, che veniva battuta dalla Legione Condor. Al crepuscolo del 15
gennaio il corpo di Navarra prese contatto attorno a Tarragona con quello marocchino che aveva
effettuato un'altra marcia forzata di 50 chilometri, risalendo da Tortosa in un solo giorno. Quel giorno,
i corpi d'Aragona e di Maestrazgo riuscirono a conquistare Cervera.
Fino a questo momento i nazionalisti avevano preso 23.000 prigionieri, e causato perdite per
5.000 morti e 40.000 feriti. La battaglia di Catalogna era gi decisa dopo la conquista di un terzo del
suo territorio. Franco non ripet l'errore della campagna d'Aragona: non voleva pi lasciare al nemico
una vera occasione di riorganizzarsi.
Frattanto l'offensiva repubblicana si era esaurita sotto le forti piogge dopo aver conquistato
circa 500 chilometri quadrati. L'attacco non riusc pi a riprendere la spinta, soprattutto a causa degli
aerei avversari, ma anche perch i suoi mezzi corazzati e i cannoni erano rimasti impantanati nel fango.
I nazionalisti contrattaccarono e riconquistarono Peraleda del Saucejo il 22 gennaio, e tre giorni dopo
ripresero Fuenteovejuna.
In Catalogna lo stato maggiore aveva indicato le linee su cui ripiegare, ma erano del tutto
teoriche. Soltanto con la caduta di Tarragona, scrisse Stepnov, ci rendemmo conto che non
esisteva alcuna Maginot attorno a Barcellona, come sembrava ritenessero alcuni nostri capi militari.
Non c'era nemmeno un chilometro di trincee.16
Il 9 gennaio le autorit repubblicane avevano richiamato riserve dalle classi 1922 e 1942, e una
settimana dopo ordinarono la mobilitazione generale di tutti i cittadini di ambo i sessi fra i 17 e i 55
anni. Inoltre tutte le industrie e i trasporti furono militarizzati.17 Ma questi provvedimenti erano stati
presi troppo tardi per avere effetto: si tratt soltanto di gesti di sfida. Le forze repubblicane erano
inferiori di uno a sei. Molti militari non avevano munizioni, o non avevano armi. Una difesa della citt
era inoltre impossibile per la completa scomparsa della volont di combattere esistente nel 1936. Una
resistenza avrebbe potuto svilupparsi soltanto se la citt fosse stata circondata, ma restava aperta una
via di fuga verso il confine francese.
Dopo la caduta di Tarragona, le forze aeree nazionaliste non smisero mai di bombardare la citt,
eppure Franco era ancora preoccupato dell'intervento francese. Il 17 gennaio Richthofen aveva dovuto
nuovamente rassicurarlo che era troppo tardi perch i francesi facessero intervenire loro truppe. I
nazionalisti e i loro alleati erano ormai convinti di poter proseguire la campagna fino all'amara fine
senza la minima preoccupazione di reazioni internazionali.
Da parte repubblicana, il 18 gennaio Negrn indisse una riunione d'emergenza del Consiglio dei
ministri, invitando anche Companys e Martnez Barrio, e proclam lo stato di guerra dopo due anni e
mezzo di combattimenti, gesto ormai privo di significato. Per Federica Montseny, come per quasi tutti
gli altri, la guerra era perduta. Il popolo spagnolo non pu fare di pi, scrisse. Qualsiasi soluzione
mirante a risparmiare vite... ci sembrava una salvezza collettiva.18
La mattina del 22 gennaio il generale Rojo comunic a Negrn che il fronte aveva cessato di
esistere,19 e quello stesso giorno Negrn ordin a tutti gli uffici governativi di abbandonare Barcellona e
di dirigersi a Gerona e Figueras. Le divisioni di Solchaga e di Yage stavano attraversando il fiume
Llobregat, i due corpi d'armata di Muoz Grandes e di Garca-Valio stavano attaccando Sabadell e
Tarrasa, mentre i legionari di Gambara stavano avanzando verso Barcellona. Quarantott'ore prima
dell'ingresso del nemico, scrisse Rojo, Barcellona era una citt morta.20
La sera del 25 gennaio, Llus Companys telefon all'amico Josep Andreu i Abell, presidente
della Corte d'Appello di Catalogna, per invitarlo a cena. Dopo, i due si recarono in auto nel centro della
citt vecchia, passando per le strade deserte. Volantini che esortavano alla resistenza fino alla fine
svolazzavano nel vento, assieme a carte d'identit gettate via. Fu una notte che non dimenticher
mai, raccont molti anni dopo Abell. C'era un silenzio totale, un silenzio terribile, come quello al
momento culminante di una tragedia. Andammo in Plaza de Sant Jaume a dire addio alla Generalitat e
alla citt. Erano le due del mattino e le avanguardie dei nazionalisti erano gi al Tibidabo e vicino a
Montjuch. Non avremmo mai creduto che saremmo tornati.21
Per Companys sarebbe tornato. Contro la sua volont, quando la Gestapo lo scopr in Francia
nell'autunno dell'anno seguente. Fu consegnato ai rappresentanti nazionalisti e riportato in Spagna. Il
presidente della Generalitat fu riconosciuto colpevole di ribellione militare, condannato a morte e
giustiziato nel fossato di Montjuch il 15 ottobre 1940.
Buona parte della popolazione di Barcellona, presa dalla paura, abbandon la citt. C'erano
talmente tanti roghi di documenti che scoppiarono molti piccoli incendi.22 I negozi di alimentari furono
saccheggiati da gente che voleva portarsi viveri nel duro viaggio che l'attendeva. La strada costiera
verso est era intasata di autobus, grossi autocarri, furgoni, automobili e carri a cavallo carichi di
materassi e masserizie, bauli e valigie, oltre che di donne sfinite e bambini. Alcuni uomini spingevano
carretti a mano straripanti di roba, ma era difficile pensare che avrebbero avuto la forza di spingerli su
per i Pirenei.
Le autocolonne militari cariche di soldati sottolineavano la tristezza della partenza. Teresa
Pmies, una giovane militante del PSUC comunista, descrisse quel che vide:
Della fuga da Barcellona del 26 gennaio, non riuscir mai a dimenticare i feriti che uscirono
dall'ospedale di Vallarca. Mutilati e coperti di bende, seminudi nonostante il freddo, si trascinavano
lungo la strada, implorando ad alta voce di non essere abbandonati nelle mani dei vincitori... Chi aveva
perso le gambe camminava carponi, chi aveva perso un braccio levava l'altro con il pugno chiuso, i pi
giovani piangendo di paura, i pi anziani gridando di rabbia e maledicendo noi che fuggivamo e che li
abbandonavamo.23
Il 26 gennaio, venne fuori anche la quinta colonna, uomini e donne rimasti nascosti per due
anni e mezzo, a saldare i conti. Si mescolarono con le avanguardie nazionaliste, soprattutto con i
regulares di Yage che entravano in citt, cui erano stati concessi alcuni giorni di saccheggio  la loro
tassa di guerra  nei negozi e negli appartamenti, senza preoccuparsi se i proprietari erano rossi o
bianchi. Anche se i repubblicani avevano rilasciato la maggior parte dei loro detenuti prima della
caduta, i nazionalisti e i loro alleati uccisero circa 10.000 persone nei primi cinque giorni della
liberazione.24 Gli ufficiali italiani erano inorriditi per questi massacri a sangue freddo, ma
obbedirono agli ordini di Mussolini di far giustiziare subito qualunque prigioniero italiano che avesse
combattuto con i repubblicani, perch i morti non raccontano storie.25
Il generale Dvila, comandante delle truppe nazionaliste che avevano occupato Barcellona,
pubblic quel giorno un editto che reintegrava la citt di Barcellona e altri territori liberati delle
province catalane sotto la sovranit dello Stato spagnolo. Tutte le nomine e i decreti fatti dopo il 18
luglio 1936 vennero annullati e fu dato alle province catalane l'onore di essere governate alla pari con
il resto della Spagna.26
Il generale Eliseo lvarez Arenas, sottosegretario per l'Ordine Pubblico, che era stato nominato
capo dell'autorit d'occupazione, emise un decreto in base al quale i nazionalisti si consideravano un
esercito invasore in territorio conquistato. Il falangista Dionisio Ridruejo, incaricato della propaganda,
aveva preparato volantini in catalano. Il generale lvarez Arenas, scoperto questo, diede ordine che
venissero tutti distrutti. Il catalano era proibito per legge.  una citt che ha peccato molto, dichiar a
Ridruejo, e ora deve fare penitenza. Bisogna erigere altari in ogni strada della citt e celebrare in
continuazione la messa.27 In termini meno liturgici, Serrano Suer dichiar all'inviato speciale del
Vlkischer Beobachter nazista: La citt  completamente bolscevizzata. La decomposizione 
assoluta. La popolazione, sul cui comportamento mi sono documentato di persona,  malata,
moralmente e politicamente. Barcellona e i suoi cittadini saranno trattati da noi come bisogna curare
chi  malato.28
Il giorno della caduta di Barcellona, non usc nessun giornale. Tutti requisiti, passarono sotto il
controllo della Stampa del Movimento. Il 27 gennaio usc il primo numero della Hoja Oficial de
Barcelona, che riport: Ieri Barcellona  stata liberata! Alle 2 del pomeriggio, senza sparare un solo
colpo, forze nazionaliste agli ordini del generale Yage, sono entrate in citt. Lo stesso giorno,
ricomparvero La Vanguardia e El Correo Cataln. Il primo si chiamava La Vanguardia Espaola e
aveva cambiato il suo motto Quotidiano al servizio della democrazia con Quotidiano al servizio
della Spagna e del Generalissimo Franco. Sui muri furono affissi manifesti che proclamavano Se sei
spagnolo, parla spagnolo e Parla la lingua dell'impero!. I libri censurati dalla Chiesa e dall'esercito
furono mandati al rogo.
Alcuni ufficiali e funzionari repubblicani che non erano fuggiti verso il confine erano rimasti
nascosti, in attesa delle truppe nazionaliste. Fra di essi Antonio Rodrguez Sastre, il capo dello
spionaggio, che aveva lavorato per Franco e che divent in seguito l'avvocato di Juan March. Anche
altri rimasero perch ritenevano di non avere niente da temere, o per stanchezza o apatia. C'era un
ottuso sollievo che la guerra fosse ormai finita, e si diceva che niente poteva essere peggio degli ultimi
mesi. Per la maggior parte, tuttavia, l'atmosfera della caduta prima dell'arrivo del nemico contribu
molto al panico. Alcuni detenuti nazionalisti, a parte quelli lasciati a Barcellona, erano stati trascinati
via dalle forze in ritirata. Alcuni furono fucilati dalle loro guardie, sia perch avevano perso la testa sia
per l'amarezza della sconfitta. Fra le vittime, il vescovo di Teruel e il colonnello Rey d'Harcourt, che
aveva consegnato la citt, arrendendosi.
La mattina del 28 gennaio, alle 11, le truppe nazionaliste sfilarono in parata a Barcellona.
Richthofen osserv, senza dubbio con divertimento, che i comandanti italiani erano furiosi per non
avere partecipato all'entrata trionfale. Un gruppo di Messerschmitt della Legione Condor sorvol la
parata, come protezione contro un'eventuale incursione della caccia repubblicana. Il giorno dopo i
piloti da caccia della Luftwaffe si dedicarono a puntate rasoterra su linee ferroviarie e strade, affollate
di profughi numerosi quanto i soldati in fuga. I successi che conseguirono furono eccellenti, rifer la
Legione Condor, e i piloti stanno gradatamente prendendoci gusto.29
Le poche formazioni repubblicane rimaste intatte proseguirono nelle loro coraggiose e disperate
azioni di retroguardia, come la difesa di Montsec, o ripiegarono da una posizione all'altra, tendendo
imboscate agli inseguitori. Agli italiani occorsero cinque giorni per percorrere i 30 chilometri fra
Barcellona e Arenys de Mar. Nel frattempo, al castello di Figueras Negrn tent di gestire i resti
dell'amministrazione repubblicana, sparpagliata fra varie citt.
Il 1 febbraio le Cortes si riunirono nelle stalle del castello: erano presenti soltanto 64 deputati
sui 473. Nel suo discorso, Negrn pose tre condizioni minime per le trattative di pace: l'indipendenza
della Spagna da qualsiasi interferenza straniera; un plebiscito che consentisse al popolo spagnolo di
decidere la forma di governo desiderata, e la rinuncia a ogni rappresaglia e repressione politica dopo la
fine del conflitto. Negrn sperava che le democrazie potessero appoggiare questo, ma Franco non
avrebbe mai accettato le ultime due.
Il giorno successivo i nazionalisti entrarono a Gerona. La loro avanzata era stata ritardata dai
ponti fatti saltare durante la ritirata o distrutti dai loro stessi bombardieri. La Legione Condor rifer: Il
numero dei prigionieri aumenta in modo straordinario, proprio come la resistenza in alcuni settori. Fra
i prigionieri c'erano due tedeschi dei Sudeti. Se fossero stati consegnati ai nazionalisti, il meglio che
potevano aspettarsi era una pallottola. Il compito principale della Legione Condor era l'intercettazione
di qualche pilota repubblicano che tentava di rientrare nella zona centrale. In due giorni furono
abbattuti altri 15 aerei.30
Durante la battaglia di Catalogna, i brigatisti internazionali in attesa di rimpatrio avevano
richiesto a gran voce fin dai primi di gennaio di essere autorizzati a tornare in linea. Le autorit
repubblicane rifiutarono, perch sarebbe stata una violazione dell'accordo sul ritiro dei volontari
stranieri. I volontari, esasperati dalla forzata inazione, si rivolsero allora al PCE. Soltanto 5.000 di essi
erano fisicamente in grado di battersi e ottennero l'autorizzazione. Uno di questi era un lttone, Emil
teingold, e ricorda quanto avvenne: Soldati e ufficiali furono organizzati in fretta in plotoni,
compagnie e battaglioni. Ci imbarcarono in gran fretta su treni e ci trasferirono verso Barcellona.
Faceva freddo nei vagoni, attraverso i quali il vento correva liberamente. I finestrini avevano perso i
vetri da tempo. Anche le pareti e i divisori a volte mancavano. La nostra carrozza gemeva come una
bestia ferita quando il treno era in moto. Ci ammucchiammo l'uno addosso all'altro per tenerci caldo a
vicenda. All'alba arrivammo a Granollers e siccome il treno non proseguiva cominciammo a scendere.
Barcellona era caduta e colonne motorizzate italiane procedevano su tutte le strade verso nord.
Profughi sfiniti con bambini e masserizie casalinghe si trascinavano per le strade.
Arriv un autocarro con armi e munizioni, che furono distribuite, poi i brigatisti internazionali
proseguirono il pi in fretta possibile, togliendo il grasso dai fucili mentre marciavano. Dopo una
mezz'ora si appostarono ai due lati di un fiume per interrompere la strada. Poco dopo comparvero gli
esploratori dell'avanguardia nemica. C'erano due motociclisti, seguiti da un'ambulanza con ufficiali.
Quando cercammo di catturarli, i motociclisti svoltarono e li uccidemmo a una curva della strada.
Anche l'ambulanza torn indietro, ma era circondata dai nostri soldati... Gli ufficiali si arresero e li
portammo al comando di brigata. Poi comparve una breve colonna di fanteria motorizzata, che venne
bloccata danneggiando il primo e l'ultimo veicolo, poi cominciarono il fuoco con i fucili e le
mitragliatrici. Le truppe italiane saltarono dai camion in preda al panico. Venivano gi come versare
piselli. Molti caddero e non si rialzarono pi. Chi era ancora vivo si diede alla fuga, nascondendosi
dietro i veicoli. Alcuni camion presero fuoco, e le munizioni e la benzina di bordo cominciarono a
esplodere. Le salme di quei fascisti italiani ricevettero una cremazione gratuita.
Ma si tratt di un breve successo. Furono attaccati subito dai caccia e poi aggirati da forze pi
numerose. Dovettero ripiegare lungo sentieri di montagna verso un altro appostamento. Pioveva, e
ricevettero pochi viveri. Gli scarponi che avevamo erano fradici e consumati dalla ghiaia tagliente, e
iniziarono ad andare a pezzi. Dopo tante notti senza sonno, i soldati cominciarono ad addormentarsi
durante le marce. Non era permesso sedersi, perch sarebbe stato impossibile farli rialzare. Questa
sequela di imboscate e ritirate dur per almeno una settimana, poi venne l'ordine di ritirarsi sul confine
francese.31
Il 5 febbraio Negrn, accompagnato dal presidente Azaa, da sua moglie e dal cognato Cipriano
Rivas Cherif, attravers il confine con Martnez Barrio, Giral, Companys e Aguirre. Azaa voleva
dimettersi, ma lo convinsero a restare in carica ancora per un po'. And ad abitare, presumibilmente in
incognito, all'ambasciata spagnola a Parigi. Nel frattempo le infinite colonne di profughi si
trascinavano verso il confine francese.
I nazionalisti, felici di avere occupato la seconda citt della Spagna, rallentarono l'avanzata e
concessero pi tempo ai fuggiaschi. Le automobili ufficiali dei funzionari governativi tentavano di farsi
largo nella folla di profughi a piedi. Nell'atmosfera generale del si salvi chi pu alcuni burocrati e
politici requisirono ambulanze per s e le loro famiglie, e i feriti dovettero proseguire a piedi. Una
massa umana, scrisse Julin Zugazagoitia, l'ex ministro socialista che sarebbe stato riconsegnato a
Franco e fucilato, si sparpagliava per le campagne e dormiva per terra, la dura terra dell'inverno,
riscaldandosi con dei fuocherelli fatti con la legna dei carretti e dei rami. Alcuni morivano di freddo
durante la notte. Le madri non volevano abbandonare i neonati morti e le donne che avevano appena
partorito avevano poche possibilit di sopravvivere.32
Le truppe nazionaliste che li inseguivano erano anch'esse stanche per le lunghe marce, eppure
la preoccupazione principale dello stato maggiore nazionalista di Franco erano i caccia repubblicani:
non voleva che tornassero nella zona centrale a ricostituire gruppi organici. Tutti i reparti da caccia e da
bombardamento nazionalisti ebbero l'ordine di attaccare le basi aeree repubblicane superstiti.
Il governo francese si trov di fronte a un'enorme ondata di profughi, senza aver preparato
alcun piano per riceverli, tranne l'invio sul confine di gendarmi, guardie mobili e truppe senegalesi.33
La sua prima decisione fu di chiudere il confine e rifiutare la richiesta del governo repubblicano
spagnolo di lasciar passare 150.000 vecchi, donne e bambini. Ma la pressione della moltitudine era tale
che il 28 gennaio il governo francese venne costretto ad aprire il confine ai civili. Alle truppe e agli
uomini in et militare fu vietato l'ingresso. Entrarono pi di 200.000 persone, oltre a migliaia di filtrati
attraverso le montagne, nonostante la sorveglianza dei battaglioni senegalesi.
Il 3 febbraio reparti nazionalisti giunsero a 50 chilometri dal confine e fu evidente che la
retroguardia repubblicana non sarebbe riuscita a fermarli. Il governo francese si trov sotto forti
pressioni della stampa e dei politici della destra. La Francia ospitava gi molti esiliati, dalla Spagna e
dagli Stati totalitari dell'ovest e del sud. Dal 1936 erano stati spesi 344 milioni di franchi per
l'assistenza ai profughi politici. Ma il governo doveva lasciare entrare le truppe repubblicane, oppure
tentare di tenere chiuso il confine con le mitragliatrici contro forze bene armate.
L'8 febbraio il generale Rojo firm l'ordine alle truppe repubblicane di ripiegare verso i valichi
di confine. La Legione Condor rifer che si avvistavano ovunque bandiere bianche, e proprio quella
mattina batterie contraeree da 105 mm francesi avevano aperto un fuoco d'avvertimento contro i suoi
aerei che volavano vicino al confine.34 Anche le armi tedesche hanno avuto un ruolo decisivo in
questa vittoria, annot il colonnello von Richthofen nel suo diario di guerra. E il giorno dopo
aggiunse: Pensiamo ai nostri coraggiosi camerati che hanno dato felici la vita per la distruzione della
peste rossa mondiale e per la pace e l'onore della nostra patria.35
Per il governo francese, che aveva gi sulla coscienza il tradimento nei confronti della
Cecoslovacchia, non vi era scelta. Il 5 febbraio annunci che i resti dell'esercito popolare potevano
entrare in Francia. Complessivamente, dal 28 gennaio, circa 500.000 persone attraversarono il confine.
Altre 60.000 non fecero in tempo e caddero in mano ai nazionalisti. Negrn assistette all'ingresso in
Francia dei primi reparti dell'esercito popolare. Il V e il XV corpo d'armata attraversarono a Port Bou;
il XVIII a La Junquera; la 46 divisione a Le Perthus, la 27 a La Vajol; la 35, che aveva protetto la
ritirata dell'armata dell'Ebro e dell'XI corpo presso Puigcerd, super il confine il 13 febbraio.
La vista di queste masse emaciate e duramente provate era spesso tragica e pietosa. Ma molti
osservatori constatarono che il loro atteggiamento era di uomini e donne che rifiutavano ancora la
sconfitta. Alcuni reparti entrarono a passo di marcia e deposero le armi in territorio francese sotto la
direzione dei gendarmes, mentre le truppe coloniali del Senegal restavano con il fucile puntato, senza
comprendere la situazione. In una scena rimasta famosa, un cappellano costrinse un profugo ad aprire il
pugno e a lasciar cadere la manciata di terra spagnola che si portava nell'esilio.36 La diaspora
repubblicana era cominciata.
...
.
...
34.
.
Il crollo della Repubblica.
.
Il 9 febbraio, proprio mentre i nazionalisti completavano l'occupazione della Catalogna, il
governo repubblicano, costretto a riparare in Francia da Barcellona, si riun brevemente a Tolosa per
discutere la possibilit di proseguire la resistenza. Alla fine della riunione Negrn ricevette un
messaggio dal generale Miaja, promosso pochi giorni prima comandante delle tre forze armate, in cui si
chiedeva l'autorizzazione ad avviare negoziati con il nemico per porre fine al conflitto.1 Negrn non
rispose.
Poi, accompagnato da lvarez del Vayo, riusc a evitare i giornalisti prima di imbarcarsi per
Alicante su un aereo noleggiato all'Air France. All'arrivo, Negrn incontr subito Miaja, accompagnato
da Matallana che aveva assunto il comando delle forze della zona centrale e di quella meridionale.
Negrn voleva conoscere il motivo per cui avviare negoziati. Soltanto pochi ministri, generali e alti
funzionari rientrarono nell'area centromeridionale. Azaa si sarebbe dimesso dalla presidenza poco
dopo, quando Gran Bretagna e Francia riconobbero il regime franchista e il suo successore provvisorio,
il presidente delle Cortes Martnez Barrio, si rifiut di tornare in Spagna.
Un'altra riunione si era tenuta l'8 febbraio a Parigi: Mariano Vzquez, Juan Garca Oliver,
Segundo Blanco, Eduardo Val e altri dirigenti della CNT si erano incontrati per discutere la situazione.
Per Garca Oliver la politica di Negrn era stata un grosso fallimento ed era del parere che non ci fosse
altra alternativa che cercare una pace con i nazionalisti, ma non a qualunque prezzo. Doveva essere una
composizione onorevole e richiedeva un nuovo governo per negoziarla. Eduardo Val, segretario del
comitato alla Difesa della regione centrale, appoggi questa mozione, sostenendo che Negrn aveva
telegrafato in codice ai suoi colleghi pi vicini esortandoli a sgombrare la zona repubblicana. Da questo
traspariva che il gioco di Negrn era sporco. Cos decisero tutti di premere per la costituzione di un
nuovo governo dal quale Negrn sarebbe stato escluso. Rientrando a Madrid, Eduardo Val, che non
aveva completa fiducia nella determinazione dei suoi compagni, decise di agire per conto proprio.2
Durante i primi giorni di febbraio, l'agente del Comintern Stepnov tent di convincere i quadri
del PCE a Madrid che l'unica via possibile era una dittatura democratica rivoluzionaria.3 Propose di
sostituire il governo con un Consiglio di Difesa, Lavoro e Sicurezza composto da due ministri e due
militari affidabili ed energici,4 non per fare la pace, ma per proseguire la guerra e vincerla. I
comunisti di Madrid accettarono questa proposta al loro congresso che si svolse fra il 9 e l'11 febbraio.
Anche La Pasionaria si proclam decisa a vincere la guerra e usc con un altro dei suoi slogan:
La Spagna sar la torcia che illuminer la via della liberazione per il popolo soggiogato dal
fascismo.5 Palmiro Togliatti era esterrefatto. Tent di metterli in guardia sulla frattura fra i dirigenti e
il popolo, esausto fino alla nausea dalla guerra e desideroso soltanto di sentir parlare di pace.6 Togliatti
si rendeva conto che i comunisti non avevano pi appoggio, in gran parte per la disastrosa strategia dei
militari e per i metodi usati, che avevano attirato loro pi nemici che amici. Gli ufficiali, sostenitori del
partito nelle prime fasi del conflitto, ora in segreto gli erano contrari; molti pensavano che i comunisti
costituissero l'ostacolo principale alla pace; e soprattutto i comandanti delle armate schierate al centro
non si facevano illusioni in merito alle proprie capacit di resistere ancora a lungo: la carenza di armi
non era grave come in Catalogna, ma sapevano di non avere alcuna possibilit contro la schiacciante
superiorit nazionalista in artiglieria, carri armati e aerei.
Non ci si poteva aspettare alcuna assistenza dagli inglesi. Chamberlain voleva che la guerra
finisse al pi presto. Il 7 febbraio, con la collaborazione dei nazionalisti, il console britannico a
Maiorca, Alan Hillgarth, tratt la resa dell'isola a bordo dell'incrociatore Devonshire. Gli inglesi
volevano semplicemente che le Baleari restassero spagnole, senza la presenza degli italiani.7
Il 12 febbraio Negrn and a Madrid, dove indisse un Consiglio dei ministri per il giorno
seguente. Durante la seduta, invoc ancora una volta l'unit del Fronte Popolare e ribad la propria
decisione di resistere sino alla fine. O ci salviamo tutti, o finiamo nello sterminio e nel disonore.8
Quello stesso giorno il generale Franco eman a Burgos la sua Legge delle Responsabilit Politiche. Il
primo articolo dichiarava La responsabilit politica di coloro che dal 1 ottobre 1934 e prima del 18
luglio 1936 contribuirono a creare o ad aggravare qualsiasi tipo di sovversione che fece della Spagna
una vittima e di tutti coloro che si sono opposti al Movimento Nazionalista con chiari gesti o grave
passivit. La legge poteva cos essere applicata a qualunque repubblicano, combattente o meno. Il
console britannico a Burgos inform il Foreign Office che, a suo avviso, la legge non concedeva alcuna
garanzia a chi aveva prestato servizio nell'esercito repubblicano o aveva fatto parte di partiti politici 
il che non comportava alcuna responsabilit criminale  di non essere punito.9
Nonostante i suoi appelli alla resistenza, Negrn non insedi il governo n a Madrid n a
Valencia e and ad abitare in una villa vicino a Elda, non lontano da Alicante, protetta da 300
commando comunisti del XIV corpo d'armata. E da l, per telefono e per telescrivente, trasmise una
frenetica serie di istruzioni, tentando da un lato di rinvigorire la difesa della zona repubblicana e
dall'altro di fare preparativi per lo sgombero e l'esilio. Questo confuse tutti, perch non spieg mai le
sue ragioni; ma Negrn era tagliato fuori dalla realt, nel suo mondo solitario. Minacciava di far fucilare
chiunque non fosse d'accordo con lui ed era attaccato da tutte le parti.10
Non c' da sorprendersi che, nonostante l'atteggiamento intransigente di Franco, la gente
pensasse che doveva esistere un modo di accordarsi. La Commissione militare internazionale aveva
riferito di avere sentito discussioni intorno a due argomenti: Se restassero soltanto spagnoli, fra le due
parti, sarebbe forse possibile giungere a un accordo e Noi dal canto nostro siamo stufi della libert
rivoluzionaria e gli altri dello stretto ordine fascista. Non dovrebbe essere difficile trovare un
accordo.11 In realt, l'unica ragione per i repubblicani di continuare la guerra si basava sul fatto che
era meglio cadere in combattimento piuttosto che finire davanti a un plotone d'esecuzione franchista.
I sostenitori di Negrn, soprattutto i comunisti, tentarono di affermare che se la Repubblica
avesse potuto resistere fino all'autunno, sarebbe stata salvata da un intervento franco-britannico, ma
non tenevano conto dell'ovvio fatto che con la distruzione della capacit di combattere della
Repubblica dopo la battaglia dell'Ebro non esisteva alcuna ragione di un intervento francese o inglese,
e anche se lo avessero voluto, non potevano usare n truppe n armi con la minaccia della Germania
nazista e la prospettiva di una guerra in Europa: sarebbero stati costretti a preferire una Spagna neutrale
sotto Franco a un alleato debilitato e disperatamente bisognoso di tutto come la Repubblica.
Il 27 febbraio i governi di Londra e Parigi riconobbero formalmente il governo nazionalista di
Burgos. Il maresciallo Henri-Philippe Ptain, che definiva Franco la spada pi pulita del mondo
occidentale, venne nominato ambasciatore di Francia in Spagna. A Parigi Jos Flix de Lequerica
present le proprie lettere di accredito al presidente Lebrun. Daladier a questo punto consegn tutte le
armi e il materiale trattenuto in Francia, oltre alle riserve auree custodite a Mont de Marsan.12 E
assicur che il suo governo non avrebbe permesso alcuna attivit contro i nazionalisti dal territorio
francese. A Londra il duca d'Alba divent ambasciatore presso la Corte di San Giacomo. Chamberlain
spieg alla Camera dei Comuni che Franco aveva rinunciato a tutte le rappresaglie politiche, proprio
due settimane dopo la promulgazione della Legge delle Responsabilit Politiche. Il governo degli Stati
Uniti richiam il proprio ambasciatore presso la Repubblica, Claude Bowers, allo scopo di poter
stabilire relazioni con Franco.13
Il 26 febbraio, una domenica, Manuel Azaa lasci l'ambasciata spagnola a Parigi. Aveva
ricevuto un telegramma da Negrn che gli chiedeva di tornare in Spagna a riprendere la sua carica. Ma
Azaa, due giorni dopo, saputo del riconoscimento del governo di Burgos da parte di Londra e Parigi,
decise di dimettersi. Inform Diego Martnez Barrio che, come presidente delle Cortes, era obbligato a
succedergli temporaneamente fino a quando non avesse potuto riunire i deputati per eleggere un
successore. Nella lettera di dimissioni, Azaa si serv della dichiarazione del generale Rojo che la
guerra era perduta e chiese a Negrn di predisporre clausole di pace con il generale Franco, spiegando
che stava dimettendosi ora che le democrazie occidentali avevano riconosciuto il regime del generale e
che in ogni caso l'apparato della Repubblica, soprattutto le Cortes, aveva cessato di funzionare.14
Negrn rimase in un vuoto costituzionale.
Martnez Barrio si riun con 16 deputati della Commissione permanente delle Cortes al
ristorante Laprouse, sul Quai des Grands-Augustins, e in quel rifugio di uomini di lettere i deputati
repubblicani discussero la questione piuttosto accademica delle elezioni presidenziali. Non vi era fra
loro alcun comunista. Decisero di inviare un telegramma a Negrn, dichiarando che Martnez Barrio era
pronto a recarsi nella zona centrale per adempiere alle richieste della Costituzione e a organizzare
l'elezione di un nuovo presidente, ma soltanto per assicurare la trattativa di un accordo di pace. A
quanto sembra il telegramma non ricevette risposta. Martnez Barrio e altri, compreso il generale Rojo,
decisero allora di non ritornare.
Frattanto, nella zona della Repubblica rimasta, Negrn aveva convocato i comandanti di tutte le
forze armate all'aeroporto di Los Llanos, fuori Albacete. C'erano Miaja e Matallana, oltre al generale
Menndez dell'armata del levante, il generale Escobar di quella d'Estremadura, il colonnello Casado e
l'ammiraglio Buiza, comandante della flotta repubblicana.15 Negrn li esort a continuare a combattere,
assicurandoli che stava cercando la pace, e fece anche l'incredibile affermazione che le armi bloccate in
Francia sarebbero arrivate e che la guerra sarebbe scoppiata in Europa, ma i generali non si lasciarono
convincere. Matallana avvert che le truppe erano in difficolt per la terribile carenza di viveri e di armi
e Buiza dichiar che, senza una soluzione immediata, la flotta avrebbe dovuto abbandonare le acque
spagnole, cosa che ufficiali e marinai volevano. Camacho, comandante dell'aeronautica, gli rivel che
avevano soltanto tre gruppi efficienti di caccia e cinque di bombardieri. Solo Miaja, irritato perch
Negrn non gli aveva chiesto di parlare per primo, dichiar, con sorpresa di tutti, di essere pronto a
continuare a battersi. Questo suo ardore non sarebbe durato a lungo.
Negli ultimi mesi Madrid era stata sempre pi tagliata fuori dal processo decisionale della
Repubblica. I partiti del Fronte Popolare si erano sempre pi trovati d'accordo nel giudicare
negativamente Negrn e i comunisti e avevano incominciato a cercare una soluzione indipendente per
porre fine alla guerra. Prese corpo un'alleanza tra il professore socialista Julin Besteiro, ufficiali di
carriera, soprattutto dell'armata del centro, e gli anarchici. C'erano svariate ragioni per la loro
irritazione. La condotta delle operazioni militari da parte comunista, nonostante le pretese del PCE di
averle a cuore, sembrava avesse pi a che fare con l'aumento del loro potere. L'arroganza dei
consiglieri sovietici, quella klberista delle brigate internazionali, le persecuzioni staliniste
dell'NKVD e del SIM avevano portato a una forte reazione. Era inoltre impossibile credere alle
dichiarazioni di Negrn che le armi in attesa in Francia sarebbero arrivate molto presto: doveva sapere
che Parigi non le avrebbe mai lasciate passare, anche se non era al corrente che sarebbero state
consegnate a Franco non appena riconosciuto il suo governo.
Forse uno dei sospetti pi profondi era che, nonostante Negrn chiamasse alla resistenza,
trovavano difficile immaginare che lui e i dirigenti comunisti avrebbero condiviso la sorte dei propri
seguaci. In modo particolare, c'erano forti timori che i comunisti sfruttassero la superiorit militare e il
controllo del traffico marittimo per assicurare la fuga dei propri membri, mentre chi apparteneva ad
altri partiti e organizzazioni sarebbe stato lasciato da solo ad affrontare la vendetta dei nazionalisti.
Il comandante dell'armata del centro, il colonnello Segismundo Casado, ufficiale effettivo di
cavalleria, di origini contadine e di carattere severo, era stato uno dei pochi ufficiali di carriera a
opporsi ai comunisti fin dall'inizio della guerra. Andava d'accordo con gli anarchici ed era
particolarmente vicino a Cipriano Mera, con il quale aveva condiviso la tensione prima della battaglia
di Brihuega.16
Mera comandava ancora il IV corpo che teneva i fronti di Guadalajara e di Cuenca. Gli altri tre
corpi dell'armata del centro erano tutti comandati da comunisti. Il comitato di collegamento del
movimento libertario aveva criticato Mera perch aveva adottato una linea politica indipendente e
perch prendeva decisioni per conto suo. Mera si era difeso rinfacciando loro la collaborazione della
CNT con Negrn, il quale aveva ignorato del tutto gli anarchici. Quando Negrn aveva visitato il fronte
di Guadalajara alla fine di febbraio, Mera gli aveva detto ci che pensava di un governo che diceva ai
suoi di resistere quando non avevano i mezzi per farlo, e di chi parlava tanto di resistenza mentre
faceva raccolta di oggetti di valore e di merci da vendere all'estero per portare fuori dalla Spagna le
proprie famiglie.17
Come altri comandanti e generali, Casado pensava che gli ufficiali di carriera avrebbero potuto
ottenere condizioni di resa migliori di un regime controllato da Negrn e dai comunisti. Non era di
quelli che speravano di salvarsi la vita e forse anche la carriera con un tradimento dell'ultimo minuto;
ma fu ingenuo a credere che i legami militari e un passato da anticomunista avrebbero commosso
Franco. L'ultima cosa che il Caudillo desiderava era trovare qualcuno in grado di affermare di avere
salvato la Spagna dal comunismo.
Dietro suggerimento di suo fratello Csar, tenente colonnello di cavalleria, Casado accett di
mettersi in contatto con agenti nazionalisti del Servicio de Informacin y Polica Militar (SIPM). Non 
noto quando esattamente furono fatti questi passi, ma il 1 febbraio Casado contatt Ricardo Bertoloty
e Diego Medina.18 Dopo aver dichiarato loro che era necessario stabilire le condizioni per la resa
dell'armata del centro, trasmise un messaggio al generale Franco chiedendogli la conferma che gli
uomini con cui stava trattando fossero effettivamente emissari nazionalisti. Era disposto ad accettare
come conferma una lettera del suo compagno d'accademia generale Barrn.
Quello stesso giorno Casado si incontr a Valencia con i generali Miaja, Menndez e Matallana.
Essi concordarono con il suo piano e il giorno seguente, rientrato a Madrid, si rec a casa di Besteiro e
decisero di costituire una Junta alternativa al governo. Pochi giorni dopo Eduardo Val offr l'appoggio
degli anarchici di Madrid in accordo con quanto era stato concordato alla riunione di Parigi.19 Casado
rimase anche in contatto con i vari agenti britannici, come Denis Cowan, il rappresentante di sir Philip
Chetwode, presidente della Commissione internazionale che seguiva lo scambio dei prigionieri. Cowan
si incontr con Besteiro il 16 febbraio e con Casado quattro giorni dopo. Casado incontr anche
l'incaricato d'affari britannico Stevenson, il quale offr la mediazione inglese per evitare rappresaglie
se Casado avesse ceduto la zona centrale o per aiutare lo sgombero dei repubblicani, se si fosse giunti a
questo.
Il 5 febbraio Casado fu avvicinato dal tenente colonnello Jos Centaos, il quale lo inform di
essere stato il capo della Stella verde, un'organizzazione nazionalista segreta a Madrid fin dai primi
del 1938. Casado gli chiese di ottenere da Burgos le condizioni di resa voluta da Franco e la lettera
chiesta a Barrn. Franco dett personalmente la risposta a Barrn e il 15 febbraio i termini furono
inviati a Casado a Madrid tramite agenti del SIPM.
Le condizioni del Caudillo erano quelle del conquistatore. I repubblicani avevano perduto la
guerra e ogni resistenza era criminale. La Spagna nazionalista pretendeva resa incondizionata, offrendo
la grazia a chi era stato ingannato a battersi. Chi deponeva le armi sarebbe stato risparmiato e
giudicato in base all'appoggio che avrebbe potuto dare in futuro alla causa della Spagna nazionalista.
Sarebbero stati concessi salvacondotti per abbandonare il territorio spagnolo. Dopo vaghe promesse di
trattamento umanitario, la lettera si chiudeva con una chiara minaccia: Un ritardo nella resa e una
resistenza criminale e inutile alla nostra avanzata comporter una grave responsabilit, che faremo
pagare a causa del sangue versato inutilmente.20
Negrn era molto sospettoso, ma non fece nulla per sventare il loro colpo di Stato,
probabilmente perch era esaurito e gli avrebbe tolto la responsabilit del crollo finale.21 Comunque
sia, il 2 marzo ordin a Casado e a Matallana di andare da lui a Elda. L li inform che stava
preparando una riforma dei vertici militari. Casado e Matallana fecero le loro obiezioni e ripartirono,
raggiungendo Valencia per avvertire Martnez Barrio e decisero di proseguire con il loro piano.
Il giorno dopo, 3 marzo, Negrn pubblic sul Diario Oficial un elenco di promozioni e di nuove
nomine di ufficiali comunisti: Francisco Galn divent comandante della base navale di Cartagena,
Etelvino Vega governatore di Alicante, Leocadio Mendiola comandante militare di Murcia, Inocencio
Curto comandante militare di Albacete; promosse Modesto e Cordn a generali e quest'ultimo fu
nominato segretario generale del ministero della Difesa; allo stesso tempo Miaja fu nominato al grado
simbolico di ispettore generale, Matallana fu messo a capo dello stato maggiore e Casado fu promosso
generale. I cospiratori non si lasciarono convincere da queste esche. Ai loro occhi non era una
coincidenza che ai comunisti fossero stati assegnati comandi attivi e il controllo della costa del
Mediterraneo dalla quale sarebbe dovuta partire qualsiasi evacuazione. Il loro peggior timore, che i
comunisti si assicurassero la propria fuga impedendo quella dei loro avversari, sembrava confermato.
L'annuncio del 3 marzo allarm Franco, anche se per motivi un po' diversi: il comando comunista
dell'esercito popolare lasciava pensare a una lotta furibonda fino alla fine.
Quando Francisco Galn arriv a Cartagena, la sera del 4 marzo, per assumere il comando,
scoppi una rivolta in alcuni reparti militari e nella flotta. Galn venne arrestato assieme al suo
predecessore, generale Bernal. La quinta colonna sfrutt l'occasione e strinse alleanza con gli ufficiali
che volevano salvarsi, a guerra finita. Falangisti e fanti di marina occuparono le batterie costiere di Los
Dolores e la stazione radio, dalla quale lanciarono appelli di aiuto ai nazionalisti.
La situazione era molto confusa, con due ribellioni mescolate: una di repubblicani che volevano
la pace e l'altra di simpatizzanti segreti dei nazionalisti. Nel bel mezzo della situazione, alle 11 del
mattino del 5 marzo cinque bombardieri Savoia-Marchetti S.79 arrivarono dal mare e cominciarono a
bombardare la base navale e il porto dove le unit repubblicane erano all'ancora. L'ammiraglio Buiza,
che stava osservando la ribellione nelle strade di Cartagena, minacci di fare bombardare le
installazioni portuali dalla flotta se Galn e gli altri detenuti non fossero stati rilasciati. Ma prima
dell'incursione nazionalista, i cannoni delle batterie costiere erano stati presi dai ribelli. Questo fatto e
il pericolo dell'arrivo di navi nazionaliste in appoggio alla rivolta indussero l'ammiraglio a ordinare
alla flotta di prendere il mare. Galn, liberato nella confusione, riusc a imbarcarsi all'ultimo momento.
La Legione Condor, informata della situazione, per tutto il 6 maggio effettu missioni di
ricognizione con i Dornier alla ricerca della flotta repubblicana. Squadriglie di bombardieri si
avvicendarono su Valencia per attaccare il porto; tuttavia non bombardarono Cartagena, nella
convinzione che truppe nazionaliste vi fossero gi sbarcate, mentre erano ancora in viaggio.22
All'alba del 7 marzo, truppe fedeli a Negrn e ai comunisti, la CCVI brigata, arrivarono agli
ordini di Hernndez, rioccupando la stazione radio di Los Dolores e reprimendo la ribellione in citt, e
fecero appena in tempo a puntare le batterie costiere su due unit nazionaliste cariche di truppe che
stavano entrando in porto. L'equipaggio della prima, il Castillo de Olite, non not niente di anormale e
le batterie costiere, sparando quasi a zero, l'affondarono in pochi minuti. Morirono complessivamente
1.223 soldati e altri 700 furono fatti prigionieri.23 Ma anche dopo la repressione dell'insurrezione, la
flotta repubblicana non rientr in porto. Franco trasmise un telegramma urgente a Ciano, chiedendogli
che la flotta italiana intervenisse, assieme all'aviazione, per impedire alle navi di raggiungere Odessa,
ma non era questa la destinazione di Buiza: stava dirigendo su Biserta, dove gli equipaggi internati dai
francesi e le navi in seguito furono consegnate ai nazionalisti.
Frattanto, al crepuscolo del 5 marzo, il colonnello Casado, dopo avere respinto nuovi appelli di
Negrn, costitu un Consiglio Nazionale di Difesa nelle cantine del ministero delle Finanze e si
autonomin presidente provvisorio del Consiglio e consigliere per la Difesa; Julin Besteiro divent
consigliere di Stato e Wenceslao Carrillo, il socialista padre di Santiago Carrillo, consigliere per
l'Interno. Gli altri protoministri erano repubblicani di sinistra, socialisti moderati e anarchici.24 Un altro
elemento presente all'inaugurazione fu Cipriano Mera, che aveva portato a Madrid una delle sue
formazioni, la 70 divisione, che presidiava gi il ministero, il governatore militare generale Martnez
Cabrera e il capo del SIM di Madrid che si erano uniti a loro.
A mezzanotte i membri del Consiglio si rivolsero alla nazione da Radio Espaa e dalla Unin
Radio de Madrid. Negrn, che era ancora a cena a Elda con altri membri del governo, smise di
mangiare sentendo la voce tremula di Julin Besteiro che si rivolgeva ai compagni cittadini di
Spagna per annunciare che era arrivato il momento della verit. Il governo Negrn non aveva l'autorit
n morale n legale e l'unico potere legittimo per il momento era quello militare. Dopo le parole di
Besteiro venne letto il manifesto del Consiglio, che accusava Negrn e i suoi sostenitori di chiedere al
popolo di resistere mentre si preparavano una comoda e lucrativa fuga. Poi Mera e Casado parlarono
in tono simile.25 C'era, come osserv Azaa, un elemento paradossale nel fatto che la giustificazione
della loro ribellione fosse prevenire un colpo comunista.26 Ed  indubbio che Casado sia stato ingenuo
nel credere che si potesse persuadere Franco a un accordo; ma il piano di Negrn, di continuare a
combattere quando era del tutto senza speranze, avrebbe portato a un inutile spargimento di sangue.
Non appena finiti questi discorsi alla radio, tutti i presenti alla cena corsero ai telefoni per
chiamare Madrid. Verso l'una di notte Negrn parl con Casado, il quale gli conferm di essersi
ribellato. Negrn, furibondo, gli tolse ogni incarico. Giner de los Ros telefon poi a Besteiro e anche
Paulino Gmez e Segundo Blanco parlarono con Casado, ma il tutto si risolse in un dialogo tra sordi.
Per telefono e per telescrivente i ministri tentarono di mettersi in contatto con altri comandanti militari
per valutare la situazione, ma le risposte non furono incoraggianti. Il generale Menndez addirittura
avvert che se il generale Matallana non fosse stato autorizzato ad andarsene da Elda, avrebbe inviato a
liberarlo truppe da Valencia. Matallana se ne and poco dopo.
Verso le 4 del mattino del 6 marzo, Negrn, che era stato da poco informato della partenza della
flotta da Cartagena, chiese al colonnello Camacho di inviare aerei da trasporto da Los Llanos. Poi dett
un messaggio per telescrivente al Consiglio a Madrid, deplorandone il gesto e definendolo
impaziente. Ci lasci pensare che stesse gi meditando di, o che avesse gi iniziato a prendere
contatto con i nazionalisti. Poi chiese che qualsiasi eventuale passaggio di poteri avvenisse in modo
normale e costituzionale.27
Nel frattempo, il governatore militare di Alicante da poco nominato, il comunista Etelvino
Vega, era stato arrestato in citt dai seguaci di Casado. Questa notizia fu portata a Elda da Tagea.
Appreso quanto era accaduto, Negrn, che dopo la partenza della flotta da Cartagena aveva pensato ad
Alicante come ultimo punto di partenza per l'evacuazione, mormor in tedesco, in modo che gli altri
non capissero, Ich, auf alle falle, werde gehen(In ogni caso, io me ne vado).28
Negrn attese fino alle 14 una risposta da Casado, poi diede istruzioni al suo seguito di andare
all'aeroporto ad aspettare l'arrivo degli aerei da Los Llanos. Da l Negrn, lvarez del Vayo, Giner de
los Ros, Blanco, Paulino Gmez, Gonzlez Pea, Cordn, Dolores Ibarruri, Rafael Alberti e Mara
Teresa Len lasciarono la Spagna a bordo di tre Douglas. Durante il volo verso Tolosa, Negrn decise
una riunione dei ministri a Parigi per il 15 marzo. Sarebbe stato il giorno in cui la Legione Condor
avrebbe annotato nel suo diario di guerra: 08,00, prime notizie dalla Patria: truppe tedesche marciano
in Cecoslovacchia.29
In un hangar allo stesso aeroporto l'esecutivo del PCE si riun sotto la presidenza di Pedro
Checa. Fra i presenti Uribe, Delicado, Moix, Claudn, Melchor, Lster, Modesto, Tagea e Togliatti.
Lster e Modesto, interpellati in merito alla possibilit di deporre con la forza il Consiglio di Besteiro e
di Casado, risposero che era fuori questione. Poi decisero che Checa, Claudn e Togliatti restassero in
Spagna a dirigere quanto restava del partito e a prepararne un'esistenza clandestina nel futuro.30 Gli
altri salirono sugli ultimi aerei poco prima che truppe fedeli a Casado occupassero Elda e l'aeroporto. I
tre comunisti incaricati di restare in Spagna furono arrestati, ma poco dopo, ad Alicante, vennero
rilasciati e alla fine anch'essi se ne andarono in aereo.31
Il Consiglio Nazionale di Difesa tent una serie di mosse per arrivare alla pace, o quantomeno
guadagnare tempo, per consentire alle forze repubblicane di ritirarsi verso i porti del Mediterraneo non
ancora in mano ai nazionalisti. I decreti di Negrn del 3 marzo furono annullati, oltre alla chiamata
delle classi 1915 e 1916. Inoltre tutte le promozioni vennero dichiarate nulle, compresa quella di
Casado, nell'intento di far capire ai nazionalisti che le decisioni di Negrn erano considerate illegali.
Il colonnello Prada fu nominato comandante dell'armata del centro e i comunisti, compresi i
comandanti del I, II e III corpo d'armata, furono destituiti. Comunisti furono anche allontanati da altri
incarichi; l'organo del partito, Mundo Obrero, venne chiuso, e le stelle rosse furono tolte dalle
uniformi. Il potere comunista in Spagna era finito.
Il Consiglio, presieduto ora dal generale Miaja, il quale era giunto a Madrid il 6 marzo, ordin
l'arresto dei commissari e dei militanti comunisti ovunque si trovassero. I reparti di Mera eseguirono
gli ordini e si diressero subito ai principali centri comunisti. Un solo commissario, Domingo Gern,
riusc a evitare l'arresto al comando dell'armata del centro e avvert il colonnello Bueno, comandante
del II corpo, di quanto stava accadendo. Bueno pare che fosse ammalato, ma il suo capo di stato
maggiore, maggiore Guillermo Ascanio, marci su Madrid alla testa di una colonna di truppe. Daniel
Ortega, un altro commissario comunista, scampato al rastrellamento saltando da una finestra, avvert
Tagea, che abbandon la citt.32
Luis Barcel, il comandante comunista del I corpo d'armata, si autonomin capo dell'armata
del centro e responsabile delle forze che si opponevano al Consiglio. Dopo avere sistemato il suo
quartiere generale nel palazzo del Pardo, invi i suoi uomini al comando di Casado vicino all'aeroporto
di Barajas, dove arrestarono alcuni elementi, li portarono a El Pardo e li fucilarono per ordine di
Barcel. Frattanto le truppe di Ascanio raggiunsero il centro di Madrid, dove si scontrarono con gli
anarchici della LXX brigata e i carabineros di guardia agli edifici del Consiglio. Poco dopo, il grosso
del IV corpo di Mera arriv in aiuto ai difensori e cominciarono violenti scontri nel centro della
capitale fra casadistas e comunisti. I combattimenti proseguirono fino a domenica 12 marzo, quando le
forze di Mera schiacciarono i comunisti che acconsentirono a una tregua d'armi. A parte la superiorit
soverchiante degli anarchici, Barcel non era stato in grado di comunicare con Togliatti o Checa per
avere istruzioni, perch i casadistas controllavano la rete telefonica. In ogni caso, il risultato principale
della lotta in cui erano morte 2.000 persone fu un tribunale militare che condann a morte Barcel e il
suo commissario.
Una volta tornata la pace nelle strade di Madrid, il 12 marzo il Consiglio di Difesa Nazionale si
riun per preparare le trattative di pace e organizzare lo sgombero dell'esercito repubblicano. Nel
messaggio inviato a Franco si spieg che non era stato possibile prendere contatti mentre si reprimeva
la rivolta e si ristabiliva l'ordine. Si volevano stabilire condizioni per deporre le armi e finire la guerra.
Ma ancora una volta l'insistenza sull'indipendenza nazionale e l'idea che Casado potesse aver salvato
la nazione dal comunismo tornarono a irritare profondamente Franco. Il Consiglio chiese che non ci
fossero rappresaglie di sorta contro civili o militari e un periodo di 23 giorni per consentire a chiunque
volesse abbandonare la Spagna di farlo. Casado e Matallana furono nominati delegati ai negoziati.
Il giorno dopo, 13 marzo, Casado convoc il tenente colonnello Centaos e gli affid le
condizioni da trasmettere a Franco. Sei giorni dopo il Caudillo rispose in termini secchi e glaciali:
Resa incondizionata incompatibile con trattative et presenza di alti comandanti nemici in territorio
nazionalista.33 Centaos sugger a Casado di nominare altri due ufficiali e il Consiglio decise di
inviare a Burgos il tenente colonnello Antonio Garijo e il maggiore Leopoldo Ortega. Nonostante
l'accoglienza fredda al suo messaggio precedente, Casado ne redasse un altro indirizzato ai nazionalisti
in cui sottolineava i pericoli corsi nell'attaccare i comunisti e il rischio attuale che si incontrava a
confondere le speranze che tutti avevano riposto in questo Consiglio.
Il 21 marzo agenti del SIPM avvertirono Casado che il comando supremo nazionalista aveva
acconsentito all'arrivo di Garijo e Ortega a Burgos due giorni dopo. I due ufficiali si sentirono intimare
che il 25 marzo tutta l'aeronautica militare doveva consegnarsi e due giorni dopo l'esercito
repubblicano doveva issare bandiera bianca per una resa senza condizioni. Saputo questo, alcuni
comandanti repubblicani, irritati e umiliati, pensarono di continuare a battersi, ma era ormai troppo
tardi. Casado, nel frattempo, trasmise a Franco un'altra lettera, ma anche questa era destinata
all'insuccesso.
Quando arriv il 25 marzo, il maltempo e il problema degli aerei non utilizzabili rese
impossibile la consegna dell'aviazione. I due emissari repubblicani tornarono a spiegare la situazione,
ma il comando di Franco ordin agli intermediari nazionalisti di respingerli. Poi furono impartite ai
comandanti le istruzioni per l'offensiva finale.
Il giorno dopo le unit nazionaliste cominciarono l'avanzata su tutti i fronti, senza incontrare
resistenza. L'armata del sud alle 14 comunic: Molti prigionieri, compresi russi.34 27 marzo 1939,
scrisse Richthofen nel suo diario personale il giorno seguente. L'artiglieria comincia alle 05,50.
Nessun movimento nelle linee rosse. Nostro primo bombardamento alle 7 molto buono.
Contemporaneamente ricognizioni sulle posizioni rosse bombardate. L'artiglieria funziona come mai
prima in Spagna. 06,00. La fanteria avanza con i tank dopo la preparazione della Legione Condor
davanti alle sue posizioni. I rossi hanno sgomberato. Poca gente soltanto in linea. Ma scappano tutti. La
nostra magia ha funzionato davvero. Dopo un'avanzata di 24 chilometri la nostra fanteria non ha pi
fiato. Notizie di bandiere bianche e di reparti che si arrendono dappertutto attorno a Madrid. LA
GUERRA  FINITA!!! Finita per la Legione Condor.35 Quest'affermazione, non sorprendente per
l'impaziente Richthofen, era un po' prematura. Ma per la mattina successiva i fronti repubblicani erano
crollati spontaneamente. I soldati si abbracciavano. Le truppe repubblicane circondate ricevettero
l'ordine di riunire e consegnare le armi, prima di essere trasferite nelle arene da corrida o in campi di
raccolta all'aria aperta. Altri che non furono fatti prigionieri gettarono le armi e si avviarono a piedi
verso casa.
La Legione Condor non perse tempo e fece voli di propaganda su Madrid per tutta la mattina.
Alle 16 l'ultimo appunto sul diario di guerra ufficiale della Legione: Nel corso della giornata le
stazioni radio e le emittenti di tutte le citt di provincia offrono sottomissione ed esprimono devozione
alla Spagna nazionalista e al suo Caudillo. Si pu dire che la guerra sia finita.36
Visti respinti tutti i tentativi di negoziare, il Consiglio Nazionale di Difesa si sciolse. Julin
Besteiro decise di restare a Madrid ad attendere la sua sorte (sarebbe morto in prigione un anno dopo).
Miaja vol via il 28 con il suo aereo e raggiunse Orano. Casado and a Valencia, dopo aver ordinato
che la resa ufficiale avvenisse alle 11 del 29 marzo.37
Le formazioni nazionaliste continuarono l'avanzata verso i porti principali intasati da migliaia e
migliaia di persone che cercavano di imbarcarsi sulle poche navi a disposizione. Le richieste di aiuto
che Casado aveva inviato ai governi di Londra e di Parigi non avevano ricevuto risposta e, in ogni caso,
c'era troppo poco tempo per organizzare un'evacuazione di quelle proporzioni. E c'era poi sempre il
pericolo di siluramenti da parte dei sommergibili italiani in agguato al largo. Quando Casado giunse a
Valencia trov il caos totale. Soltanto una nave, il Lzardrieux, riusc a salpare carico di profughi. Nel
porto di Alicante il Maritime e l'African Trade partirono senza passeggeri, a differenza dello
Stanbrook, che salp il 28 marzo carico di 3.500 profughi. Da Cartagena riusc a partire soltanto il
Campilo. Casado prosegu per Ganda, dove il giorno dopo fu autorizzato a salire a bordo
dell'incrociatore britannico Galatea, giunto per imbarcare prigionieri italiani nel quadro di uno
scambio.
Nel frattempo migliaia di soldati, sindacalisti e politici stavano tentando di raggiungere
Alicante, nonostante l'ingorgo di autobus, camion e veicoli di ogni genere. Pi di 15.000 furono
radunati dalle truppe italiane di Gambara il 30 marzo. Molti si tolsero la vita, ma la maggior parte
venne ammassata da forze nazionaliste nelle carceri, nelle arene e in campi di raccolta.
Le prime truppe franchiste a entrare a Madrid furono quelle del fronte di Casa de Campo, la
mattina del 28 marzo. Pi tardi, a mezzogiorno, arriv una colonna comandata dal generale Espinosa de
los Monteros, seguita da un'autocolonna di viveri e 200 funzionari della giustizia e polizia militare, i
quali, aiutati dalla Falange, cominciarono le repressioni sugli sconfitti. Sui balconi cominciarono a
fiorire bandiere della Vecchia Spagna mentre quelli della quinta colonna uscirono per le strade,
gridando slogan nazionalisti con il braccio teso nel saluto falangista. Fracassarono i ritratti [dei leader
repubblicani], stracciarono manifesti e demolirono le barricate. Preti e monaci cominciarono a girare
benedicendo tutti, anche le guardie civili che avevano nascosto le vecchie uniformi.38 Il 31 marzo le
truppe di Franco avevano raggiunto tutti i loro obiettivi finali.
Levando i nostri cuori a Dio, diceva il messaggio di congratulazioni di papa Pio XII a Franco,
porgiamo sincere grazie a Vostra Eccellenza per la vittoria della Spagna cattolica.39 Ciano annot nel
suo diario che Madrid  caduta e con la capitale tutte le altre citt della Spagna rossa.  una nuova
formidabile vittoria per il fascismo, forse la pi grande finora.40 A Londra, il 20 aprile, tre settimane
esatte dopo la conquista di Franco, il Comitato per il non intervento si sciolse, nella sua trentesima
seduta plenaria.
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PARTE SETTIMA.
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Vae victis!
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35.
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La Nuova Spagna e il gulag franchista.
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Il 19 maggio 1939 lungo la Castellana di Madrid, ribattezzata Avenida del Generalissimo, si
svolse la grande parata della vittoria. Era stato eretto un gigantesco arco di trionfo di legno e cartone
sul quale campeggiava la parola Vittoria. Su ciascuno dei lati il nome Franco era ripetuto tre volte,
legato agli stemmi dei Re Cattolici.
Franco assistette alla sfilata da una grande tribuna, vestito con l'uniforme di capitn-general,
sotto la quale spiccava il colletto azzurro di una camicia falangista e con in capo la bina rossa dei
carlisti. Sotto di lui, davanti alla tribuna, era schierata la sua guardia personale di cavalleria
marocchina.
In complesso presero parte alla sfilata 120.000 soldati, compresi legionari, regulares, falangisti
e requets, con artiglieria e carri armati. Il reparto finale era quello dei viriatos portoghesi, seguiti dalla
Legione Condor. I tedeschi sfilarono con il colonnello von Richthofen. Sto muovendomi in testa,
annot nel suo diario, gli spettatori impazziscono, gridando Viva Alemania! 1 Nel cielo, gli aerei
formavano le iniziali di Viva Franco.
Il giorno dopo il cardinale Gom, primate di Spagna, diede a Franco la croce di legno da baciare
sulla porta della chiesa di Santa Brbara, dove il Caudillo entr sotto un baldacchino, come solevano
fare i re di Spagna. Nel mezzo di una solenne cerimonia, piena di simboli medievali, Franco depose la
sua spada vittoriosa davanti alla statua miracolosa del Cristo di Lepanto, fatta arrivare da Barcellona.
Tutti gli orpelli e l'atmosfera rappresentavano i sentimenti e l'immagine che il conquistatore crociato
aveva di s. Nella sua lotta contro l'Idra marxista, Franco aveva combattuto anche contro il passato
oltre che contro il presente: contro il XIX secolo, avvelenato dal liberalismo, contro il XVIII secolo,
che aveva dato origine all'Illuminismo e alla massoneria e contro le sconfitte del XVII secolo. Soltanto
in un'epoca precedente il Caudillo poteva trovare le radici di una Spagna grande e unita: quella di
Ferdinando e Isabella.
Franco era ormai padrone in casa sua, ma non poteva dimenticare i debiti nei confronti dei
baroni e dei clan che lo avevano aiutato a conseguire quella vittoria. In stile feudale, sapeva di poter
mantenere la fedelt dei suoi generali facendoli ministri, sottosegretari e governatori militari. Ma fra
essi ve n'erano alcuni  Kindeln, Varela, Aranda  che accettavano il suo potere soltanto come una
reggenza fino alla restaurazione della linea alfonsina; altri, come Queipo de Llano o Yage, avevano
progetti personali.
Franco aveva saputo da Beigbeder che Queipo stava apertamente cospirando per installare una
Junta militare. Con quel garrulo vicer di Andalusia, non dovette aspettare a lungo prima che
commettesse un errore. Il 17 luglio, durante le celebrazioni del terzo anniversario della rivolta, decor
con la croce di San Fernando la citt di Valladolid e questo irrit Queipo, il quale riteneva che Siviglia
(personificata da lui stesso) avesse avuto un ruolo molto pi importante nell'insurrezione, e non si
fren a esprimere commenti quanto mai irriverenti in tutte le direzioni su Paca, quel culone grasso.
Franco lo convoc a Burgos per consultazioni e nello stesso tempo invi a Siviglia come comandante il
generale Saliquet, non appena Queipo si present a rapporto. Poi lo sped a Roma, per una missione
militare. Cos Queipo perse la sua base di potere.2
L'8 agosto, in una mossa mirante a consolidare la propria posizione politica, Franco proclam
la legge del capo dello Stato, che gli dava il diritto di sanzionare leggi o decreti in casi di emergenza,
senza delibera del Consiglio dei ministri. Due giorni dopo Franco approv la formazione del suo
secondo governo con un'altra mossa geniale: nomin ministro degli Esteri il colonnello Juan
Beigbeder, Ramn Serrano Suer ministro dell'Interno, il generale Varela ministro dell'Esercito, poi,
fra lo stupore generale, il generale Yage ministro dell'Aeronautica. Questo sistem sia Yage sia,
soprattutto, Kindeln, che aveva comandato l'aviazione per tutta la guerra. Kindeln fu inviato come
governatore militare nelle Baleari, dove avrebbe trovato difficile cospirare con altri monarchici, e
Yage, con un incarico nel quale difficilmente avrebbe avuto successo, sarebbe stato poco credibile
come portabandiera dei falangisti.3 Non vi  dubbio che c'era sotto la mano di Serrano Suer, perch
continuava ancora a consigliare il cognato in molte nomine e avrebbe continuato a esercitare questo suo
ruolo molto influente fino al 1942.
I generali, dopo tre faticosi anni sotto le armi e sul campo, erano contenti di riposarsi nel ruolo
pi sedentario ricoperto nelle caserme della Spagna franchista. La nazione, tuttavia, era in condizioni
terribili, con l'economia in rovina e la produzione agricola e industriale al di sotto dei gi bassi livelli
del 1935. Per non parlare dell'enorme devastazione delle infrastrutture: ferrovie, strade, ponti, porti,
elettrodotti e rete telefonica. Circa il 60 per cento del materiale rotabile era andato distrutto, assieme al
40 per cento della flotta mercantile. Circa 250.000 edifici erano stati demoliti e altrettanti avevano
subito gravi danni.4 Il nuovo Stato non aveva quasi pi valuta estera e aveva perduto tutte le riserve
auree, per cui il sistema monetario era nel caos. C'erano ancora i debiti di guerra da pagare agli alleati
dei nazionalisti e la perdita di manodopera, circa il 3,5 per cento della popolazione attiva, non teneva
conto dei prigionieri e degli esiliati.
Una delle prime decisioni del regime fu la restituzione delle terre ai proprietari, non soltanto le
fattorie requisite durante la rivoluzione del 1936, ma anche tutte quelle colpite dalla riforma agraria
della Repubblica.5 I salari furono stabilizzati e nelle campagne vennero ridotti alla met di quello che
erano stati sotto la Repubblica; sarebbero tornati al livello del 1931 soltanto nel 1956. La vendita di
prodotti agricoli era controllata dallo Stato, che fissava i prezzi, e ci fece prosperare il mercato nero,
indipendentemente dalle punizioni minacciate dai tribunali militari. A Madrid un chilo di farina costava
12 pesetas, rispetto al prezzo ufficiale di 1,25; fagioli, carne, olio d'oliva, si vendevano a prezzi oltre
tre volte superiori a quelli ufficiali.6 In queste condizioni le occasioni di corruzione salirono
rapidamente. Frattanto la carenza di utensili e i mancati investimenti in macchinari comportarono una
flessione della produzione agricola per molti anni, con risultati disastrosi nel 1941 e nel 1945, quando
numerose zone si trovarono vicine alla fame.
Il controllo statale dell'industria mirava a creare una forma di autarchia, nella quale la
precedenza era data alle esigenze militari, per l'eventualit di un coinvolgimento spagnolo nella guerra
europea. Proprietari e dirigenti tornarono, per trovarsi di fronte a una forma di dirigismo da caserma.
Potevano controllare i loro operai, dato che gli scioperi erano fuori legge, i militanti erano stati epurati
e gli orari di lavoro erano stati allungati, con i salari fissi; ma i proprietari degli stabilimenti avevano
poca voce in capitolo nell'ottenimento di materie prime o nella vendita dei prodotti finiti.7
Il 25 settembre 1941 venne varato il decreto dell'INI, Instituto Nacional de Industria, il
meccanismo principale per il controllo economico e l'autarchia.8 Riguardava quasi tutto: produzione
bellica, prospezioni minerarie, carbone, acciaio e ferro, rame e materiali non ferrosi, chimica, esplosivi,
gomma eccetera. L'INI intervenne nella produzione di aeroplani e in seguito di tutti i tipi di veicoli,
oltre che del carburante sintetico, concetto molto gradito a Franco, il quale considerava l'autarchia una
virt particolarmente spagnola, oltre che una necessit. Il fatto che fosse ben poco efficiente rispetto al
costo non sembra sia stato manifesto a lui e ai suoi ministri fino al 1950. Proclamava che la Spagna 
una nazione privilegiata che pu sopravvivere da sola. Abbiamo tutto quello che ci serve per vivere, e
la nostra produzione  abbondante per garantirci di sopravvivere. Non abbiamo bisogno di importare
alcunch.9 L'autarchia sarebbe stata ridotta soltanto una volta pagato il grosso dei debiti a Germania e
Italia. Per quanto riguardava la prima, ci vollero gli anni dal 1939 al 1943 e l'equivalente del 12 per
cento del valore di tutte le importazioni; del 3 per cento nel caso dell'Italia.10
A Franco piaceva anche l'idea di energia a buon prezzo e di irrigazione agricola dagli
sbarramenti idroelettrici, i grandi progetti sostenuti da Calvo Sotelo durante la dittatura di Primo de
Rivera e che portarono la Spagna quasi alla bancarotta. Il 7 ottobre 1939 var un piano per la loro
costruzione, sfruttando come manodopera i prigionieri di guerra. Il finanziamento di questi progetti
oltre a buona parte dell'economia spagnola aveva creato un rapporto molto stretto fra il regime e le
cinque principali banche spagnole; in cambio della loro cooperazione, vennero protette dalla
concorrenza  non furono aperte nuove banche fino al 196211  e ottennero molto potere in campo
economico, consentendo enormi profitti e la creazione di veri e propri imperi commerciali.12 Come
scrisse uno storico: Il simbolo architettonico della nuova Spagna non era la Chiesa, come volevano i
carlisti prima della guerra, ma la banca.13
Questo Stato anticomunista procedette anche alla nazionalizzazione della rete ferroviaria,
pagando i proprietari con azioni che non avevano alcun valore.14 In un'epoca in cui la carenza di
benzina e il suo alto costo sembravano favorire le ferrovie, la RENFE riusc a conseguire risultati
pietosi, a causa di gestioni disastrose. Alcuni commentatori hanno osservato che gli effetti del
programma di nazionalizzazione di Franco furono molto simili a quelli degli Stati satelliti dell'Unione
Sovietica dopo il 1945.15
Un altro parallelo paradossale tra il franchismo e la Russia stalinista fu l'ossessiva paura di un
contagio ideologico straniero. Mentre la maggior parte dei consiglieri sovietici in Spagna fu costretta
dall'NKVD a confessare i contatti traditori con l'estero, e poi venne fucilata, nella Spagna nazionalista
la retorica reclamava una chirurgia drastica per salvare il corpo della politica. Il vescovo di Vic
invocava un bisturi per drenare il pus dalle interiora spagnole.16 L'addetto stampa di Franco, il conte
Aguilera di Alba y Yeltes, una volta durante la guerra dichiar a un inglese che essi dovevano liberare
la Spagna dal virus del bolscevismo, se necessario eliminando un terzo della sua popolazione
maschile.17 Ora che i nazionalisti avevano in loro potere quasi tutti i prigionieri repubblicani, potevano
dedicarsi alla ripulitura integrale della nazione.
Campi di prigionia furono istituiti in tutta la Spagna. Compresi quelli provvisori e di transito, ve
n'erano 190, contenenti fra 367.000 e 500.000 internati.18 Durante l'offensiva finale ne avevano
catturati 45.000 nella zona centrale, 60.000 nel sud e 35.000 nel levante.19 Con l'estate del 1939, il loro
numero si ridusse, soprattutto nei campi provvisori. Ad alcuni fu concessa una libert condizionata,
90.000 furono inviati ai battaglioni del lavoro, 8.000 furono impiegati negli stabilimenti militari,
mentre anche le esecuzioni, i suicidi e le evasioni riducevano la cifra totale. Furono conservati alcuni
campi speciali, come quelli di Miranda del Ebro e di San Pedro de Cardea, per i combattenti
stranieri delle brigate internazionali. Alcuni furono mandati a ricostruire Belchite. Voi avete distrutto
Belchite e voi la ricostruirete, venne detto loro.
Nel gennaio del 1940 la supervisione dei campi di prigionia fu affidata al generale Camilo
Alonso Vega, direttore generale dei servizi del ministero dell'Esercito. Alonso Vega, che era stato capo
della Guardia Civil, divent in seguito ministro dell'Interno. I condannati dai tribunali militari furono
inviati nelle colonie penali per lavori di ricostruzione, oppure nelle miniere di carbone delle Asturie,
del Len e del Paese Basco; alcuni dovettero estrarre mercurio, e molte migliaia furono inviati a
scavare canali e a lavorare ad altri progetti cari a Franco. Buona parte di questa manodopera forzata si
dimostr poco efficiente rispetto al costo, come accadde nei gulag di Berija,20 ma poi l'attivit venne
subappaltata a varie societ che sfruttarono meglio delle autorit militari quella forza lavoro che non
costava nulla. I prigionieri vennero anche consegnati a proprietari terrieri che furono cos in grado di
effettuare migliorie nelle propriet con l'irrigazione e altri metodi prima impossibili. Il resto che rimase
dentro, 270.719 detenuti, secondo i dati del ministero della Giustizia, venne distribuito in carceri che
avevano posto soltanto per 20.000.
I 150.000 repubblicani rientrati dalla Francia trovarono una societ ancora in stato di guerra,
anche se le trincee erano state abbandonate. Leggi repressive come quella del 26 aprile 1940
insistevano per ottenere vendetta su tutto quanto era accaduto nella zona rossa dal 18 luglio 1936 fino
alla liberazione. Le indagini non erano mirate soltanto ai crimini contro la persona, ma anche a quelli
di natura morale contro religione, cultura, arte e patrimonio nazionale.21
L'attribuzione di responsabilit mirava alla distruzione fisica dei quadri dei partiti del
Fronte Popolare, dei sindacati e delle organizzazioni massoniche e alla estirpazione delle forze
politiche che hanno appoggiato e sostenuto la Repubblica.22 Noi si hanno ancora dati definitivi sul
terrore franchista, ma recenti ricerche in poco pi di met delle province spagnole parlano di un
minimo di 35.000 esecuzioni ufficiali.23 Ci lascia pensare che la cifra di 50.000 generalmente
accettata dopo la guerra possa essere bassa. Se si aggiungono le uccisioni sommarie e quelli che sono
morti nelle esecuzioni durante la guerra, oppure suicidi, o per fame e malattia in prigione,24 il totale
supera i 200.000.
Ancora una volta bisogna formulare una domanda alla quale non c' risposta. Se avesse vinto la
Repubblica, quanti sarebbero stati giustiziati o sarebbero morti nei campi? Come hanno fatto notare
vari storici, i vincitori di una guerra civile uccidono pi dei vinti. Tutto sarebbe dipeso dal regime
repubblicano in vigore. Se fosse stato comunista, allora, a giudicare da altre dittature comuniste,
sarebbero stati molti, data la natura paranoide del sistema. Ma in Spagna molto sarebbe dipeso dal tipo:
se fosse stata una versione stalinista, o se fosse stata pi spagnola, come sembrava pensare Negrn.
Il Caudillo era solito rileggere le sentenze capitali mentre beveva caff dopo un pasto, spesso
alla presenza del suo cappellano personale, Jos Mara Bulart. Era solito annotare una E accanto al
nome da giustiziare e una C quando la sentenza andava commutata. Per coloro che dovevano servire da
esempio importante, aggiungeva garrote y prensa (esecuzione con la garrotta e comunicato stampa).
Dopo il caff, il suo aiutante portava via le sentenze da trasmettere al governatore militare di ogni
regione e provincia, che le avrebbe inoltrate per telegramma al direttore della prigione. Le sentenze
sarebbero state poi lette ad alta voce nella galleria centrale del carcere. Alcuni funzionari prendevano
gusto a leggere forte il nome proprio, poi facevano una pausa, se era comune come Jos o Juan, per
spaventare tutti coloro che lo portavano prima di aggiungere il cognome. Nel carcere femminile di
Amorebieta, questo era il compito della suora che fungeva da guardiana.25
Chi evitava la condanna capitale doveva trascorrere molti anni terribili in uno dei 500
penitenziari. Il direttore del Carcere Modello di Barcellona, Isidro Castrilln Lpez, diceva ai suoi
carcerati: Dovete sapere che un detenuto vale la decimilionesima parte di uno stronzo.26 Ai detenuti,
oltre alla fame, si faceva soffrire anche la sete: a volte ricevevano soltanto un gavettino d'acqua ogni
tre giorni. Ci furono epidemie di tifo e di dissenteria perfino nelle carceri in cui erano rinchiuse madri e
bambini piccoli, dove le possibilit di lavarsi erano molto scarse e il fetore soffocante.27 Il poeta Miguel
Hernndez soffr di polmonite a Palencia, di bronchite a Ocaa e di tifo e TBC, della quale mor, ad
Alicante.
Anche se nella media di molti sistemi carcerari, la corruzione fra i secondini e addirittura i
funzionari pi alti era sorprendente. Nella colonia penale di San Simn in Pontevedra, la libert
condizionata era in vendita e, pi spaventoso di tutto, pagando una forte somma si faceva giustiziare
qualcun altro al posto del condannato. La famiglia di un medico di Vigo fece sforzi tremendi per
raccogliere le 400.000 pesetas chieste da un alto funzionario a questo scopo.28 Chi venne catturato dopo
il 1 aprile 1939 venne definito posterior : si trattava spesso di militanti politici o esponenti della
resistenza di guerriglia. A molti vennero inflitte tremende torture: quasi annegati nella baera, la
vasca da bagno, o sottoposti a elettroshock perch svelassero i nomi di altri compagni. Sia i posteriores
sia gli anteriores vennero a volte allineati per farli riconoscere dalle vedove di vittime nazionaliste,
sotto l'occhio dei falangisti; chiunque veniva sospettato di essere coinvolto nella morte di un marito,
veniva fatto semplicemente sparire.
Il concetto di infezione bolscevica, come spiegazione per le opinioni di sinistra, ottenne una
base scientifica fasulla. Il maggiore Antonio Vallejo Ngera, docente di Psichiatria all'Universit di
Madrid, aveva fondato nell'estate del 1938 un centro di indagine psicologica con 14 cliniche nella zona
nazionalista per studiare il psiquismo del fanatismo marxista. Le sue conclusioni furono che l'unico
modo per prevenire la dissoluzione razziale della Hispanidad era l'allontanamento dei bambini da
famiglie sospette, da istruire nei valori nazionalisti. Nel 1943, 12.043 bambini furono tolti alle madri e
consegnati all'Auxilio Social falangista, a orfanotrofi e a organizzazioni religiose; alcuni di loro furono
affidati in adozione a famiglie scelte, qualcosa di simile a quanto accadde, trent'anni dopo, in
Argentina, sotto la dittatura militare locale.29
La Spagna nazionalista era poco pi di una prigione aperta per tutti coloro che non
simpatizzavano con il regime. Furono costituiti vari dipartimenti di polizia segreta. L'ossessione di
Franco contro la massoneria port addirittura alla fondazione, nel marzo del 1940, del Servicio de
Informacin Especial Antimasnico. I massoni, secondo lui, erano responsabili della perdita
dell'impero spagnolo, della caduta della monarchia e di numerosi crimini di Stato nel periodo
repubblicano. Il 29 marzo 1941 fu varata una Legge per la sicurezza dello Stato contro la propaganda
illegale, l'associazione per delinquere, compresi gli scioperi, e la diffusione di voci sgradevoli contro il
regime, il tutto considerato come ribellione militare. Pi tardi, nell'aprile del 1947, la Legge per la
Repressione del Banditismo e del Terrorismo mirata contro la guerriglia costitu un nuovo giro di vite
sulle libert individuali.
La mania del controllo totale su tutto si estese allo stesso movimento nazionalista. Quello
politico statale, dell'unione della Falange e dei carlisti, il FET y de las JONS, ebbe un ruolo molto
importante nella rete di repressione e di controllo sociale. Serrano Suer si assicur che le vecchie
camicie non offendessero con la loro retorica anticapitalista i militari e i ricchi. A Franco era stata data
totale autorit davanti a Dio e alla Storia di dirigere la sua ideologia. Vecchie camicie importanti
furono inviate all'estero come ambasciatori o ricevettero cariche di rilievo lontano dalla capitale. I
candidati al Consiglio nazionale del movimento furono scelti per la loro obbedienza cieca al Caudillo.
Alla fine della guerra, nel 1939, il partito contava 650.000 iscritti; nel 1945 questa cifra era quasi
raddoppiata. Come in Germania e nell'Unione Sovietica, era essenziale la tessera se si voleva fare
carriera nella burocrazia che dirigeva ogni aspetto della vita nazionale.
Nel settembre del 1939 fu fondata l'Unione Universitaria Spagnola, alla quale doveva
appartenere ogni studente delle superiori; le universit stesse furono trasformate in un'estensione della
burocrazia statale. Le organizzazioni giovanili e anche quelle degli imprenditori subirono la stessa
sorte. Il sindacato falangista, l'Organizacin Sindical, di enorme potere, aveva poco interesse ai diritti
dei lavoratori: il suo compito era assicurare che le forze lavoro funzionassero su direttive quasi militari
al servizio dello Stato. Le donne, frattanto, dovevano restarsene a casa, salvo non fossero impegnate
nella Sezione femminile, un'evoluzione dell'assistenza invernale falangista, copiata dalla Winterhilfe
nazista; compiti principali di quest'organizzazione erano l'addestramento delle donne ai lavori di casa e
all'ubbidienza ai mariti. Come controparte del servizio militare, le giovani donne dovevano lavorare
all'Auxilio Social per sei mesi, sia badando ai bambini nei suoi istituti sia prestando servizio nelle
mense sociali.30
La sconfitta dei repubblicani li obblig a sottomettersi all'autorit della Chiesa oltre che a
quella dei loro padroni temporali. Franco era stato molto generoso nel restaurare tutti i privilegi e le
ricchezze della Chiesa, oltre al suo potere nel campo dell'istruzione, ma in cambio pretendeva che i
sacerdoti fossero un'altra branca dello Stato. Ristabilito il controllo della Chiesa sulle scuole
elementari, il ministro franchista dell'Educazione Nazionale epur migliaia di maestri e professori e
centinaia di insegnanti universitari che si riteneva fossero caduti sotto l'influenza massonica, ebraica o
marxista. Le universit erano controllate dalla Falange, ma sotto una forte direzione ecclesiastica. I
precetti del movimento nazionalista furono imposti su tutte le materie, dalla storia all'architettura.
Venne anche rigorosamente esercitata una censura della vita culturale sotto ogni forma. Si era
cominciato con la Legge sulla Stampa del 1938. Censori militari ed ecclesiastici esaminarono le
biblioteche, distruggendo le opere proibite.
I repubblicani che non erano stati arrestati e quelli scarcerati scoprirono che la loro vita era
ancora severamente limitata. Molti non riuscirono a riavere il vecchio impiego. La precedenza veniva
sempre data agli ex appartenenti alle forze armate nazionaliste, e c'era poi sempre il rischio di essere
denunciati alle autorit da un vicino geloso o da un rivale. La popolazione era incoraggiata alla
delazione come dovere patriottico; portinai e sorveglianti diventarono spie della polizia, come sotto
ogni dittatura, e i sacerdoti prendevano nota di chi non andava a messa. Erano considerati parte di
quella che venne definita la sesta colonna: i traditori della causa per pensiero anzich per un
comportamento identificabile.
Tutto ci rese ancor pi difficile la lotta per la sopravvivenza. Per esempio, chi era considerato
inaffidabile politicamente non era autorizzato ad aprire un negozio. Incapaci di guadagnarsi da vivere
nelle cittadine natie, molti emigrarono nelle citt pi grandi, dove non erano conosciuti. Gli anni dopo
la guerra civile furono un periodo di grande sofferenza e di poche speranze di un cambiamento. Il
regime di Franco sembrava invincibile.
...
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...
36.
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Gli esiliati e la Seconda guerra mondiale.
.
I 450.000 repubblicani che attraversarono il confine francese nel 1939 con la caduta della
Catalogna non erano i primi profughi della guerra civile.1 E non furono gli ultimi. Altri 15.000, che
riuscirono a fuggire dai porti mediterranei in marzo, durante il crollo finale della Repubblica,
raggiunsero la Tunisia, colonia francese, dove furono internati nei campi di Getta e Gafsa vicino a
Tunisi e in altri vicino a Biserta e Argelia. Le condizioni furono definite subumane. Le autorit
coloniali francesi non gradirono questo afflusso di rossi. Uno dei molti internati fu Cipriano Mera,
l'ex muratore diventato comandante del IV corpo e compagno di Casado nel colpo di Stato. Come
molti altri repubblicani, Mera fu consegnato alla Spagna nazionalista dopo il crollo della Francia nel
1940, ma la sua condanna a morte venne commutata.2
I profughi che avevano attraversato il confine nel febbraio e nel marzo del 1939 vennero divisi:
donne, vecchi e bambini da un lato, soldati e uomini in et militare dall'altro. Il primo gruppo di circa
170.000, and nei campi di Prats de Moll, La Tour-de-Carol, Le Boulu, Bourg-Madame e
Arles-sur-Tech e successivamente furono sparpagliati in oltre 70 dipartimenti francesi. Il secondo
venne internato in campi improvvisati, perlopi sulle spiagge della Francia sudoccidentale.
Si trattava di tratti di costa umidi, salati e senza protezione dal vento. Il primo campo aperto, a
met febbraio, fu ad Argles-sur-Mer. Era poco pi di un tratto di terra paludosa suddiviso in rettangoli
di 1 ettaro l'uno, circondati da filo spinato e sorvegliati da truppe senegalesi. L'acqua potabile era
scarsa, cos molti cominciarono a bere acqua di mare, e non c'erano n lavatoi n latrine. Il cibo che
ricevevano era insufficiente e di cattiva qualit. Gli uomini erano affetti da scabbia e da pidocchi. I
77.000 profughi, molti senza indumenti adatti, senza denaro o cibo, dovettero costruire ricoveri per i
malati e i feriti. Gli altri si riparavano dal vento in buche di sabbia. Soltanto dopo le prime settimane
ricevettero bidoni d'acqua potabile e legna per costruire latrine in riva al mare.
Emil teingold ha descritto il campo di Saint-Cyprien, dove erano ammassati 90.000 uomini.
Immaginatevi una lingua di sabbia senza vegetazione, lunga un paio di chilometri e larga 400-500
metri. Da un lato arrivavano le onde del Mediterraneo e sul lato opposto finiva in una palude. La zona
era delimitata da filo spinato e divisa in recinti quadrati, con postazioni di mitragliatrici attorno.
Improvvisammo una latrina sulla spiaggia: un lungo tronco montato su piloni, sotto il quale flottava la
marea. Cos fummo accolti dalla Francia repubblicana con governo socialista. Come segno di
gratitudine decidemmo di chiamare la zona della latrina Boulevard Daladier... La sabbia sembrava
asciutta, ma lo era soltanto in superficie. Bisognava dormirci sopra, a gruppi da cinque a dieci uomini.
Mettevamo sotto pastrani e coperte, e ci coprivamo con altri pastrani e coperte. Girarsi non era una
buona idea, perch il lato bagnato gelava sotto il vento freddo e poteva provocare una polmonite...
Feriti e malati erano anch'essi con noi. La mortalit era molto alta, arriv a un centinaio di morti al
giorno.3
Gli altri campi nel sud erano abbastanza simili e ne furono aperti di nuovi. In aprile i baschi, gli
aviatori e i brigatisti internazionali furono trasferiti a Gurs. Barcars era un po' meglio, perch quelli
che vi erano stati mandati avevano espresso il desiderio di tornare in Spagna. Quello pi piccolo di
Bram, presso Carcassonne, era uno dei pochi decenti: aveva addirittura un sanatorio con 80 letti. In un
tentativo di migliorare le pessime condizioni dei campi maggiori, le autorit francesi cercarono di
trasferire alcuni internati nei campi di selezione di Arles e di Prats de Mollo nelle montagne, ma
dovettero smettere perch troppi morivano letteralmente di freddo.4
A Vernet-les-Bains, fra Saverdun e Foix, c'era un campo di punizione della Prima guerra
mondiale, tagliato fuori dal mondo esterno. Circa 50 ettari di terreno, diviso in tre sezioni tutte
circondate da filo spinato, destinato a quelli che le autorit francesi consideravano un pericolo per la
sicurezza pubblica, fra cui i superstiti della 26 divisione, l'ex colonna Durruti, e circa 150 brigatisti
internazionali, segregati in un settore definito la colonia dei lebbrosi. Sotto il governo di Vichy pass
ai tedeschi, i quali lo ricostruirono in base alle loro idee sui campi di concentramento. Eppure Arthur
Kstler scrisse che dal punto di vista del vitto, delle installazioni e dell'igiene, Vernet era peggiore dei
lager nazisti.5 In condizioni simili, era prevedibile che i profughi morissero a migliaia. Fra gli internati
maschi, i sospetti di attivismo politico di altri campi vennero trasferiti nel castello dei Templari di
Collioure, e le militanti femminili in quello di Rieucros.
Le autorit francesi non erano mai state preparate a un afflusso del genere, ma anche quando le
dimensioni del disastro umano divennero evidenti, furono sempre lente e riluttanti ad agire. Questo non
deve sorprendere, perch il costo della sorveglianza di tanti profughi sal a 7 milioni di franchi al
giorno. La stampa di destra attacc continuamente il governo Daladier per avere accolto tanta gente di
sinistra e Candide si lament del fatto che andavano nutriti.6 Le autorit francesi incoraggiavano i
profughi a rientrare in Spagna e ad arrendersi ai nazionalisti; soltanto chi aveva parenti in Francia o chi
era disposto a firmare che non avrebbe mai chiesto assistenza statale venne autorizzato a uscire dai
campi. L'alternativa, oltre al rientro in Spagna, era un'emigrazione nel Nuovo Mondo, o in qualunque
altra nazione disposta ad accettarli; oppure andare volontari nella Legione Straniera francese o nei
battaglioni del lavoro, che venivano impiegati per migliorare le fortificazioni e in altri progetti, con
l'aumento della minaccia di una guerra.7
Alla fine del 1939, fra 140.000 e 180.000 avevano deciso di tornare in Spagna ad affrontare i
rischi.8 Circa 300.000 scelsero l'esilio in Francia, in altre nazioni europee o America Latina. Il governo
messicano del presidente Lzaro Crdenas aveva gi accettato bambini evacuati dalla zona
repubblicana. Migliaia di altri, di tutte le et, li avrebbero seguiti in diverse ondate, compresi Jos Giral
e il generale Miaja. Alcuni andarono in Cile, allora sotto un governo di fronte popolare, altri nella
Repubblica Dominicana, in Venezuela e a Cuba. L'Argentina ne accett soltanto 2.500, dando la
precedenza ai baschi. In Europa, il Belgio ne accett 5.000, ma la Gran Bretagna ridusse
l'immigrazione a poche centinaia soltanto. L'Unione Sovietica ne accett soltanto 3.000, perlopi
anziani dirigenti del PCE. Dei 50.000-60.000 rimasti in Francia, la maggior parte venne arruolata nelle
compagnie di lavoratori stranieri, un'organizzazione semi-militarizzata, che li mand a lavorare nelle
miniere, nelle industrie belliche o nell'agricoltura.9
I dirigenti repubblicani patirono ben di rado le sofferenze e le frustrazioni dei profughi. Azaa,
molto sofferente di cuore, mor a Montauban il 4 novembre 1940; Negrn e Indalecio Prieto, gli ex
amici diventati acerrimi nemici, continuarono la lotta in Francia. Anche se Negrn aveva indetto una
seduta della delegazione permanente delle Cortes a Parigi per il 31 marzo 1939, Prieto ne organizz
un'altra il 27 luglio per sciogliere formalmente il governo della Repubblica, ma Negrn rifiut di
accettare la votazione.
Il loro scontro divent ancor pi aspro quando Prieto e la sua delegazione permanente
costituirono la JARE, la Giunta per gli aiuti ai repubblicani spagnoli.10 Prieto pretendeva che Negrn
cedesse il controllo della valuta e dei preziosi che il governo repubblicano possedeva ancora in Europa
e in Nordamerica, compreso il famoso tesoro dello yacht Vita. Negrn lo aveva assegnato alla sua
organizzazione SERE, Servizio per l'evacuazione dei repubblicani spagnoli. Il tesoro  gioielli,
obbligazioni e altri valori per circa 300 milioni di dollari  proveniva dalle confische ordinate dal
Tribunale del Popolo delle Responsabilit Civili contro chi era favorevole ai nazionalisti. Era stato
stivato a bordo del Vita, lo yacht privato di Alfonso XIII, presidiato da un distaccamento di carabineros
di Negrn.
Il Vita era partito da Le Havre per il Messico ed era giunto a Veracruz alcuni giorni prima del
previsto. Di conseguenza, il dottor Jos Puche, uomo di fiducia di Negrn, non era alla banchina per
prendersi cura del carico. Enrique Puente, il comandante dei carabineros, telefon a Prieto per
istruzioni e questi con l'approvazione del presidente Crdenas, sequestr l'intero carico. Il tesoro fu
trasportato a Citt del Messico sotto il controllo della JARE, e Prieto si squagli con esso sotto il naso
di Negrn e dei comunisti.
Eppure, anche dopo questo colpo, Negrn e i suoi soci non si trovarono davvero in povert. L'ex
Primo ministro controllava personalmente un fondo fiduciario costituito dai beni confiscati sotto il suo
governo e fu in grado di acquistare una grossa villa vicino a Londra dove abit fino al 1945, fornendo
alloggio a una dozzina di politici repubblicani. Altri dirigenti furono molto meno fortunati. Quando i
tedeschi occuparono la Francia nell'estate del 1940, Franco chiese al maresciallo Ptain di estradare
3.617 dirigenti repubblicani. Il regime di Vichy accett di estradare soltanto pochissimi elementi, ma
ne consegn sette alla Gestapo, fra cui il presidente della Generalitat Llus Companys, l'ex ministro
anarchico, Joan Peir, Francisco Cruz Salido e Julin Zugazagoitia. Questi ultimi quattro furono
giustiziati, gli alti tre condannati all'ergastolo. Largo Caballero fu catturato dalla Gestapo e dopo un
interrogatorio a Berlino fu inviato nel lager di Sachsenhausen. Era ancora vivo al momento della
liberazione nel 1945, ma mor subito dopo.
I comunisti stranieri in Francia rimasero agli ordini del Comintern e furono obbligati a tacere
quando in agosto venne firmato il patto tedesco-sovietico. Chi era rimasto in Spagna tent di costituire
organizzazioni clandestine, ma la polizia segreta franchista riusc a distruggerle una dopo l'altra, di
solito dopo avere estorto i nomi sotto tortura.
La Seconda guerra mondiale fu la prova del fuoco dell'abilit di statista del generale Franco.
Quando la Germania invase la Polonia, il 1 settembre 1939, Franco decret la rigida neutralit dei
sudditi spagnoli. Tuttavia due mesi dopo, il 31 ottobre, convoc la Junta de Defensa Nacional per
annunciare di avere deciso un piano ambizioso per riarmare le forze e portare l'esercito a 150 divisioni
mediante la leva. Il piano prevedeva 2.000.000 di uomini sotto le armi. Ordin allo stato maggiore di
prepararsi a chiudere lo Stretto di Gibilterra, concentrando artiglieria lungo la costa, e voleva anche
rafforzare le truppe in Marocco, per invadere quello francese, molto pi vasto. La marina doveva
prepararsi a impedire il traffico marittimo francese nel Mediterraneo, compresi i porti nordafricani, e a
interrompere anche quello britannico, se necessario, con il blocco della costa portoghese.11
Le coste e le acque territoriali spagnole furono poste a disposizione della Kriegsmarine tedesca,
la quale, a parte la sua base di Cadice, avrebbe dovuto rifornire 21 sommergibili a Vigo. Petroliere e
navi appoggio avrebbero dovuto assistere gli U-Boote. Le unit di superficie e subacquee italiane, che
sorvegliavano lo Stretto di Gibilterra, usavano come norma le acque territoriali spagnole, sia in
Mediterraneo sia in Atlantico.12
Nel giugno del 1940 Mussolini decise di scendere in campo a fianco dell'alleato germanico, e il
12 giugno, mentre la Francia crollava, Franco trasform la neutralit in uno stato di non belligeranza.
Quarantott'ore dopo ordin l'occupazione di Tangeri. Lo stesso giorno, in un incontro con
l'ambasciatore tedesco von Stohrer, trasmise a Hitler un messaggio, esprimendo la disponibilit a
entrare in guerra se il Fhrer avesse avuto bisogno di lui. A met luglio invi il generale Vign da
Hitler e da Ribbentrop, allora al castello di Acoz in Belgio, per comunicare il desiderio di entrare in
guerra a fianco dell'Asse. Voleva trattare le condizioni. Oltre ad armi, carburante e viveri, voleva come
compenso Marocco, Orano, il Sahara fino al 20 parallelo e la zona costiera della Guinea fino al delta
del Niger.13
I tedeschi, sorpresi dal prezzo che Franco poneva per entrare in guerra, si mostrarono poco
entusiasti, ma qualche giorno dopo Hitler mand un messaggio tramite Richthofen: prepararsi a
collaborare a un imminente attacco contro Gibilterra, in coincidenza con l'operazione Leone Marino,
l'invasione della Gran Bretagna. Richthofen e Vign si incontrarono per coordinare i piani d'attacco,
ma il 31 luglio tutto fu sospeso perch l'ammiraglio Raeder aveva avvertito il Fhrer che la
Kriegsmarine non era in grado di garantirne il successo.
L'attenzione di Hitler cominci subito a spostarsi verso la sua estrema ambizione, l'invasione
dell'Unione Sovietica. Offrendo la Spagna come bastione dell'Asse in Atlantico, Franco scrisse a
Mussolini il 15 agosto per chiedergli di intercedere presso Hitler e persuaderlo ad accettare le sue
condizioni, in modo che la Spagna potesse entrare in guerra nel momento favorevole. Ma il Fhrer
non voleva dare al Caudillo poteri sul Mediterraneo occidentale, dato che il mare doveva restare come
riserva per l'Italia.14
Hitler decise per un incontro privato con Franco il 23 ottobre a Hendaye, sul confine francese.
Sfortunatamente Franco stava viaggiando con le ferrovie spagnole e arriv in ritardo, cosa che irrit
molto il leader nazista. Hitler rifiut ancora le pretese di Franco sull'impero francese in Nordafrica:
doveva incontrarsi il giorno dopo con il maresciallo Ptain e voleva rafforzare la collaborazione del
regime di Vichy. Alla fine venne concordato un protocollo in cui si dichiarava che Franco sarebbe
entrato in guerra quando glielo avessero chiesto, che Gibilterra sarebbe stata assegnata alla Spagna,
oltre a vaghe dichiarazioni in merito a compensi su imprecisati territori africani, in seguito.
In dicembre Hitler invi Canaris da Franco a comunicargli che la Wehrmacht stava preparando
un contingente di 15 divisioni per occupare Gibilterra nel corso dell'operazione Felix. Franco si disse
preoccupato perch gli inglesi per rappresaglia avrebbero attaccato le Canarie e pretese garanzie. Hitler
si infuri per il tradimento di Franco agli accordi di Hendaye. Il 6 febbraio 1941 il dittatore tedesco
invi a Franco un'altra lettera, cortese ma imperativa; questa si incroci con un promemoria del
dittatore spagnolo che chiedeva una tale quantit di artiglieria, pezzi di ricambio, apparati radio,
autocarri, locomotive e vagoni che gli amministratori civili tedeschi considerarono l'elenco al di fuori
delle possibilit della Germania.15 Hitler poi scrisse a Mussolini di sistemare la faccenda con Franco,
pensando che i ciarlatani latini si sarebbero capiti meglio.
Mussolini incontr Franco il 12 febbraio a Villa Margherita a Bordighera, alla presenza di
Serrano Suer, ministro degli Esteri. Franco sostenne di avere paura di entrare in guerra troppo tardi e
si lament della lentezza dei tedeschi nel fornirgli le armi di cui aveva bisogno. Mussolini rifer a Hitler
i risultati dell'incontro con Franco, raccomandando di non assillarlo troppo.  di certo possibile che
Mussolini non lo volesse come rivale nel Mediterraneo.16
Al loro rientro a Madrid, Serrano Suer, che aveva da poco incontrato Hitler e aveva avuto
cinque abboccamenti con Ribbentrop, si sent l'uomo del momento, ma non si rendeva conto di quanto
lo odiassero i generali spagnoli e le vecchie camicie della Falange. Negli ultimi mesi il servizio
segreto britannico aveva pagato forti somme ai generali pi monarchici e religiosi per incoraggiarli a
opporsi a Franco e a suo cognato. Fra la met del 1940 e la fine del 1941 una trentina di generali aveva
ricevuto complessivamente 13 milioni di dollari e continuavano a incassare; il solo Aranda ricevette 2
milioni di dollari nel 1942. Le transazioni finanziarie avvenivano tramite il grande contrabbandiere
Juan March, che si era alleato con gli inglesi.17 Il generale Vign fece una visita privata al Caudillo,
avvertendolo del profondo risentimento dei generali per l'enorme potere che Serrano Suer aveva
accumulato, e aggiunse che in Spagna correva la voce che fosse il cognato a controllare tutto.
Perfino alcuni falangisti cominciarono a essere ostili nei confronti di Serrano Suer, ma altri
erano decisi ad aumentare il proprio potere. La situazione stava diventando pericolosa, perch agenti
tedeschi li sobillavano. Serrano Suer ritenne che le speranze di ulteriori avanzamenti stavano nel
sottoporre Franco a maggiori pressioni per entrare in guerra appena possibile. I tedeschi, nella
primavera del 1941, avevano conquistato Jugoslavia e Grecia e occupato Creta.
Franco si mosse per gradi, con una serie di cambiamenti ai livelli pi alti. Serrano Suer si
accorse non solo di avere perso il ministero dell'Interno e il controllo del Movimiento, ma anche che la
sua gestione degli Esteri era discussa negli ambienti governativi. Poi, il 22 giugno, la Wehrmacht
invase l'Unione Sovietica. Due giorni dopo i falangisti scesero nelle strade in una grande dimostrazione
gridando slogan contro il comunismo ateo. Serrano Suer vide la sua occasione. In uniforme, fece un
discorso dal balcone della segreteria generale del Movimiento, affacciato sulla Calle de Alcal: La
Russia  colpevole. Colpevole della nostra guerra civile!... Lo sterminio della Russia  richiesto dalla
Storia e dal futuro dell'Europa!. I dimostranti falangisti, in preda a una frenesia bellicosa andarono
sotto l'ambasciata britannica a urlare: Gibilterra  spagnola!.
Serrano Suer pens di poter riacquistare tutto il suo potere riuscendo a incanalare questa
ondata di energia falangista. Poi gli venne in mente una mossa che sembrava offrire un sonante trionfo
agli occhi degli spagnoli e dei tedeschi: si rec da Franco per parlargli della necessit di costituire una
divisione di volontari falangisti da mandare in Russia a combattere a fianco della Wehrmacht contro
la bestia apocalittica. Ma i principali generali, con Varela come portavoce, chiarirono che erano
contrari al tentativo di Serrano Suer di interferire negli affari militari, soprattutto quando c'era di
mezzo anche la Falange. Franco adott ancora una volta una decisione a doppio taglio: si disse
d'accordo su una divisione di volontari falangisti, ma comandata da uno dei suoi generali.
Il 13 luglio la Divisin Espaola de Voluntarios, pi nota come Divisin Azul, la divisione
azzurra, cominci a trasferirsi in Germania al centro di addestramento di Grafenwhr. Comandata dal
generale Agustn Muoz Grandes, divent la 250 divisione di fanteria della Wehrmacht e fu inviata sul
fronte di Volkov, presso il lago Ilmen, a est di Leningrado.18 Pochi giorni dopo la sua partenza Franco
fece un discorso per l'anniversario dell'insurrezione, nel quale un il destino della Spagna alla vittoria
nazista e proclam che gli Alleati avevano perso. Questo discorso, con l'invio della Divisione Azzurra,
allarm gli inglesi, che cominciarono i preparativi per l'operazione Pilgrim, l'invasione delle Canarie.
Alla fine Churchill l'annull, ma aument le pressioni sul regime di Franco, riducendo le consegne di
petrolio e di frumento e chiedendo di sospendere le esportazioni di wolframio in Germania.
E anche dopo la sconfitta di Hitler davanti a Mosca nel dicembre del 1941 e l'entrata in guerra
degli Stati Uniti, Serrano Suer divent sempre pi fiducioso. Ma il 16 agosto 1942, proprio mentre le
armate di Hitler cominciarono l'avanzata su Stalingrado ed entrarono nel Caucaso, ci fu a Bilbao uno
strano incidente. C'era una festivit religiosa al santuario della Virgen de Begoa, durante la quale si
verific uno scontro fra tradizionalisti carlisti e falangisti. Si pass ben presto dagli insulti agli spintoni;
poi un falangista, Juan Domnguez, lanci una bomba a mano che fer 30 persone. Il generale Varela,
tradizionalista, consider l'episodio come un attentato contro la sua persona, annunci che costituiva
un attacco contro l'intero esercito e diram telegrammi a tutti i capitani generali. Domnguez venne
accusato di essere un agente provocatore al servizio degli inglesi e giustiziato. Per Franco questa fu
l'occasione perfetta per la sua politica del divide et impera. Il 3 settembre accett le dimissioni di
Varela per protesta contro la falangizzazione del regime, ma per far quadrare i conti destitu anche
Serrano Suer, sostituendolo agli Esteri con il generale Gomez Jordana, un anglofilo. La carriera del
cognato era finita.
Quando gli Alleati effettuarono l'operazione Torch, gli sbarchi in Nordafrica, nel novembre del
1942, usarono Gibilterra come base principale. Roosevelt scrisse a Franco per rassicurarlo sulle
intenzioni alleate verso la Spagna e i suoi possedimenti in Marocco. Nel frattempo gli inglesi
incoraggiarono Kindeln a premere su Franco per restaurare la monarchia, ma senza successo. Franco,
messo sotto pressione dall'estero e in patria, pot soltanto notare il crollo dei suoi sogni imperiali e
delle speranze dell'Asse. Dopo il successo alleato in Nordafrica, che mut completamente l'equilibrio
di potenza nel Mediterraneo occidentale, alla fine di gennaio del 1943 il feldmaresciallo Paulus
capitol a Stalingrado. Poi in luglio l'Armata Rossa sconfisse le forze corazzate della Wehrmacht
durante la battaglia di Kursk e gli Alleati sbarcarono in Sicilia. L'estate successiva vide l'invasione
alleata in Normandia e la distruzione del gruppo d'armate di centro della Wehrmacht in Bielorussia. La
Francia venne liberata alla fine di agosto e alla fine dell'anno l'ultima grande offensiva tedesca venne
respinta nelle Ardenne. Nel maggio del 1945 il Terzo Reich croll.
Franco si era adattato a questi drammatici mutamenti geopolitici modificando, grazie a Gomez
Jordana, la propria politica nei confronti degli Alleati. Il 16 marzo 1943 aveva inaugurato la versione
franchista delle Cortes con un discorso che invocava un accordo con gli Alleati per difendere la civilt
occidentale dai sovietici, e in novembre il ritiro della Divisione Azzurra fu accompagnato da un
ritorno alla neutralit dalla posizione di non belligeranza. Nel maggio del 1944 chiuse il consolato
tedesco a Tangeri e sospese le esportazioni di wolframio in Germania. In agosto, dopo la morte di
Jordana, nomin agli Esteri Jos Felix de Lequerica, il quale dimostr lo stesso approccio ossequioso
nei confronti degli Alleati usato da Serrano Suer per l'Asse.
All'interno, adott una linea pi dura. Dopo le pressioni per la restaurazione della monarchia
del giugno 1943, dichiar ai suoi pi stretti collaboratori che si trattava di una cospirazione massonica
mirante a sovvertire il regime del 18 luglio 1936. E nel settembre di quell'anno destitu un gruppo di
generali monarchici, temendo di subire lo stesso scacco di Mussolini a opera del Gran Consiglio del
Fascismo. Il 4 novembre 1944, in un'intervista alla United Press, dichiar che la Spagna nazionalista
non era stata mai n fascista n nazionalsocialista n mai alleata alle potenze dell'Asse. Quando Hitler
lo seppe comment: La faccia tosta del seor Franco non ha limiti.19
Una volta finita la Seconda guerra mondiale, Franco promulg, il 17 luglio 1945, un decreto sui
Diritti degli Spagnoli, che concedeva un'amnistia generale a tutti i detenuti politici della guerra civile.
Plac i latifondisti e i generali e si rivolse ancora alla Chiesa. Il giorno dopo costitu un nuovo governo,
affidando i posti chiave ai politici cattolici, realizzando cos una transizione verso il
nazional-cattolicesimo che metteva in secondo piano il Movimiento. Il 13 dicembre 1946 l'ONU
propose il ritiro degli ambasciatori dalla Spagna, ma l'inizio della Guerra Fredda, che doveva durare
per oltre quarant'anni, si dimostr la salvezza del suo regime.
Il 17 aprile 1948 il generale Franco proclam la fine dello stato di guerra in Spagna. Erano
trascorsi dodici anni dall'inizio dell'insurrezione.
...
.
...
37.
.
La guerra che non fin.
.
Per molti repubblicani spagnoli, soprattutto quelli in Francia, la Seconda guerra mondiale era
stata una dura continuazione della guerra civile. Una volta scoppiata, molti profughi repubblicani si
arruolarono per combattere contro il nemico comune. Una delle formazioni che conteneva la
proporzione pi alta di repubblicani spagnoli (1.000 su 2.500) fu la 13 demi-brigade della Legione
Straniera francese. Molti altri reparti, francesi e britannici, avevano spagnoli nelle loro file, sia in
Nordafrica sia in altri teatri operativi. Una compagnia di repubblicani spagnoli combatt con i
commando del colonnello Robert Laycock nella fase finale della battaglia di Creta.
Forse il reparto pi conosciuto del III battaglione di marcia del Ciad combatt nella 2 divisione
corazzata del generale Leclerc fino a Parigi. La 9 compagnia, nota come La Nueve perfino tra i
francesi, agli ordini del capitano Raymond Dronne, fu la prima a entrare nella capitale francese sotto il
suono delle campane la notte del 23 agosto 1944. I loro carri armati portavano nomi come Madrid,
Teruel, Ebro, Guernica e Don Quixote.1
I loro meno fortunati compagni in Francia furono deportati in campi in Germania, o utilizzati
come manodopera dall'organizzazione Todt. A Mauthausen i 7.200 internati spagnoli furono costretti a
portare sull'uniforme a strisce un triangolo di riconoscimento azzurro-falange, anche se erano rossi.
Morirono in circa 5.000. Molti altri detenuti repubblicani si ritrovarono anche a Dachau, Buchenwald,
Bergen-Belsen, Sachsenhausen-Oranienburg e Auschwitz.2
In Unione Sovietica circa 700 repubblicani spagnoli militarono nell'Armata Rossa e altrettanti
come partigiani. Molti altri tentarono di arruolarsi, ma fu risposto loro che avevano gi combattuto la
loro guerra e sarebbero stati pi utili all'Unione Sovietica come operai nelle fabbriche.3
Complessivamente 46 piloti, la maggior parte dei quali era in addestramento in Unione Sovietica alla
fine della guerra civile, furono destinati ai reggimenti d'aviazione dopo essersi rivolti alla Pasionaria e
ad altri dirigenti comunisti dell'emigrazione a Mosca per appoggio.4 Pi sorprendente, tenendo
presenti i sospetti stalinisti sui comunisti stranieri, il fatto che 119 spagnoli e 6 spagnole prestarono
servizio nell'OMSBON (la brigata di fanteria motorizzata per compiti speciali dell'NKVD),
considerata il principale reparto di pretoriani a Mosca per la difesa del Cremlino. Sei erano ufficiali e
uno divent comandante di compagnia.5
Altri servirono nella I brigata aerea speciale delle guardie di frontiera dell'NKVD, di stanza a
Bykovo, 20 chilometri a sud di Mosca, pronti a difendere la capitale sovietica. Altri 700 spagnoli si
unirono ai reparti partigiani operanti nelle retrovie tedesche, alcuni dopo essersi lanciati con il
paracadute. Fra di essi, un gruppo di catalani comandato da Jos Fusimaa, mentre un altro nucleo di
18 uomini combatt con Medvedev, uno dei pi famosi capi partigiani sovietici.6 Un certo numero di
soldati repubblicani che parlavano bene il russo prest servizio in prima linea con l'Armata Rossa
come se fossero cittadini sovietici. Il figlio della Pasionaria, Ruben Luis Ruiz Ibarruri, divent Eroe
dell'Unione Sovietica e cadde combattendo nel settore di Stalingrado, mentre altri due furono decorati
con l'Ordine di Lenin. Si  detto anche che 150 orfani spagnoli presero parte alla difesa di Leningrado.7
Molti altri profughi repubblicani combatterono nella Resistenza francese e nelle FFI, le Forces
Franaises de l'Intrieur. Durante la prima fase, fino al novembre del 1942, le loro formazioni
cooperarono con lo spionaggio alleato e con le squadre di recupero degli aviatori alleati abbattuti. I
libertari e quelli del POUM furono molto attivi, come Francisco Ponzn (Franois Vidal), un ex
membro anarchico del Consiglio d'Aragona, che faceva parte del gruppo di Pat O'Leary; catturato dai
tedeschi nell'agosto del 1944, venne fucilato e il suo cadavere bruciato in un bosco. Josep Rovira, del
POUM, riusc a fuggire e a salvarsi.
Durante il 1943 e la prima met del 1944 ci fu una certa unificazione fra i gruppi di resistenza
spagnoli sotto direzione comunista spagnola nel sud-ovest della Francia. Nell'ultima fase i gruppi
repubblicani costituirono un importante elemento nel corso di quella che divent virtualmente una
guerra civile contro la milizia di Vichy. Appena finiti i combattimenti in territorio francese,
cominciarono a guardare al confine spagnolo, aspettando l'imminente crollo del regime franchista.
Dopo l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel giugno del 1941 e i successivi ordini del
Comintern, il PCE aveva fatto urgenti richiami dalla Radio Indipendente Spagnola e da Radio Tolosa,
per la costituzione di un fronte antifascista di tutte le forze repubblicane spagnole, compresa la CNT. I
comunisti lo chiamarono Unin Nacional Espaola e divent il braccio politico del XIV corpo di
guerriglia. Dall'inizio del 1944, il XIV controllava quasi tutti i reparti spagnoli in 31 dipartimenti della
parte meridionale della Francia; nel maggio del 1944 cambi nome, diventando Gruppo dei guerriglieri
spagnoli, e nel corso dei mesi successivi controll tutte le propriet di Stato spagnole, i consoli e i
consigli commerciali della regione, issando la bandiera repubblicana. L'UNE invocava una
mobilitazione generale su entrambi i lati del confine, pronta a riorganizzare il nostro esercito
patriottico per la riconquista della Spagna.8 Ma la Spagna di Franco non venne mai rovesciata.
Quelli che erano andati in montagna, los hombres de la sierra, fuggendo dalle prigioni o dai
battaglioni di lavoro, costituirono piccoli gruppi sparsi di resistenza, che non riuscivano a comunicare
in modo efficiente. Eppure i primi esempi di resistenza armata alla conquista nazionalista erano
cominciati fin dai primi momenti della guerra civile. In Galizia, dove molti avevano evitato la brutale
repressione falangista, si erano costituite bande nelle montagne, soprattutto nella Sierra do Eixe. Nel
1937 c'erano circa 3.000 fuggitivi attorno a Vigo e Tuy. C'erano anche altre bande nel Len, nelle
Asturie, a Santander, a Cceres, Badajox, Granada, Ronda e Huelva, ma anche qui si trattava di
iniziative improvvisate nate per motivi di sopravvivenza piuttosto che come forze di resistenza
coordinate. La maggior parte di quelle del sud furono annientate nel 1937, ma nel nord la lotta continu
fino alla fine della guerra e oltre. Quando nel 1937 il fronte delle Asturie croll, oltre 2.000 soldati
fuggirono in montagna e i nazionalisti dovettero impiegare 15 tabor di regulares e 8 battaglioni di
fanteria in una caccia durata molti mesi.
Durante la guerra, nella zona centrale i fuggitivi si raggrupparono nelle montagne di Toledo,
agli ordini di un ex sindaco socialista, Jess Gmez Recio (Quincoces), e di un comunista, Jos
Manzanero, anch'esso evaso dal carcere, nel suo caso proprio il giorno in cui avrebbero dovuto
giustiziarlo, dopo terribili torture. Dal 1941, successivamente allo scioglimento di molti gruppi, la
Guardia Civil divent il reparto principale nelle operazioni antiguerriglia. I partigiani, che per
sopravvivere dovevano rubare viveri, spesso si alienarono la popolazione locale e favorirono il regime
franchista nei suoi tentativi di definirli banditi comuni. Anche la polizia mand propri agenti a
infiltrarsi nelle bande spacciandosi per evasi.
Dopo la liberazione della Francia, nel 1944, il PCE prepar un duplice piano per la
riconquista della Spagna: in parte mirava a un'invasione attraverso i Pirenei, e in parte voleva
infiltrare nuclei di guerriglieri che dovevano collegarsi con altri gruppi e organizzare una resistenza pi
coordinata. La vana speranza era che questo avrebbe incoraggiato gli alleati vittoriosi ad assumere un
atteggiamento pi duro nei confronti del regime di Franco. Nel settembre del 1944 il dirigente
comunista Jess Monzn ordin l'attacco dalla Valle de Arn, per proseguire poi su Lrida, con
l'obiettivo di costituire una testa di ponte in cui insediare un governo di unit nazionale in grado di
dirigere un'insurrezione di massa nel Paese. L'operazione venne affidata alla cosiddetta 204 divisione,
meno di 4.000 uomini sotto il comando del colonnello Vicente Lpez Tovar.
Il 19 ottobre, alle 6 del mattino, attraversarono il confine, mentre altri attacchi diversivi vennero
sferrati in vari punti dei Pirenei. In questa prima fase, il contingente d'invasione riusc a penetrare per
parecchie decine di chilometri in Spagna, occupando piccoli villaggi, conquistando alcuni presidi della
Guardia Civil e facendo 300 prigionieri. Ma, ripetendo il solito errore repubblicano, persero tempo
assediando Viella, la citt principale della Valle de Arn. Ancora una volta, i nazionalisti reagirono con
rapidit facendo intervenire 40.000 marocchini sotto i generali Yage, Garca-Valio, Monasterio e
Moscard. Il 28 ottobre Lpez Tovar ordin di ripiegare oltre confine e l'operazione si concluse con
una dura sconfitta, con la perdita di 200 morti e 800 prigionieri; altri 200 riuscirono a rifugiarsi
nell'interno della Spagna.9 Altri attacchi del genere, nel tentativo di provocare un'insurrezione, con
cosiddetti corpi d'armata e armate di guerriglieri fallirono miseramente. Ma l'attivit di guerriglia
continu e in Galizia dur fino al 1950. Nelle Asturie il movimento era spaccato da disaccordi fra
socialisti e comunisti. Nel Levante e nell'Alta Aragona i gruppi di guerriglieri venivano rafforzati da
nuclei ancora pi piccoli provenienti dalla Francia.
Jess Monzn tent di organizzare un'armata del centro a Madrid e le operazioni cominciarono
nelle zone urbane, come l'attacco al comando della Falange a Cuatro Caminos. Ma i metodi spietati
della Guardia Civil e della polizia segreta fecero il vuoto. In Catalogna il PSUC comunista organizz
un esercito di guerriglia, ma anche questo venne disperso nel 1947, seguito da un processo a 78 suoi
elementi davanti alla pi grande corte marziale mai riunita in Spagna. I guerriglieri pi famosi in
Catalogna erano anarchici, come Francisco Sabat Llopart (El Quico), Ramn Vila Capdevila
(Caraquemada), Luis Faceras e Marcelino Massana. Questi riusc a riparare in Francia nel 1950;
Faceras si rifugi in Italia nel 1952, ma torn a Barcellona dove venne ucciso dalla polizia nell'agosto
del 1957.
El Quico cominci la sua attivit nel 1945 quando, il 20 ottobre, riusc a liberare tre anarchici
scortati dalla polizia. Trascorse alcuni periodi in Spagna, poi si spost in Francia, prima di sconfinare
di nuovo. Nel marzo del 1949 organizz un attentato contro il brutale commissario di polizia Eduardo
Quintela, ma attacc l'auto sbagliata, uccidendone gli occupanti. Al suo rientro in Francia venne
arrestato e incarcerato fino al 1955. In seguito, verso la fine del 1959 torn in Spagna, ma nel gennaio
del 1960 la Guardia Civil accerchi lui e alcuni compagni in una cascina nella provincia di Gerona. Ci
fu una sparatoria con numerosi feriti, compreso lo stesso El Quico, che riusc a fuggire. Pochi giorni
dopo attacc un treno, e fugg di nuovo, ma la sua ferita and in cancrena. Cerc assistenza medica,
venne riconosciuto e ucciso il 5 gennaio. Caraquemada, il suo compagno, fu circondato il 6 agosto
1963 e ucciso da membri della Guardia Civil.10
La repressione della guerriglia fra il 1947 e il 1949 fu senza tregua. Complessivamente circa
60.000 persone furono arrestate durante i primi dieci anni dopo la fine della guerra civile, ma in realt
la guerriglia coinvolse soltanto una piccola parte della popolazione, probabilmente meno di 8.000
persone in tutta la Spagna. Fra gli ultimi superstiti ci furono Francisco Blancas (Veneno), che guid
un gruppo fra Ciudad Real e Cceres fino al 1955, quando ripar in Francia; Patricio Serra a Badajoz,
che dur fino all'aprile del 1954; nel primo e ultimo caposaldo in Galizia, Benigno Andrade
(Foucellas), giustiziato nel luglio del 1952, Jos Castro Veiga (Piloto), abbattuto dalla Guardia
Civil nel marzo del 1965, e Mario Rodrguez Losada (Langullo), che pass in Francia nell'agosto del
1968. A quell'epoca i turisti stranieri affollavano le spiagge delle coste meridionali e la Spagna di
Franco si trov cambiata pi da nuovi valori provenienti dall'estero che da vecchie ideologie interne.
Mentre in Spagna continuava la lotta, i dirigenti repubblicani in esilio avevano continuato a
scontrarsi all'estero per le loro rivalit intestine. Nel novembre del 1943 Indalecio Prieto aveva fondato
in Messico una coalizione politica che aveva riunito il PSOE, l'Unin Republicana e i partiti catalani
sotto la direzione di Martnez Barrio.11 Anarchici e comunisti erano stati esclusi.
Nell'agosto del 1945 Negrn lasci Londra per andare in Messico alla seduta delle Cortes in
esilio: era stato chiamato da Martnez Barrio dietro pressioni di Prieto. Negrn annunci formalmente le
proprie dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri, dopo sei anni da quanto di fatto era gi
avvenuto, e Martnez Barrio venne eletto presidente di una repubblica che aveva cessato di esistere.
Negrn si propose come nuovo capo del governo, ma Prieto si oppose e Jos Giral si present al suo
posto. Nemmeno in questo governo fantasma c'erano comunisti o anarchici. Anche con un governo
laburista a Londra, non c'erano speranze di un riconoscimento da parte britannica o francese. Il
ministro degli Esteri, Ernest Bevin, organizz tuttavia, nell'ottobre del 1947, un incontro fra Prieto e
Gil Robles, l'ex leader della CEDA, contro il quale aveva preso parte all'insurrezione dell'ottobre
1934. Dopo difficili discussioni a Saint Jean de Luz, presso il confine basco, venne firmato un patto nel
quale si reclamava, fra l'altro, un'amnistia in Spagna, la fine delle rappresaglie e il diritto per gli
spagnoli di scegliersi un governo. Era da quasi dieci anni che le stesse richieste erano state fatte a
Figueras.
Il patto ebbe scarso effetto, perch a cinque giorni dalla sua firma il figlio di Alfonso XIII, Don
Juan, conte di Barcellona, si incontr con Franco a bordo dello yacht Azor davanti a San Sebastin,
concordando che suo figlio, il principe Juan Carlos, proseguisse i propri studi in Spagna sotto la tutela
di Franco. Quel ragazzo, che aveva meno di dieci anni, sarebbe diventato l'erede del Caudillo. Ma dopo
la morte di Franco nel 1975, avrebbe presieduto al ritorno della Spagna alla democrazia e alla libert.
...
.
...
38.
.
Cause perse.
.
Nel giugno del 1937 il cardinale Gom aveva definito la guerra civile spagnola un plebiscito
armato. E fu in effetti un'estensione della politica con mezzi militari. Eppure la violenza del conflitto
fece molta impressione all'estero. A volte i presupposti stereotipati sulle passioni spagnole erano
rafforzati dall'immagine dell'uomo spagnolo. Io non pretendo, scrisse in seguito El Campesino, di
non essere personalmente colpevole di brutte azioni, o di non avere mai provocato inutili sacrifici di
vite umane. Io sono spagnolo. Noi consideriamo tragica la vita e disprezziamo la morte.1 Ma queste
affermazioni non sono soltanto una grottesca indulgenza verso se stessi: sono profondamente
fuorvianti. La violenza  spesso il prodotto di un'espressione deformata della paura, e pi si tende a
reprimere questa paura con un gesto che dimostri coraggio, pi esplosivo sar il risultato.
Il culto della virilit e della morte accompagn tutto, come dimostrato da Queipo de Llano,
dalla Falange e dalla Legione Straniera. I dirigenti nazionalisti si sentivano inoltre appagati nel parlare
come un severo chirurgo patriarcale, le cui diagnosi e le cui proposte di soluzione per la nazione non
potevano essere discusse, perch il paziente non sapeva quanto era meglio per lui. Bisognava amputare
i contagi e i cancri venuti dall'estero. La rigenerazione nazionale poteva avvenire soltanto attraverso il
dolore, secondo lo schema medievale dell'ordalia.
Le invocazioni ideologiche e religiose rendevano astratta questa violenza. Si dice che fra i
difensori di Moscard a Toledo ci fosse un giovane mite, soprannominato l'Angelo dell'Alczar, il
quale, prima di premere il grilletto del suo fucile era solito gridare: Uccidi senza odio!. Questa
spersonalizzazione esisteva anche fra i repubblicani. David Antona, un leader della CNT, disse che le
pallottole che hanno troncato le vite degli ufficiali della caserma Montaa non hanno ucciso uomini,
hanno ucciso un intero sistema sociale. La gente veniva incoraggiata a impegnare la propria identit e
la propria responsabilit individuale in cause con un alone mistico o sovrumano. Ai requets carlisti
veniva detto che avrebbero trascorso un anno in meno in Purgatorio per ogni rosso che avessero ucciso,
come se la cristianit stesse ancora combattendo contro los Moros. E fu questa disumanizzazione del
nemico a rendere tanto terribile la guerra, oltre, naturalmente, le armi moderne e le tattiche terroristiche
contro la popolazione civile.
La distruzione di Guernica divent il simbolo riconosciuto internazionalmente del nuovo orrore,
eppure ancor pi agghiaccianti erano i motivi della presenza tedesca in Spagna. C' stata una grande
discussione sul relativo peso e sul momento degli interventi stranieri dalle due parti. Ma le discussioni
sul numero esatto di aerei, mezzi corazzati e consiglieri militari non spiegano tutto. Molto  dipeso dal
livello di addestramento e dalla qualit dell'equipaggiamento. Non vi  dubbio, per esempio, che i
piloti e gli aerei tedeschi fossero notevolmente superiori ai loro avversari sovietici, un fatto sottolineato
di nuovo nel giugno del 1941 quando la Luftwaffe distrusse oltre 2.000 velivoli sovietici, perlopi a
terra, in meno di due giorni. Il contributo italiano alla vittoria di Franco fu notevole, ma l'imprecisione
dei bombardamenti e la sua generale inaffidabilit ne ridussero l'efficacia dal punto di vista bellico.
La guerra civile spagnola, come il governo nazista riconobbe fin dal primo momento, offriva un
terreno di prova ideale per l'armamento e la tattica. Anche l'Armata Rossa intravide quest'occasione,
ma non pot trarne molto vantaggio a causa dell'ortodossia militare stalinista dopo l'esecuzione del
maresciallo Tucha?evskij. Per contro la Legione Condor fu meticolosa nei rapporti sugli effetti dei
nuovi sistemi d'arma; per esempio, i suoi reparti aerei scoprirono che nel corso di un'offensiva era
molto efficace il mitragliamento delle trincee nemiche non appena la fine del bombardamento
d'artiglieria permetteva ai repubblicani di rialzare la testa, mentre la fanteria nazionalista avanzava per
le ultime centinaia di metri. Vennero attaccate le postazioni d'artiglieria avversarie per prevenire il tiro
di controbatteria, e i gruppi di bombardieri furono inviati in missione contro le zone di ammassamento
e i centri comunicazioni nelle retrovie per ostacolare l'afflusso dei rinforzi.
Per quanto riguarda la tattica dei caccia, i gruppi di Messerschmitt della Luftwaffe
abbandonarono la tradizionale formazione a V nel corso dei combattimenti nei cieli dell'Ebro; i loro
aerei cominciarono invece a battersi in formazioni a doppia coppia, soluzione che il comando caccia
della RAF fu costretto ad adottare due anni dopo durante la battaglia d'Inghilterra. Ma forse l'arma
psicologicamente pi importante che la Legione Condor collaud in Spagna fu lo Stuka, lo Ju-87.
Durante l'avanzata attraverso l'Aragona nella primavera del 1938, la Condor bombard centri abitati
grandi e piccoli  compresi Alboccer, Ares del Maestre, Benasal e Vilar de Canes  poi li fotograf
con cura, sia dall'aria sia da terra, per misurare i punti di caduta delle bombe e le distruzioni provocate.
Era molto interessata alla precisione dei bombardamenti in picchiata con bombe da 500 chili. A
Benasal, colpita da nove ordigni di questo tipo, furono riprese molte foto della grande chiesa che era
stata completamente devastata. Buona parte del lavoro investigativo venne svolta dal maggiore conte
Fugger, di un'antica famiglia di banchieri di Augsburg.2
Sul terreno, i tedeschi impararono importanti lezioni rivelatesi molto utili negli anni successivi.
I loro carri armati dovevano avere cannoni pi potenti ed essere concentrati in divisioni corazzate per
sfondamenti, in base alla tattica dello Schwerpunkt. Scoprirono anche in Spagna la precisione e la
potenza dei loro pezzi contraerei da 88 mm usati contro i carri armati; quel cannone venne montato poi
sul temuto carro Tigre. In realt, fu come risultato della guerra di Spagna che l'esercito tedesco scopr
la necessit di aumentare le dimensioni e la potenza delle proprie forze corazzate. In Spagna i carri
sovietici T-26 e BT-5 si dimostrarono pi efficienti del tedesco Mark I, mentre i minuscoli carri italiani
Fiat-Ansaldo sembravano giocattoli a molla. Eppure i consiglieri sovietici non furono in grado di
proporre tattiche moderne per i carri armati dopo il processo farsa contro il maresciallo Tucha?evskij;
di conseguenza la brigata corazzata venne spesso impiegata male e inutilmente.
Entrambi gli schieramenti si accorsero che occorreva un collegamento pi stretto fra le truppe
avanzanti e il loro appoggio aereo, gi fin dalla battaglia del Jarama, eppure l'Armata Rossa si rifiut di
installare radio sui carri armati, tranne che su quelli dei comandanti, per tutta la Seconda guerra
mondiale e per la maggior parte della Guerra Fredda. L'unica vera lezione che i consiglieri sovietici
impararono fu il vantaggio del concentramento d'artiglieria a grande gittata a controllo centrale, una
tattica che ebbe successo durante la battaglia di Stalingrado.3
Una delle questioni pi dibattute  che peso ha avuto l'intervento straniero. La decisione di
Hitler di inviare trimotori da trasporto Ju-52 per aiutare Franco a trasferire i primi reparti di regulares e
della Legione Straniera oltre lo Stretto di Gibilterra fu certamente importante, ma  difficile dire che fu
decisiva. L'incompetenza della marina repubblicana e la mancanza d'iniziativa durante il caos
rivoluzionario delle prime settimane permisero all'armata d'Africa di sbarcare in territorio
metropolitano. E poich le forze repubblicane non erano in grado di passare all'offensiva, il tempo non
fu importante quanto avrebbe potuto essere in circostanze diverse. La questione che la ribellione dei
generali nell'estate del 1936 sarebbe fallita, non  convincente, a meno che non si tenga conto dell'altra
forma di intervento: il rifornimento di materiale bellico dal Portogallo. Franco e i suoi generali
compagni di ribellione si erano spinti troppo avanti e, avendo a disposizione munizioni sufficienti,
avrebbero proseguito fino a quando una massa critica di africanistas fosse sbarcata sul continente.
L'intervento sovietico pot anche salvare Madrid nel novembre del 1936, come sostengono gli
storici franchisti, ma nel complesso non vi  dubbio che le forze tedesche e italiane abbreviarono di
molto la guerra a vantaggio dei nazionalisti. Sostenere che vinsero la guerra per Franco sarebbe una
grossa esagerazione. La Legione Condor, in particolare, acceler la conquista del nord, sviluppo che
permise ai nazionalisti di concentrare le forze al centro della Spagna. Ma la devastante efficienza della
Condor fu riscontrata contro le principali offensive repubblicane del 1937 e del 1938. Queste perfette
occasioni di impiego con il massimo sfruttamento del potenziale aereo furono per offerte dalla
disastrosa direzione dei comandanti comunisti e dei loro consiglieri sovietici.
L'organizzazione e gli obiettivi adottati dall'esercito governativo nell'inverno del 1936 erano
dovuti pi a pressioni politiche interne ed esterne che a considerazioni militari. Le richieste comuniste
di un comando unificato e di disciplina erano perfettamente logiche da un punto di vista militare (anche
se, naturalmente, offrendo al PCE il mezzo per impadronirsi del potere). Ma il concetto che l'unica
strategia possibile fosse nelle offensive frontali, presa direttamente dai manuali francesi
d'addestramento della Grande Guerra, si dimostr un difetto quasi altrettanto grave quanto la
convinzione delle milizie nel trionfo dell'ideale rivoluzionario. Ancor peggio, le decisioni di passare
all'offensiva non erano guidate da pensieri coerenti. In quasi tutti i casi questi attacchi furono inutili
tentativi di ridurre la pressione su altri settori minacciati e vennero sferrati per considerazioni
propagandistiche. Una volta ottenuta la sorpresa, i comandanti dell'esercito governativo lasciarono
svanire la spinta dell'offensiva assediando villaggi e cittadine. Entro pochi giorni i nazionalisti
riuscivano a riorganizzare le proprie truppe e a far intervenire la Legione Condor.
Questa, come confermano i suoi diari di guerra, scopr che i piloti sovietici e l'aviazione
repubblicana non avevano fiducia in azione e si dimostrarono pi un fastidio che un vero pericolo. Per
questo i suoi reparti furono in grado di bombardare e mitragliare le formazioni avversarie, che di solito
erano intrappolate in piccoli settori su un terreno completamente scoperto. Eppure la direzione
repubblicana, anche una volta perso il vantaggio della sorpresa e la spinta dell'attacco, non poteva fare
ritirare le sue preziose truppe e le forze corazzate, a causa delle esagerate affermazioni
propagandistiche diramate nell'annuncio dell'offensiva. Cos le battaglie di Brunete, Belchite, Teruel e
dell'Ebro furono tutte ripetizioni disastrose. E a peggiorare al massimo la situazione, la paranoia
stalinista dei consiglieri sovietici e dei dirigenti comunisti spagnoli attribu ogni insuccesso al
tradimento trockista e a quelli della quinta colonna. Vennero formulate teorie ridicole, furono
arrestati e fucilati ufficiali e soldati innocenti, e furono inviati a Mosca rapporti contenenti illusioni che
andavano ben oltre i limiti della follia.  facile comprendere che il morale repubblicano ne abbia tanto
sofferto.
Gli unici due successi delle forze repubblicane furono a Guadalajara, una vittoria derivata
soprattutto da un collasso nel morale degli italiani, e la difesa della linea XYZ nell'estate del 1938.
Quest'ultima si dimostr la pi efficace battaglia dell'intera guerra per i governativi, in quanto inflisse
perdite quattro volte superiori a quelle subite. Probabilmente se ne  parlato poco perch non vi furono
coinvolte le formazioni d'lite comuniste e si diede poca pubblicit a una battaglia che non
corrispondeva alla politica di guerra attiva del governo Negrn.
Tutto questo suggerisce che una condotta bellica molto pi efficace sarebbe stata combinare una
forte difesa strategica con brevi e violenti attacchi d'assaggio in vari settori per confondere i
nazionalisti. Le forze corazzate dell'esercito governativo avrebbero dovuto essere riunite in una riserva
corazzata da impiegare in un contrattacco a qualsiasi sfondamento nazionalista. La Repubblica non
avrebbe potuto semplicemente abbandonare la guerra ortodossa per tattiche non ortodosse, come
sognate da alcuni idealisti della milizia; le condizioni di una guerra di guerriglia universale non
esistevano: le regioni pi adatte, con il terreno giusto, non erano sufficienti a impegnare all'estremo i
nazionalisti. Ma su fronti poco guarniti, operazioni di commando avrebbero impegnato molte forze
avversarie in pi, e questo avrebbe ostacolato con maggiore efficacia la strategia del Generalissimo.
Franco non fece molto per vincere la guerra: i comandanti repubblicani, in condizioni di disparit gi
evidente, sperperarono il coraggio e lo spirito di sacrificio delle loro truppe e furono sconfitti.
Nessuna sorpresa che la politica del non intervento ispirata dagli inglesi non abbia dato vita a
molta passione e a sdegno morale. Per i repubblicani sembrava impensabile che un governo
legittimamente eletto di una nazione non fosse autorizzato ad acquistare armi per difendersi. E non c'
dubbio sull'ipocrisia del mantenimento di una politica che stava dimostrando in modo evidente la
propria inefficacia, mentre il Comitato a Londra, comprese le tre principali potenze interventiste,
Germania, Italia e Unione Sovietica, fingeva il contrario. L'irritazione maggiore va rivolta contro il
governo britannico il quale, anche se non propose ufficialmente il piano di non intervento, fu di certo il
suo massimo sostenitore. I motivi che mossero i due Primi ministri Baldwin e Chamberlain e i due
ministri degli Esteri, Eden e Halifax, sono definiti una congiura dei conservatori in appoggio a Franco.
Per quanto plausibile, considerando le loro amicizie personali e i loro gusti, questa  probabilmente una
deformazione della verit.
Nessuno di essi aveva alcuna simpatia per la natura di sinistra, se non rivoluzionaria, della
Spagna repubblicana, e di certo nei primi giorni avrebbero preferito un rapido successo nazionalista
contro quello che consideravano un lento scivolamento verso gli orrori del bolscevismo. Ma la loro
preoccupazione principale riguardava un'altra parte. Essi non volevano tanto che la Spagna fosse
controllata dalla Germania nazista o dall'Italia fascista, principale rivale dell'Inghilterra nel
Mediterraneo, quanto piuttosto che la nazione cadesse sotto l'influenza sovietica. E soprattutto erano
molto preoccupati che la conflagrazione spagnola diventasse una nuova Sarajevo, provocando una serie
di coinvolgimenti che l'avrebbe trasformata in una nuova guerra europea. Il Foreign Office britannico
fu comunque in torto quando assunse l'alto ruolo di gendarme internazionale, mentre era segretamente
pronto a sacrificare il popolo spagnolo come aveva fatto con la Cecoslovacchia nel 1938.
Bisogna anche osservare i risultati effettivi della politica del non intervento, che imped alla
Repubblica di Spagna di acquistare apertamente armi. Le necessit maggiori dei repubblicani erano nel
campo degli aerei, dei carri armati e delle armi automatiche. L'equipaggiamento francese era in genere
di scarsa qualit e i soli aerei britannici disponibili a quell'epoca erano obsoleti. Probabilmente l'unica
nazione in grado di soddisfare le loro richieste, a parte l'Unione Sovietica, erano gli Stati Uniti.
Roosevelt e Cordell Hull possono essere stati influenzati dall'accordo per il non intervento, ma fu la
lobby cattolica a indurre il Congresso a bloccare i rifornimenti di armi ai governativi. Cos, a parte
pochi acquisti di aerei, di fucili e munizioni messicane e di mitragliatrici cecoslovacche fatti
privatamente, potrebbe sembrare che anche senza il Comitato per il non intervento la Repubblica non
abbia avuto altra alternativa che rivolgersi verso il monopolio sovietico di armi. Tuttavia la decisione di
inviare a Stalin la riserva aurea spagnola fu una delle pi critiche del conflitto.
L'arcivescovo di Burgos, il quale giustific la crudelt della guerra perch tutto sommato meno
crudele, in quanto abbreviava il conflitto, aveva torto, sia dal punto di vista morale sia da quello logico.
Nessuna delle due parti poteva essere terrorizzata fino alla sottomissione. La polarizzazione delle
convinzioni politiche significava che entrambe le parti ritenevano che fosse in gioco tutto ci in cui
esse credevano, oltre alla loro stessa esistenza. Questo trasform la paura in un coraggio disperato. La
guerra sarebbe finita soltanto quando una decisiva carenza di truppe, armi e munizioni avrebbe
dimostrato che la disfatta era inevitabile. E ci accadde alla Repubblica dopo la sua sconfitta sull'Ebro
e la catastrofica perdita di materiale che ne deriv.
L'unica possibile ragione di continuare la lotta sarebbe stata quella di ottenere da Franco
condizioni di resa migliori, ma era una vana speranza. Negrn fall del tutto con i suoi Tredici punti,
e non vi erano basi per aspettarsi che il capo degli insorti nazionalisti cambiasse atteggiamento; anzi, in
realt sembrava diventare sempre pi inflessibile, mentre si avvicinava alla vittoria. Qualsiasi decisione
di continuare a combattere poteva portare soltanto a un inutile sperpero di vite. Un brigatista
internazionale scrisse in seguito: Andava benissimo, per la sinistra europea e americana, battersi il
petto e chiedere che la gente comune in Spagna combattesse fino all'ultimo; ma una volta apparso
chiaro che la guerra non si poteva vincere, si sarebbe dovuto smetterla.4  impossibile dire se una resa
anticipata avrebbe ridotto la dura vendetta dei vincitori, ma  dubbio. Tutto ci che si pu affermare per
certo  che avrebbe risparmiato le molte decine di migliaia di caduti nella disperata battaglia di
Catalogna.
Poco di pi si pu dire della vendetta franchista, un'azione che  stata giustificata sulla base
delle sentenze emesse per ribellione militare: un capovolgimento della logica giudiziaria che parla da
sola. Le notizie raccolte con tanta fatica dagli storici spagnoli in questi ultimi anni lasciano pochi dubbi
sulle sue dimensioni e la sua crudelt. L'unico interrogativo senza risposta riguarda il processo mentale
di coloro che attuarono questo regime. Ma discutere sullo stato mentale di questi oppressori, nazisti,
sovietici o nazionalisti, comporta il rischio di indossare il dubbio camice di uno psichiatra a distanza.
La repressione si estese a tutta la popolazione, comportando una situazione molto difficile,
superata in asprezza soltanto dalla durezza delle condizioni di vita imposte dal regime. Uno dei grandi
dibattiti di questi ultimi anni  stato il grado al quale la politica di autarchia e di direzione finanziaria
centralizzata di Franco abbia preparato il terreno per la successiva trasformazione economica della
Spagna. La tesi a favore della politica economica imposta dal Caudillo  molto difficile da esaminare,
in quanto aveva creato una forma mortale di controllo statale che alcuni commentatori hanno
paragonato a quella degli Stati satelliti dell'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Tuttavia, nel
caso della Spagna, il grado di corruzione e di sprechi trova il suo eguale soltanto nella Romania di
Ceau?escu. La parziale liberalizzazione economica che si manifest negli anni Sessanta fu in molti
modi pi un episodio accidentale dovuto alle influenze esterne che a un vero progetto.
La domanda pertinente, tuttavia,  che cosa avrebbe prodotto una vittoria repubblicana. Se
l'esercito di Madrid avesse vinto, diciamo nel 1937 o 1938, quale forma di governo ne sarebbe
derivata: l'amministrazione progressista di sinistra dei primi mesi del 1936, oppure un regime
comunista di linea dura? Il crollo accelerato del governo repubblicano nella primavera-estate del 1936 e
lo scoppio della guerra civile seguirono una via diversa verso il caos che segu la Prima guerra
mondiale. Eppure c'era una somiglianza con la Rivoluzione russa: la determinazione comunista a
eliminare gli alleati di sinistra, una volta vinta la guerra contro le destre. Nel settembre del 1936, subito
dopo il suo arrivo, il generale Vladimir Goriev rifer a Mosca: Una lotta contro gli anarchici 
assolutamente inevitabile dopo la vittoria contro i bianchi. Sar una lotta molto dura.5 Andr Marty, il
rappresentante del Comintern, il 10 ottobre afferm: Dopo la vittoria pareggeremo i conti con loro [gli
anarchici], e questo soprattutto perch a quel punto avremo un esercito forte.6 E la Pravda il 10
dicembre dichiar che il repulisti dei trockisti e degli elementi anarcosindacalisti sar effettuato con la
stessa energia di quanto avvenuto nell'Unione Sovietica. Come molti rapporti trasmessi a Mosca
hanno chiarito, la strategia del Fronte Popolare era soltanto per il momento. I rappresentanti del
Comintern in Spagna miravano a un'egemonia comunista e anche se questo non era allineato alla
strategia generale di Stalin,  significativo che non vi sia stato alcun rimprovero n monito in proposito
fatto da Dimitrov nelle comunicazioni fra Unione Sovietica e Spagna.
Gli stalinisti, per la natura stessa della loro ideologia, non erano preparati a condividere il potere
con altri. Soltanto un fattore avrebbe potuto alleviare la situazione in Spagna, ed era il problema degli
interessi dell'Unione Sovietica in un altro settore internazionale. Stalin aveva gi dimostrato di essere
disposto a sacrificare un partito comunista estero, se fosse stato nell'interesse della madrepatria
socialista. Nel caso della Spagna furono gli eventi in Europa centrale a decidere la politica sovietica.
La politica di appeasement britannica verso Hitler nel 1938, nella questione cecoslovacca, sugger a
Stalin di tentare un nuovo corso, anche se alla fine avrebbe comportato un'alleanza con lo stesso Hitler.
Gli anni del dopoguerra sarebbero stati disperati, indipendentemente dalla forma di governo in carica.
Ma in seguito tutto sarebbe dipeso dalla forma di regime. Un governo realmente democratico avrebbe
probabilmente ricevuto aiuti dal Piano Marshall dagli americani nel 1948. Poi, con un'economia
abbastanza libera, nel 1950 sarebbe cominciata una ripresa, come dappertutto in Europa occidentale.
Ma con un governo autoritario di sinistra, forse apertamente comunista, la Spagna sarebbe rimasta in
condizioni simili a quelle delle repubbliche popolari dell'Europa centrale o dei Balcani fino a dopo il 1989.
...
.
...
La guerra civile spagnola, , tuttavia, meglio ricordata nei suoi termini umani: lo scontro di
opinioni, la ferocia, la generosit e l'impegno, l'ipocrisia dei diplomatici e dei ministri, il tradimento
degli ideali e le manovre politiche e, soprattutto il coraggio e l'abnegazione di coloro che combatterono
dalle due parti. Ma la storia, che non  mai semplice, deve finire sempre con gli interrogativi. Le
conclusioni sono troppo convenienti.
...
FINE.